La
Rivista  dei Padri Somaschi
     

 

   
Gennaio-Marzo 2001     
                 
 

 

 
 
Le nostre Opere

Quero:
nel segno della liberazione 

Diana Spader

Il Castello di Quero, casa di preghiera gestita dai Padri Somaschi, per 24 anni ha proposto e testimoniato il carisma di S. Girolamo accogliendo persone singole, famiglie e gruppi per esperienze significative sul piano spirituale, vocazionale ed ecclesiale.
Alle soglie del terzo millennio, la Congregazione somasca ha affidato la gestione ed animazione dell'opera del Castello a laici con l'appoggio dei Padri della comunità di Treviso. Questo nuovo indirizzo del Castello rientra in quelle decisioni coraggiose delle congregazioni religiose intente a rivisitare le proprie opere tradizionali per renderle capaci di rispondere ai bisogni di oggi, pur mantenendo l'identità della ispirazione originale, aprendosi alla collaborazione dei laici.
Da  vent'anni mi occupo di procreazione responsabile e di formazione ed educazione alla sessualità e all'affettività rivolta ai giovani e alle coppie. P. Giuseppe Rossetti tre anni fa mi propose di portare queste mie varie esperienze all'interno delle attività del Castello: accettai molto volentieri, così dall'8 settembre 1998 vivo qui nella Casa di Preghiera.
Il progetto iniziale prevedeva di creare un luogo di riferimento per persone che intendessero percorrere itinerari di crescita personale e vivere con gioia la propria vocazione al matrimonio e famiglia con paternità e maternità responsabili, o nella scelta della consacrazione totale a Dio e al servizio dei fratelli nella vita religiosa o laicale. Tutto questo funzionale anche alla prevenzione del disagio giovanile e alla promozione di uno stile di vita familiare consono agli obbiettivi prefissati. Lo Spirito Santo ci sta assistendo e dopo due anni qualcosa si sta concretizzando.

1.- Per il mio lavoro ero a contatto con coppie di genitori adottivi: a questi ho proposto dei momenti di aggregazione con lo scopo di confrontare le proprie esperienze con il coordinamento di Padre Luigi Bassetto; ero consapevole che questo lavoro avrebbe avuto delle ripercussioni positive sulla crescita dei bambini in adozione. A questo punto si sentiva la necessità, durante questi incontri, di affidare i bambini a qualche persona competente: ecco allora il formarsi del gruppo CASPER, che vede la presenza di Arianna, pedagogista, Jessica e Stefano, studenti universitari di Scienze dell'educazione e di altri giovani volontari. Lo scopo del gruppo è di proporre occasioni educative e di incentivare atteggiamenti positivi nei bambini secondo uno stile proposto da san Girolamo nell'animazione dei gruppi dei suoi ragazzi.

A questo gruppo si sono in seguito aggiunti altri gruppi famigliari che al Castello hanno trovato un punto di riferimento per la preparazione alla procreazione responsabile attraverso i metodi naturali e il successivo accompagnamento, per le singole coppie, al fine di essere aiutate a concretizzare la scelta grazie ad un percorso segnato da consulenze periodiche regolari. È spontaneamente nato anche un gruppo di donne che, nel confrontarsi suscitato, hanno rivalutato la propria identità di donna condividendo le problematiche legate al periodo della menopausa.

Questa attenzione alla pastorale familiare vuole essere una risposta all'invito della Chiesa a lavorare in questo ambito e al Capitolo Generale 1999 della Congregazione somasca, che nelle Linee pastorali prioritarie al 5, 2.3 suggerisce di: "intensificare la pastorale familiare considerandola parte della nostra missione apostolica, promuovendo nelle famiglie l'apertura alla vita, all'affido e all'adozione". Ricordiamo inoltre che per san Girolamo ed i Somaschi il modello familiare resta il punto di riferimento e nella spiritualità e nel metodo educativo.
Un servizio che ritengo importante per gli obbiettivi prefissati al Castello è quello di dare alle coppie di fidanzati, qualche giorno prima del  matrimonio, la possibilità di soggiornare per un periodo nella Casa di Preghiera, durante il quale potranno riflettere e stilare il programma della loro vita matrimoniale cristiana.

2.- La conoscenza di sé come valore viene proposta anche agli adolescenti. Le parrocchie che vengono a conoscenza di questa struttura accompagnano i loro adolescenti al Castello per incontri formativi sull'affettività e la sessualità ispirata ai valori cristiani con lo scopo di stimolare comportamenti aperti al dono di sé:  in questo lavoro di formazione mi dà un valido contributo la pedagogista. A sostegno del lavoro con gli adolescenti  fin dall'inizio è stato proposto un itinerario di formazione per i genitori: per questo posso contare sull'aiuto di uno psicologo che condivide l'indirizzo del servizio offerto nella Casa di preghiera.
Momenti di liturgia e proposta spirituale vengono prestati dai sacerdoti che accompagnano  gruppi o dai Padri Somaschi della Comunità di Treviso.

3.- Al Castello arrivano anche persone con vari tipi di disagio: a tutte loro si cerca di offrire accoglienza, ascolto e ospitalità; per alcuni si crea l'opportunità di inserirsi e collaborare nelle varie attività della Casa di Preghiera. Tutte le attività suddette sono sostenute dalla presenza di un gruppo di volontari che si alternano nelle varie mansioni legate alle esigenze della casa: sta nascendo così un consistente gruppo di amici del Castello che ha trovato in una esperienza forte a Somasca motivo per identificarsi e proiettarsi nel futuro.

La speranza di tutti noi che lavoriamo al Castello è di riuscire a focalizzare e a consolidare questa struttura sul territorio, ritenendola prezioso punto di appoggio per le comunità che qui  possono trovare aiuto competente per la prevenzione o la risoluzione dei problemi legati al disagio, vuoi di relazione, vuoi personali, illuminati dall'esempio di san Girolamo e sorretti dall'indispensabile risorsa della fede in Dio.

     

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