Il Signore è vicino: cosa dobbiamo fare?

Il Vangelo di domenica 14 dicembre

Domenica Gaudete

Terza domenica di Avvento anno C

Il testo - La spiegazione - E tu cosa puoi fare?


Il testo


Dal Vangelo secondo Luca, capitolo 3, dal versetto 10 al versetto 18

«Che cosa dobbiamo fare?»

In quel tempo le folle interrogavano Giovanni dicendo: "Che cosa dobbiamo fare? ". Rispondeva "Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto". Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero "Maestro, che dobbiamo fare? ". Ed egli disse loro "Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato". Lo interrogavano anche alcuni soldati "E noi che dobbiamo fare? ". Rispose "Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe". Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo "Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile". Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.

 

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La spiegazione 


La domenica "Gaudete" - Il Vangelo di Giovanni Battista - Cosa dobbiamo fare? - Vocabolarietto: vangelo 

 

La domenica "Gaudete"

Il canto d'ingresso della terza domenica di Avvento, dice così: «Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino». In latino "Rallegratevi" si dice "Gaudete", e per questo motivo, dall'antichità, questa domenica era chiamata "Gaudete". Il Signore è ormai alle porte, mancano pochi giorni al Natale e tutti noi cristiani iniziamo a provare nel nostro cuore la gioia di questo evento che sta per accadere. E' una gioia simile a quella dei genitori e dei fratellini quando ormai mancano pochi giorni alla nascita della sorellina... L'aria di famiglia si carica di un senso di attesa e di grande gioia. Proprio come per Maria e Giuseppe alla vigilia della nascita di Gesù!

"Il Vangelo" di Giovanni Battista

In attesa che Gesù iniziasse la sua missione, Giovanni Battista «annunziava al popolo la buona novella». E' il Battista il primo ad annunciare il "Vangelo": la bellissima notizia che Dio ama gli uomini e desidera la loro felicità. Giovanni annuncia questa parola invitando gli uomini a convertire il cuore attraverso il battesimo nel fiume Giordano. Ma lo fa anche richiamando tutti a vivere nell'amore e nella giustizia.

 

Cosa dobbiamo fare?

Convertirsi e seguire "la buona novella" indicata da Giovanni Battista significa fare delle cose nuove. Non bastano le buone parole o i buoni propositi, ma occorre passare all'azione. E non si tratta neanche di fare cose eccezionali, ma di partire da quelle di tutti i giorni. Alle folle Giovanni suggerisce di dare ciò che hanno in sovrappiù: «chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha». Ai pubblicani, esattori delle tasse, Giovanni dice di chiedere il giusto e di non arricchirsi imbrogliando il prossimo. Infine ai soldati, dice di non approfittare della loro situazione per maltrattare gli altri. Per accogliere Gesù dobbiamo fare bene le cose di ogni giorno, con onestà, giustizia e un grande amore.


Vocabolarietto:

Vangelo

Vangelo in greco significa: Lieto Messaggio, Buona Novella. E' questo il nome che da sempre è stato dato non solo alla predicazione e al messaggio di Gesù, ma alla sua stessa vita. E' l'annuncio dell'amore di Dio, e che anche noi dobbiamo amare i nostri fratelli. Giovanni Battista ha iniziato a proclamare questo lieto messaggio per preparare il cuore delle folle, in attesa della venuta del Messia. Più tardi la vita e il messaggio di Gesù sono stati raccolti nei quattro vangeli che conosciamo. Per saperne di più clicca qui.

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E tu cosa puoi fare?


1) Dare la tunica - 2) Essere onesti - 3)Non approfittare

 

1) Dare la tunica

Questa settimana Giovanni Battista ci dà tre suggerimenti molto utili per prepararci bene al Natale. Sono cose che tutti possiamo fare! Anzitutto... dare quello che abbiamo di troppo. «Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia ugualmente». Forse tu non hai due tuniche, ma senz'altro c'è qualcosa che ti avanza e che puoi condividere con chi non ha... Ma se anche non hai nulla di "concreto" da dare, puoi sempre dare un sorriso, un gesto di amicizia, un momento di ascolto.

 

2) Essere onesti

Ai pubblicani, esattori delle tasse, Giovanni dice di essere onesti e di non imbrogliare. Anche per te forse, qualche volta, c'è la tentazione di fare qualche piccolo imbroglio, di dire qualche bugia, di fare qualche piccolo inganno... Se vogliamo aspettare Gesù con un cuore pronto dobbiamo invece essere trasparenti, onesti, non ingannare nessuno e amare sempre la verità. 

3) Non approfittare

Ai soldati Giovanni dice di non abusare del loro ruolo di autorità maltrattando gli altri. A volte può capitare anche a noi di avere la tentazione di approfittare del nostro ruolo, magari nei confronti dei più piccoli di noi... Vivere la buona novella significa invece vivere con responsabilità e amore il nostro ruolo, stando attenti ai più piccoli e deboli.

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(a cura di Andrea)

 


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