
Il Vangelo di domenica 23 novembre
Cristo Re dell'universo (anno B)
Il testo - La spiegazione - E tu cosa puoi fare?
Il testo
Dal Vangelo Secondo Giovanni (capitolo 18, versetti da 33 a 37)
«Tu sei il re dei giudei?»

Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse «Tu sei il re dei Giudei?». Gesù rispose «Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto sul mio conto?». Pilato rispose «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». Rispose Gesù «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù»". Allora Pilato gli disse «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
La festa di oggi - Gesù un re molto singolare - Re... dell'universo - Un Re che ci lava i piedi - Vocabolarietto: Pilato - Anno liturgico
La festa di oggi: Cristo Re dell'universo
Questa domenica - la trentaquattresima del tempo ordinario - si conclude l'anno liturgico. In questa occasione la Chiesa festeggia Cristo Re dell'Universo, per mettere in evidenza che per noi cristiani, Gesù è il principio e la fine di ogni cosa, il Signore assoluto della terra e del cielo.
Tuttavia Gesù è un re molto singolare. Oggi non siamo più abituati ai re che c'erano al tempo di Gesù: persone che detenevano un'autorità assoluta sulla vita e la morte dei propri sudditi, che in base ai loro pensieri facevano le leggi e amministravano la giustizia. Re potenti, da temere, ai quali volgere tutto il rispetto, per non correre il rischio di cadere in disgrazia davanti a loro. Gesù è ugualmente re, anzi lo è molto più dei re e dei potenti della terra. E' il vero re, perché ha il vero potere, la vera autorità su di noi, in quanto Dio, Figlio del Creatore. Tuttavia Gesù rivendica il titolo di re non per dominarci, ma per donarci la sua vita e il suo amore.
Tutto ciò che c'è nella terra e nel cielo, tutto quanto è creato viene da Dio e appartiene a Dio. Gesù è il Signore del Creato. Di fronte a lui possiamo provare timore, stupore, meraviglia. Sappiamo che verrà alla fine dei tempi e giudicherà i vivi e i morti. Sarà un giudizio basato non sul potere e sulla paura, ma sull'amore.
Eppure questo re ha esercitato il suo potere in un modo rivoluzionario. Non è venuto per servire ma per essere servito, e ce lo ha dimostrato lavando i piedi dei suoi discepoli. La sua corona non è stata d'oro e gemme preziose, ma di spine. E non ha esitato a morire sulla croce per amore nostro. In questo sta la potenza di Dio: nel suo amore per noi così grande da portarlo a fare... pazzie d'amore! Il Re dell'universo è voluto essere nostro servo, perché ci ama.
E' nell'incontro con Ponzio Pilato che Gesù rivela di essere Re, non di questa terrà, ma del Regno dei cieli. Pilato era un funzionario romano, governatore della Giudea al tempo di Gesù.
L'anno della Chiesa (anno liturgico) segue un suo calendario, che è diverso da quello civile: non inizia infatti il 1 gennaio, bensì la prima domenica di avvento, ovvero la domenica più vicina al 30 novembre. Non finisce il 31 dicembre, ma a fine novembre, con la festa di Cristo Re. Inoltre la lettura del vangelo che facciamo nella messa della domenica segue un ordine preciso: alternativamente si legge il vangelo di Matteo (anno A), quello di Marco (anno B) e quello di Luca (anno C). Il Vangelo di Giovanni si legge un po' ogni anno, nel periodo di Pasqua e soprattutto nell'anno B, accanto al vangelo di Marco, che è più corto degli altri. Il 2002-2003 è stato "anno B", il 2003-2004 sarà "anno C" e leggeremo quindi il vangelo di Luca.
1) Anche tu sei figlio di Re - 2) A servizio di tutti - 3) Gesù, re di tutti i giorni della mia vita
Ci hai mai pensato? Anche tu sei figlio di Re, e non di un re qualsiasi di questa terra: sei il figlio del Re dell'Universo. Insieme a Gesù, infatti, noi siamo figli di Dio, eredi del suo Regno. Questo vuol dire che ogni uomo è "speciale", amato in modo unico da Dio. E se siamo figli del Re, siamo anche ricchissimi: non dei beni di questa terra, che finiscono e passano, ma della vita di Dio e del suo amore che resta per tutta l'eternità!
Anche noi, però, dobbiamo seguire l'esempio di Gesù: non desiderare di essere serviti, ma metterci noi a servire i nostri fratelli, trovando i tanti modi di "lavare loro i piedi" (prova a pensarci: facendo un favore, una commissione, dicendo una parola buona, dando un po' di aiuto...). Questa è la strada della felicità: perché dando amore, si riceve amore e tanta gioia.
3) Gesù, Re di tutti i giorni della nostra vita.
Il poeta indiano Tagore ha scritto una bellissima poesia che noi possiamo recitare come una preghiera rivolta a Gesù. Prova a farlo ogni giorno in questa settimana!
(a cura di Andrea)
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