La
Rivista  dei Padri Somaschi
     

 

   
Gennaio-Marzo 2001     
                 
 

 

 
 
I nostri defunti

Fr. Attilio Tavola 

Nasce il 17.06.1950 a Como (LC), professo temporaneo il 27.09.19781 a Somasca, professo perpetuo l'11.03.1979 a Cavaione. Muore a Milano 1l 25 ottobre 2000.

In questo momento tutti noi, tutti quelli che hanno ricevuto del bene da fratel Attilio, con tristezza ci rivolgiamo a Gesù, vivo e presente in mezzo a noi e gli diciamo: "Vieni a vedere dove l'abbiamo posto: qui, davanti a te". E Gesù, che ama tutti noi e ama fratel Attilio, scoppia in pianto. Un pianto che nasce dal cuore di amico vero, divino e umanissimo, che mai ha cessato di volergli bene, mai ha esaurito la sua misericordia, la sua capacità di condividere tutta la sofferenza e il mistero della morte; la fedeltà del suo amore è infinita. Ora il nostro conforto è affermare con fede: "Quanto gli è amico". 

Un'amicizia di predilezione, quella di Gesù per fratel Attilio, che si è manifestata trentacinque anni fa, quando, fra i ragazzi della parrocchia del Crocifisso ha posto il suo sguardo su di lui e, fissatolo, gli disse: "Se vuoi, vieni e seguimi". Fratel Attilio ha risposto di sì con generosità e con gioia, pur nella trepidazione di chi avverte il fascino della chiamata e la precarietà del suo essere uomo. E l'amicizia di fratel Attilio per Gesù è stata intensa e concreta, la sua strada ha seguito l'indicazione: "Qualunque cosa farete a uno dei miei fratelli più bisognosi, lo farete a me". L'esperienza con i bambini di Villa Santa Maria, la scelta di conseguire il diploma di infermiere professionale, l'attività originale e ricca di doni fra i ragazzi del quartiere attorno all'Istituto Usuelli di Milano, sono stati i primi passi della sua strada, mentre percorreva le tappe della formazione alla vita religiosa fino ai voti emessi definitivamente nel 1979. Poi il difficile mondo della tossicodipendenza e il delicato, faticoso lavoro del ricupero nelle comunità di Cavaione e di San Zenone al Lambro ai loro inizi. Quindi il lungo volo con il Gabbiano. I gabbiani sono solitari, un po' estrosi, amanti dell'avventura, coraggiosi e fragili nello stesso tempo. Ma il loro volo dà serenità.

Gesù, l'amico, oggi apprezza il bene compiuto da fratel Attilio a favore di molti giovani alla ricerca di un ricupero di dignità, di vita, per uscire dal buio tunnel dell'autoemarginazione. Tutti, se non ci fermiamo alle belle parole ma ci spendiamo veramente, facciamo degli errori. È capitato anche a fratel Attilio... Le ferite più numerose, più profonde e più dolorose le riceve chi combatte in prima linea. E gli è capitato il buio della crisi faticosa in questi ultimi anni: "Si accascia dentro di me il mio spirito". "A mani fiacche hai ridato vigore e le ginocchia che si piegavano hai rafforzato, ma ora questo accade a te..." - leggiamo in Giobbe.

Negli ultimi tempi fratel Attilio andava ripetendo ai confratelli somaschi e soprattutto a padre Roberto: "Sono stato di aiuto a tanti; adesso sono io quello che chiede aiuto". Aiuto di comprensione e di affetto fraterno, che riconosceva di ricevere... quasi con pudore. Ma prima di tutto un aiuto per riprendere speranza. Più volte diceva, e lo ha scritto: "Cerco di reinnamorarmi di Gesù; provo, tento; mi sembra di non farcela, ma cerco, cerco...". "Buono è il Signore con chi spera in lui, con l'uomo che lo cerca". Gesù, l'amico, si fa trovare perché il suo amore è gratuito, sempre fedele, infinito nella misericordia e nel perdono. Per questo nell'Eucaristia, oggi, Gesù alza gli occhi e dice: "Padre, ti ringrazio perché mi ascolti; sempre mi ascolti".

Ed a fratel Attilio dice: "Io tolgo la pietra della tua morte, ti sciolgo da ogni pesante legaccio; vieni fuori, nella Vita, perché chi ha dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno dei miei "piccoli", non perde la sua ricompensa".

Noi, che partecipiamo a questa Eucaristia, chiediamo di credere di più in Lui, di reinnamorarci ogni giorno di Lui e del suo volto stampato su quello di ogni fratello e ogni sorella, anche se è un viso stravolto dalla sofferenza, dall'angoscia o dall'errore. Aspettiamo in silenzio la salvezza del Signore.

e inoltre ricordiamo

Mario Marini, di anni 77, ex-alunno dello Sgariglia e aggregato di Belfiore (Foligno - 09.07.2000)

Giuliano Marconato, di anni 60, fratello di p. Tiziano (Sandono di Massanzago - PVD -  22.11.2000)

Giovanni Mariani, di anni 78, fratello di p. Luigi (Legnano - MI - 18.11.2000)

Anna Fantinelli, di anni 80, sorella di p. Giovanni Battista (Treviso - 13.11.2000)

Aldo Moreno, di anni 75, fratello di p. Pierino (Carcare - SV - 7.01.2001)

Mario Scotti, fratello di p. Gabriele (Milano - 15.01.2001)

 

     

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