|
«Arca
de
Noé»
non
solo
cena
e
letto
di
Cesare
CATTINI
L'aspetto
biblico
che
evoca
il
nome
"Arca
de
Noé"
racchiude
tutta
la
filosofia
del
progetto
che
dal
1997
si
sta
sviluppando
nella
città
di
Pasto,
al
sud
di
Colombia:
aiutare
i
più
piccoli
a
sopravvivere
al
diluvio
della
miseria,
della
violenza,
della
guerriglia,
degli
abusi,
della
mancanza
di
libertà.
Ce
lo
racconta
il
direttore
dell’opera.
Chiunque
voglia
contattarci
e
per
aiutarci
e
semplicemente
per
saperne
di
più
sull'Arca
de
Noé
può
farlo
direttamente
scrivendo
a:
arca-ct@col2.telecom.com.co

Arca
de
Noé
è
un
centro
di
accoglienza
notturno,
per
ragazzi
abitanti
della
strada,
dove
l'unico
requisito
per
accedervi
è
essere
minore
di
età
e
vivere
sulla
strada.
Il
progetto
-
uno
fra
i
tanti
che
la
comunità
Somasca
sviluppa
in
Pasto
-
si
pone
come
obbiettivo
quello
di
essere
parte
nella
costruzione
di
un
futuro
libero
e
dignitoso
per
questi
ragazzi.
Dopo
non
poche
difficoltà
di
relazione
con
gli
abitanti
del
quartiere
(hanno
persino
raccolto
firme
per
cacciarci)
siamo
stati
"accettati"
e
abbiamo
potuto
iniziare
a
sviluppare
il
nostro
progetto.
Il
progetto
Arca
de
Noé,
nato
sfidando
la
provvidenza
e a
volte
il
buon
senso,
ha
resistito
a
tremende
crisi
economiche
che
lo
hanno
portato
alle
soglie
della
chiusura
per
ben
tre
volte;
ma
dal
settembre
1998
siamo
riusciti
a
implementare
strategie
di
finanziamento
che
ci
hanno
dato
la
possibilità
di
concentrarci
sul
lavoro
con
i
ragazzi
e
sullo
sviluppo
del
progetto.
Il
fenomeno
sociale
dei
ragazzi
di
strada,
praticamente
sconosciuto
in
Europa,
è
diffusissimo
nei
paesi
sudamericani
(soprattutto
Brasile
e
Colombia),
dato
l'alto
tasso
di
povertà
che
si
vive
in
queste
terre
(il
45%
della
popolazione
urbane
e
il
70%
di
quella
rurale
vivono
in
condizioni
estreme,
privi
delle
necessità
primarie
per
la
sopravvivenza).
La
città
di
Pasto,
in
cui
operiamo,
da
una
recente
indagine
è
risultata
fra
le
prime
città
con
il
più
alto
numero
di
morti
violente
per
liti
di
"calle"
e
scippi.
E
anche
se
il
problema
dei
ragazzi
di
strada
non
ha
ancora
raggiunto
livelli
incontrollabili,
come
nel
resto
del
paese,
è
pur
sempre
una
realtà
esistente
che
si
quantifica
nelle
sue
diversità
intorno
al
25%
della
popolazione
giovanile.
È
in
questa
situazione
sociale
di
violenza
sempre
più
crescente
che
vivono
i
nostri
ragazzi,
di
cui
la
maggior
parte
non
hanno
famiglia
perché
abbandonati;
altri,
ce
l'hanno
sí,
ma
scelgono
la
strada,
dove
sperano
di
incontrare
amici
che
gli
facciano
dimenticare
la
situazione
di
maltrattamento
che
vivono
quotidianamente
nelle
loro
case.
L'Arca
de
Noé
cerca
di
offrire
uno
spazio
alternativo
di
serenità
e
affetto
per
la
notte,
visto
che
quello
che
incontrano
nella
loro
quotidianità
è
la
violenza,
il
mondo
delinquenziale
e
quello
della
droga,
a
cui
sono
costretti
a
ricorrere
per
sopravvivere
alle
paure,
al
freddo
della
notte
e
alla
fame
con
cui
devono
convivere
tutti
i
giorni.
Giorni
sempre
uguali,
girovagando
per
la
città
per
racimolare
qualche
spicciolo
(elemosinato
o
rubato)
da
investire
subito
in
un
po'
di
cibo
e
in
"boxer"
(bostik).
