| |
|
|
|
|
|
| |
|
|
Dossier
|
|
|
Introduzione |
La
situazione |
Famiglie
maltrattanti |
Infanzia
rubata |
Sofferenza
della crescita |
Girolamo
Emiliani |
L'infanzia
rubata
Ilaria Grazzani*
Molti
bambini, oggi, sono privati della loro infanzia.
È esperienza comune, purtroppo,
soprattutto nelle grandi città incontrare bambini che, loro malgrado,
si vedono costretti a vivere vite da adulti; spesso addirittura da
adulti ai margini della società.
Si tratta di bambini, per lo più (ma non solo) provenienti da altri
Paesi, che accompagnano i loro genitori nel pellegrinaggio tra le vie
urbane, chiedendo elemosina, compiendo piccoli furti, cercando di
allinearsi a quanto loro richiesto, senza che essi abbiano la possibilità
di sottrarsi e di decidere per uno stile di vita differente.
Questi bambini sono privati di esperienze che i loro coetanei compiono
quotidianamente, assicurandosi un futuro inserimento nella vita
culturale che li aspetterà anni dopo: andare a scuola, giocare con i
propri compagni, costruire legami di amicizia, poter fare affidamento su
adulti che si prendono cura di loro indirizzandoli nelle loro scelte.
Si tratta di bambini che, anche qualora non subiscano forme di violenza
e di abuso conclamate, non potendo vivere come bambini, sono sottoposti
a maltrattamenti continui e di varia natura. Infatti, gli obiettivi a
cui comunemente e naturalmente tendono i genitori (igiene, nutrizione,
alfabetizzazione, apprendimento delle regole culturali...) non vengono
con loro perseguiti. Al contrario, essi vengono usati come esche, per
impietosire la gente comune ed assicurarsi un guadagno grazie alla loro
esistenza.
Ciò che sicuramente per loro si presenta particolarmente drammatico è
"l'infanzia rubata".
Nel dire ciò si pensa al fatto che a questi bambini viene tolta la
possibilità di giocare, di sperimentare e sperimentarsi senza avere
l'esperienza del gioco e il supporto del gioco; non è possibile infatti
per loro sbagliare e imparare dal loro agire sapendo che esiste uno
spazio che raccoglie e che protegge.
Si può fare qualcosa almeno nei casi in cui si è di fronte a casi
gravi e conclamati? Quando i problemi non sono sommersi ma evidenti a
chiunque?
Accanto ad iniziative di volontariato e iniziative istituzionali che
operano anche attraverso la proposta e la gestione di strutture che si
prendono cura dei minori 'sottratti alla loro infanzia', occorre
un'opera di maggiore sensibilizzazione nei confronti di tutti perché si
possano affrontare alla base le condizioni che determinano povertà,
degrado, ignoranza e quindi sfruttamento dei minori. Ciò significa che
spesso per intervenire a favore dei bambini a cui è stata rubata
l'infanzia diventa
necessario occuparsi degli adulti che stanno attorno a questi bambini,
ascoltare e raccogliere
le loro parti non evolute e aiutarli a "crescere" affinché
possano comprendere la specificità del mondo e delle esigenze dei
minori e
quindi assumersi la responsabilità della crescita altrui.
*(Università
Cattolica Milano)
|
|
|