La
Rivista  dei Padri Somaschi
     

 

   
Gennaio-Marzo 2001     
                 
 

 

 
     
Dossier    
Introduzione La situazione Famiglie maltrattanti
Infanzia rubata Sofferenza della crescita Girolamo Emiliani

L'infanzia 
rubata

Ilaria Grazzani*

Molti bambini, oggi, sono privati della loro infanzia.
È esperienza comune, purtroppo, soprattutto nelle grandi città incontrare bambini che, loro malgrado, si vedono costretti a vivere vite da adulti; spesso addirittura da adulti ai margini della società.
Si tratta di bambini, per lo più (ma non solo) provenienti da altri Paesi, che accompagnano i loro genitori nel pellegrinaggio tra le vie urbane, chiedendo elemosina, compiendo piccoli furti, cercando di allinearsi a quanto loro richiesto, senza che essi abbiano la possibilità di sottrarsi e di decidere per uno stile di vita differente.
Questi bambini sono privati di esperienze che i loro coetanei compiono quotidianamente, assicurandosi un futuro inserimento nella vita culturale che li aspetterà anni dopo: andare a scuola, giocare con i propri compagni, costruire legami di amicizia, poter fare affidamento su adulti che si prendono cura di loro indirizzandoli nelle loro scelte.
Si tratta di bambini che, anche qualora non subiscano forme di violenza e di abuso conclamate, non potendo vivere come bambini, sono sottoposti a maltrattamenti continui e di varia natura. Infatti, gli obiettivi a cui comunemente e naturalmente tendono i genitori (igiene, nutrizione, alfabetizzazione, apprendimento delle regole culturali...) non vengono con loro perseguiti. Al contrario, essi vengono usati come esche, per impietosire la gente comune ed assicurarsi un guadagno grazie alla loro esistenza.
Ciò che sicuramente per loro si presenta particolarmente drammatico è "l'infanzia rubata".
Nel dire ciò si pensa al fatto che a questi bambini viene tolta la possibilità di giocare, di sperimentare e sperimentarsi senza avere l'esperienza del gioco e il supporto del gioco; non è possibile infatti per loro sbagliare e imparare dal loro agire sapendo che esiste uno spazio che raccoglie e che protegge. 
Si può fare qualcosa almeno nei casi in cui si è di fronte a casi gravi e conclamati? Quando i problemi non sono sommersi ma evidenti a chiunque?
Accanto ad iniziative di volontariato e iniziative istituzionali che operano anche attraverso la proposta e la gestione di strutture che si prendono cura dei minori 'sottratti alla loro infanzia', occorre un'opera di maggiore sensibilizzazione nei confronti di tutti perché si possano affrontare alla base le condizioni che determinano povertà, degrado, ignoranza e quindi sfruttamento dei minori. Ciò significa che spesso per intervenire a favore dei bambini a cui è stata rubata l'infanzia  diventa necessario occuparsi degli adulti che stanno attorno a questi bambini, ascoltare e  raccogliere  le loro parti  non evolute e aiutarli a "crescere" affinché possano comprendere la specificità del mondo e delle esigenze dei minori  e  quindi assumersi la responsabilità della crescita altrui.

*(Università Cattolica Milano)

     

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