Qui
si
offre
ai
ragazzi
di
strada
le
prime
necessità
materiali
(doccia
calda,
cena...)
ma
ci
siamo
resi
conto
della
necessità
di
qualificare
la
proposta
con
l'obiettivo
di
offrire
una
educazione
integrale.
È
così
che
il
progetto
si
sviluppa
su
tre
fronti:
nelle
serate
offriamo
loro
laboratori
ludici,
di
alfabetizzazione
e
prevenzione
al
consumo
di
droghe
e
malattie
veneree.
Abbiamo
inoltre
una
équipe
che
sta
cercando
di
sviluppare
un
processo
per
la
reinserzione
nella
famiglia
di
origine,
là
dove
vi
è
la
possibilità,
con
enormi
difficoltà.
Dal
settembre
del
1999
funziona
nel
centro
una
piccola
scuola
elementare
con
l'approvazione
del
ministero
dell'istruzione:
la
metodologia
adottata
è
basata
sul
gioco
e
le
uscite
all'aria
aperta,
l'obbiettivo
finale
è
che
questi
ragazzi
imparino
a
leggere
e
scrivere
così
da
potersi
difendere
nella
vita.
L'ultima
parte
del
progetto
consiste
nell'offrire
una
formazione
prelavorativa
e
una
formazione
micro-imprenditoriale,
e
per
questo
abbiamo
due
scuole-laboratorio:
una
di
meccanica
di
moto
e
l'altra
di
informatica,
e
qui
si
effettuano
corsi
di
formazione
professionale
riconosciuti
dalla
regione.
La
filosofia
ultima
è
la
riscoperta
della
figura
laica
di
san
Girolamo
attraverso
l'accoglienza,
lo
studio
ed
il
lavoro.
La
nostra
non
è
una
grande
istituzione,
perché
per
scelta
crediamo
che
il
carattere
familiare
(la
direzione
è
affidata
a
una
coppia
con
una
figlia)
nell'accoglienza
sia
fondamentale
e
per
questo
abbiamo
una
casa
che
ospita
circa
25
ragazzi.
Allo
stesso
modo
i
laboratori
sono
situati
in
zone
strategiche
della
città
per
fraci
conoscere
da
persone
che
possono
aiutare
i
nostri
ragazzi
ad
inserirsi
nel
mondo
del
lavoro.
La
metodologia
applicata
è
semplice
e
disarmante
per
la
sua
effettività:
la
volontà
dei
ragazzi,
ovvero,
dopo
che
conoscono
il
centro
sono
loro
che
scelgono
quali
delle
nostre
proposte
sono
più
adatte
alla
loro
situazione
sociale,
in
tutto
questo
chiaramente
orientati
da
noi.
Ma
quello
che
è
più
rivoluzionario
è
che
tutti
questi
processi
educano
alla
scoperta
e
gestione
del
proprio
libero
arbitrio,
ed
è
per
questo
che
crediamo
che
l´Arca
de
Noé
sia
una
proposta
concreta
che
educa
alla
libertà.
Non
vogliamo
essere
fraintesi
creando
l'illusione
che
i
ragazzi
della
strada
sono
angeli
e
santi;
e
non
sono
nemmeno
eroi.
Però
sicuramente
sono
vittime
di
un
sistema
perverso
e
crudele...
i
ragazzi
di
strada
sono
bugiardi,
imbroglioni,
ladri,
fanno
uso
di
droghe
e
questo
è
semplice
da
immaginare
quando
a
sei
anni
si
è
abbandonati
alla
propria
vita,
ed
è
per
questo
che
possiamo
usare
propriamente
un
luogo
comune
tipicamente
italiano
di
"vittime
del
sistema"....
Comunque
crediamo
in
loro,
dobbiamo
crederci,
per
onestà
intellettuale,
per
rispetto
al
loro
spirito
anarchico,
per
la
loro
voglia
di
lottare,
per
la
loro
rabbia
che
si
può
solo
appagare
vendicandosi
della
fame.
Potremmo
parlare
di
storie,
raccontare
aneddoti
ma
servirebbero
solo
ad
alimentare
la
fantasia
popolare
e
creare
delle
leggende
metropolitane...
