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Togliere gli occhiali
Di Michele Marongiu

"Se potessi vivere di nuovo la mia vita nella prossima cercherei di commettere più errori. Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più... Correrei più rischi, farei più viaggi, contemplerei più tramonti."

La scoperta di queste parole, tratte da una poesia-testamento di Borges ultraottantenne, ha avuto degli effetti sulla mia vita. E’ stato come levarsi un paio di pesanti occhiali e scoprire che il mondo intorno era più colorato di come mi appariva. Più colorato e più semplice. Vi voglio riferire quello che mi è parso di capire perché credo abbia un valore pienamente cristiano. Prima di tutto che per vivere felici non bisogna essere perfezionisti. Certo, far bene le cose, da persone serie e affidabili, ma senza pignoleria. C’è una grigia patina che spesso intristisce l’esistenza (credo non solo mia) conferendo una penosa gravità ad ogni azione, drammatizzando gli eventi, impuntandosi sulle parole. La felicità invece richiede una certa distensione che fa diventare tutto più semplice, più trattabile. Mi viene incontro addirittura il Qoelet che dice: "Non essere troppo scrupoloso, né saggio oltre misura. Perché vuoi rovinarti?" (7,16), ma anche quest’altra frase è incoraggiante: "La saggezza consiste nel sapere quando si può evitare la perfezione" (Horowitz).

Il secondo messaggio che mi è pervenuto è quello di saper rischiare. Senza paura di commettere errori, anzi considerandoli come i più fedeli compagni della mia vita. Com’è diverso vivere così, senza l’ansia di sfigurare di fronte agli altri, di disturbare, di perdere tempo, di essere inferiori... Allora diventa possibile osare di più, tentare vie nuove, credere maggiormente in noi stessi. Non solo, diventa più facile credere in Dio, perché anche la fede ha bisogno di spiriti temerari.

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"Fondamento dell'opera"
Dalla 1° lettera di S. Girolamo
Di Cinzia Riassetto

"...il lavorare, la devozione e la carità... sono fondamento dell’opera."

Tutto ciò di cui ho bisogno perché la mia vita sia realizzata si traduce essenzialmente in ciò che è il Vangelo. Il grande dono della mia vita, l’opera che mi è stata donata personalmente da Dio, chiedendomi di amarla, è nel massimo della sua pienezza solo se è testimonianza continua dell’amore verso Cristo. Un amore che si concretizza tramite un rapporto forte, desiderato e irrinunciabile con Lui, non solo nella preghiera ma in ogni momento della giornata.

Dio mi ama da sempre, gratuitamente, ed è a questo Suo grande amore che devo permettere di intimorire il mio egoismo umano affinché possa accorgermi dei miei fratelli e amarli.

S. Paolo dice che la carità è il più grande dei carismi e che non può deludere. Questa infatti nelle sue infinite espressioni riesce a valorizzare le qualità di ognuno di noi: amando non perdi le tue capacità, le tue predisposizioni; avviene esattamente il contrario, mettendole al servizio degli altri le esalti. L’aspetto della carità che mi viene alla mente pensando a S. Girolamo è senza dubbio quello di un amore concreto, fatto anche di fatica fisica e lavoro per i più poveri. Quel lavoro, che insieme alla carità e alla devozione erano il fondamento della sua opera.

Sono lontana dall’esempio di carità di Girolamo, la mia anima è spesso occupata da dubbi, paure, attaccamenti a cose materiali, a progetti di realizzazione umana… anche se l’esperienza me lo ha già dimostrato nel passato; l’attaccamento a queste cose da solo non basta, mi intristisce profondamente e mi toglie nel tempo la vitalità e l’entusiasmo. La mia vita raggiunge invece quell’intensità che mi rende serena e realizzata solo quando sono ricca di Dio e lascio a Lui il comando della mia esistenza. E’ allora che riesco a trattenere il desiderio di vedermi proiettata nel domani e imparo a godere di ogni attimo del mio presente, vivendolo come occasione irripetibile di amare chi mi sta accanto, ora.

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La povertà dietro l'angolo

Francesca fa parte di un gruppo di giovani della comunità di Elmas che da diversi anni ha stabilito un rapporto di amicizia e solidarietà con una decina di famiglie disagiate dell’hinterland di Cagliari. Ci racconta qualcosa di questa forte esperienza.

Povertà, fame, si possono trovare dietro l’angolo. E’ da parecchi anni che assieme ad altre persone cerco di portare un po’ di conforto nelle case dei più bisognosi, là dove il più delle volte si è persa la speranza, la luce che fa vedere come andare avanti. Il nostro "aiutare" le famiglie in difficoltà, non è solo un prenderci carico dei loro problemi, ma vuol essere un condividere e cercare insieme di trovare le soluzioni, pur nel nostro piccolo. Il più delle volte è un educare il comportamento e la mentalità. Assieme agli assistenti sociali cerchiamo di prendere le decisioni più adatte per ognuno di loro, come ad esempio inserire un bambino nel doposcuola o accelerare i tempi per una situazione più vivibile. Dalle famiglie andiamo abitualmente una volta al mese ma in alcuni casi anche di più. Ci capita di portare loro degli alimentari e quando ce lo chiedono anche vestiario. E’ capitato di preparare e condividere con loro un matrimonio, il corredino per un piccolo e a breve aiuteremo a preparare il suo battesimo.

La cosa più bella è che con queste famiglie si è creato un rapporto di amicizia e quando andiamo anche solo a trovarli non fanno che ringraziarci. Una famiglia in particolare ogni volta che andiamo ci prepara il caffè e rimangono male se non lo accettiamo. Quello che cerchiamo di fare e di dare quell’attenzione particolare ad ognuno di loro in modo diverso e attento, insomma, come Dio ha sempre fatto con noi. Ogni volta che finisce una visita mi rimangono impressi i loro volti sorridenti e le lunghe chiaccherate. Il regalo più grande che possono farci? Sorridere; il solo pensiero che per un momento possano dimenticare la situazione in cui vivono mi riempie di gioia. Credetemi è una bellissima esperienza.

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Forum

Da questo numero di www.giovani parte una nuova iniziativa, che vuole essere soprattutto un mezzo di dialogo e di scambio di opinioni su argomenti importanti. I protagonisti di questo FORUM siete voi e le vostre idee. Potete spedirci le vostre opinioni od esperienze sugli argomenti proposti, i vostri commenti verranno pubblicati. Aspettiamo le vostre lettere!

L’argomento del forum di questo numero è il LAVORO.

Ecco alcuni possibili spunti:

· Cos’è il lavoro per te?

· Che posto occupa nella tua vita?

· Come affronti la disoccupazione?

· Dappertutto si dice che il "posto fisso" non esiste più. Cosa ne pensi?

Spedisci il tuo commento (possibilmente breve) a www.giovani, c/o PP.Somaschi C.P. 69, 09030 Elmas (CA) o invia una e-mail all’indirizzo: cinciripili@tiscalinet.it

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