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"Se il chicco di grano non muore..." (Gv. 12,24). Questo passo dei Vangelo può essere riferito, alla lettera, a Caterina Cittadini, fondatrice delle Suore Orsoline di S. Girolamo di Somasca, morta il 5 maggio 1857, prima che il suo Istituto ottenesse l'approvazione canonica.

Il 14 dicembre successivo, il Vescovo Mons. Speranza approva l'istituto ed il 15 dicembre le prime sette compagne della Fondatrice emettono i voti religiosi. Ha così ufficialmente inizio la vita della Congregazione delle Suore Orsoline di S. Girolamo di Somasca.

Piccolo seme, cresciuto all'ombra dei Santo degli Orfani, Caterina ha trascorso la maggior parte della sua vita a Somasca, il buon terreno che, fecondato dalla morte di questa donna votata a Dio e alle anime, ha dato frutti di grazia che si perpetuano nel tempo.

L'opera di Caterina Cittadini, grande devota di S. Girolamo Emiliani, fruttificò particolarmente per il bene della gioventù e dei malati: numerose opere nell'italia settentrionale, specialmente nel bergamasco, poi opere a Roma, in Sardegna e nell'Italia meridionale; attività missionaria, già affermata, nell'America Latina e La Paz in Bolivia, ad Alto Parnaiba e a Tasso Fragosi in Brasile e già iniziata anche in India a Mysore con Religiose indigene; assistenza ai figli degli emigranti italiani in Svizzera, in Francia, in Belgio...