Noi
vorremmo
che
attraverso
anche
questo
articolo
tutti
noi
capissimo
le
vere
cause
di
questa
situazione
sociale
e
che
ci
possa
arrivare
ad
una
vera
conscientizzazione
della
problematica.
Tutte
le
volte
che
ci
sentiamo
chiamati
per
la
strada
da
uno
di
questi
ragazzi
credeteci
siamo
veramente
felici
ed
orgogliosi
di
essere
riusciti
a
condividere
con
loro
un
momento,
un
tratto
di
strada
insieme
anche
se
si
vorrebbe
fare
molto
di
più.
Per
un
futuro
libero
e
dignitoso
L'Arca
de
Noé
è
aperto
tutte
le
notti;
accoglie
un
gruppetto
di
circa
15/20
ragazzi.
La
proposta
educativa
che
qui
viene
fatta
è
suddivisa
in
tre
livelli
più
una
scuola
elementare
legalmente
riconosciuta
a
servizio
dei
minori
dell'Arca
e
del
quartiere.
"La
punta
del
iceberg":
servizio
di
prima
accoglienza
per
i
ragazzi
che
abitano
sulla
strada,
che
vuole
essere
punto
di
riferimento
e
ascolto
dei
loro
bisogni
primari;
si
offre
la
possibilità
di
una
doccia,
un
pasto,
un
letto,
vestiti
se
servono
e
attenzione
sanitaria.
Il
tutto
in
un
ambiente
molto
famigliare,
all'interno
del
quale
ognuno
ha
il
proprio
ruolo
e
delle
responsabilità
assunte
mediante
una
metodologia
relazionale
finalizzata
a
stabilire
un
accordo
formativo
tra
il
ragazzo
e
l'educatore.
"La
gran
familia":
programma
per
il
reinserimento
familiare
di
ragazzi
di
strada
con
famiglie
disistrutturate.
Inizia
con
l'accompagnamento
del
ragazzo,
che
rimane
nella
struttura
e
viene
seguito
nelle
attività
ordinarie:
scuola,
lavoro;
in
un
secondo
tempo
si
studia
la
situazione
familiare,
per
programmare
il
reinserimento
graduale
in
famiglia.
L'internamento
non
significa
la
delega
della
famiglia
per
l’educazione
dei
figli,
ma
è
in
funzione
della
mediazione
da
parte
dell'équipe
dell'Arca
nel
processo
di
inserimento.
"Hacia
una
nueva
ciudadanía"
(verso
una
nuova
cittadinanza):
sono
i
laboratori
protetti
in
cui
vengono
inseriti
i
ragazzi
che
accettano
il
progetto,
finalizzati
all'apprendistato
di
un
mestiere
che
li
prepara
all'inserimento
nel
mondo
del
lavoro
e
nella
società
in
modo
responsabile,
permettendo
loro
la
possibilità
di
ricevere
uno
stipendio
secondo
le
proprie
capacità.
Una
scuola
per
i
"MUCHACHOS
DE
LA
CALLE"
"Escuela
abierta":
programma
di
scolarizzazione
finalizzato
ad
ottenere
la
licenza
elementare,
avendo
la
scuola
il
riconoscimento
da
parte
del
Ministero
della
Pubblica
Istruzione,
nonostante
la
metodologia
di
lavoro
sia
completamente
differente
da
quella
di
una
scuola
tradizionale.
L'insegnamento
ha
come
base
il
gioco
e
attività
praticate
all'aria
aperta,
anche
se
il
piano
di
studio
prevede
materie
come
matematica
o
geografia.
Tutte
le
lezioni
sono
tenute
da
due
maestre
con
regolare
titolo
di
studio
e
con
loro
collaborano
due
gruppi
di
studenti
universitari
volontari
e
due
tirocinanti
della
facoltà
di
Assistenza
Sociale
che
oltre
a
un
lavoro
di
campo
con
le
famiglie
dei
ragazzi
organizzano
laboratori
e
incontri
con
quelli
che
frequentano
la
scuola.
Il
programma
è
sorto
come
risposta
al
rifiuto
che
i
raggazzi
di
strada
devono
subire
da
parte
delle
scuole:
e
per
la
loro
condizione
sociale
(puzzano,
sono
maleducati,
) e
per
la
mancanza
di
una
famiglia
di
appoggio.
|