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DOSSIER:
Giornata somasca mondiale in favore
dell'infanzia negata |
Erode oggi
L'infanzia negata
di Andrea MARONGIU
Il
re passato alla storia per l’inutile sangue innocente versato sulle case
di Betlemme non ha più solo il volto dell’invidia, della gelosia, della
paura di venire usurpato. Sono tanti i volti che Erode assume oggi là
dove l’infanzia è negata, abbruttita, violata.
Nessuno di noi può tirarsi fuori da questa realtà drammatica, più spesso
originata da ingiustizie che non da cause naturali, e nemmeno più
relegabile nel lontano “terzo mondo”, da quando abbiamo scoperto che
storie di violenza sui bambini si nascondono nelle nostre città.
Negli ultimi anni i media ci hanno sensibilizzato soprattutto al
problema della pedofilia. Una martellante campagna-stampa ha giustamente
deprecato questa terribile violenza, senza però il coraggio di ammettere
che la pedofilia, seppure quale scheggia impazzita, è semplicemente il
frutto della nostra società edonista che ha messo in cima ai suoi valori
il piacere a tutti i costi, a prescindere dal valore dell’altro,
oggettivizzato e ridotto a strumento di personale divertimento.
Accanto a questa piaga esistono molti altri volti di Erode dei quali si
parla di meno, ma di cui è possibile trovare una amplissima
documentazione su internet. Ogni anno, inoltre, l’Unicef - l’agenzia
delle Nazioni Unite che si occupa dell’infanzia - pubblica un
dettagliato rapporto sulla situazione mondiale.
Un po’ di cifre
I numeri parlano da soli. Nel 1999 sono nati circa 129 milioni di
bambini. Nello stesso anno sono morti quasi 11 milioni di bambini sotto
i 5 anni, la maggior parte per cause che si potevano facilmente
prevenire.
Nei paesi in via di sviluppo, oltre il 20 per cento dei bambini in età
scolare non frequenta la scuola.
Circa 20 milioni di bambini sono sfollati a causa dei conflitti armati.
L’AIDS ha reso orfani finora circa 13 milioni di bambini, molti dei
quali sieropositivi.
Circa 177 milioni di bambini presentano ritardi nella crescita
soprattutto a causa della malnutrizione delle madri durante la
gravidanza. Oltre 500 milioni di bambini sopravvivono con meno di un
dollaro al giorno.
Ogni anno quasi 15 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni diventano
madri.
Numerose sono inoltre le emergenze dimenticate:
In Angola, quasi 3 bambini su 10 muoiono prima di compiere 5 anni.
In Afghanistan, solo un bambino su tre, e quasi nessuna bambina,
frequenta la scuola. Nel Caucaso del nord, soltanto il 25% circa dei
bambini in età scolare va a scuola.
In Kenya, la siccità ha messo in grave pericolo 80.000 bambini.
In Sierra Leone, soltanto un terzo della popolazione ha accesso
all’acqua pulita.
I bambini soldato
Da sempre i bambini sono stati vittime indifese delle guerre. Oggi il
cinismo dei capi-fazione cerca di coinvolgere anche i ragazzi sui campi
di battaglia.
Infatti più di 300.000 minori di 18 anni sono attualmente impegnati in
conflitti nel mondo: la maggioranza di questi ha tra i 15 e i 18 anni ma
ci sono reclute anche di 10 anni. Alcuni combattono negli eserciti
governativi, altri nelle armate di opposizione. Il problema è più grave
in Africa e in Asia, ma anche in America ed Europa parecchi stati
reclutano minori nelle loro forze armate.
Alcuni di questi ragazzi sono soldati a tutti gli effetti, altri sono
usati come “portatori” di munizioni, vettovaglie ecc., tuttavia la loro
vita non è meno a rischio dei soldati a tutti gli effetti.
Il lavoro minorile
Il lavoro minorile è un volto antico di Erode, una piaga ancora
difficile da debellare. L’articolo 32 della Convenzione dei diritti del
fanciullo, entrata in vigore nel 1990, firmata da 193 nazioni, protegge
i bambini dallo sfruttamento economico e da qualsiasi tipo di lavoro che
potrebbe essere pericoloso o interferire con la sua educazione, o essere
nocivo al suo sviluppo e alla sua salute.
Tuttavia secondo le stime dell’Organizzazione mondiale del lavoro
(www.ilo.org), sono 250 milioni i bambini lavoratori tra i 5 e i 15
anni. 60 milioni di essi sono soggetti alle peggiori forme di
sfruttamento: schiavitù, lavori forzati, lavoro pericoloso,
prostituzione.
Bambini immigrati
Infine veniamo più vicino a noi, dove l’immigrazione dai paesi
extra-comunitari è sempre più una emergenza-minori. Al momento sono 480
mila i minori stranieri in Italia. Da alcuni anni arrivano da noi, come
negli altri paesi europei, minori stranieri non accompagnati dai
genitori, che immigrano nel nostro paese per trovarvi lavoro e
contribuire a sostenere la loro famiglia, o per sottrarsi a situazioni
insostenibili nei paesi di origine. Talvolta sono completamente soli, in
altri casi vengono accolti da fratelli o zii già regolarmente
soggiornanti in Italia. Arrivano senza permesso di soggiorno,
soprattutto a causa della inadeguatezza dei canali regolari di ingresso
per lavoro, per ricongiungimento familiare e per motivi familiari.
Provengono soprattutto dal Marocco, dall’Albania e dall’Europa dell’Est,
da zone di campagna o di montagna o dalle periferie delle grandi città:
aree assai povere, nelle quali le opportunità di studio e di lavoro sono
molto scarse e l’assistenza dei servizi sociali pressoché inesistente e
nelle quali vi sono talvolta situazioni di degrado sociale tali da
comportare il rischio della vita.
Riconoscere Erode per combatterlo
La carrellata appena fatta - per niente esaustiva dell’argomento - è già
di per sé sconcertante. Essa presenta però un rischio: che questi dati
ci commuovano, ci creino indignazione, rabbia… senza tradursi in un
impegno concreto verso i piccoli.
Riconoscere i mille volti di Erode è semplicemente il primo passo. Tocca
poi ad ognuno di noi fare delle scelte operative per combatterlo
direttamente, intervenendo anzitutto in qualsiasi modo là dove i bambini
sono oggetto di violenza.
C’è comunque un modo per prendere posizione che tutti abbiamo a
disposizione: combattere i presupposti edonistici, consumistici che
stanno alla base dell’ingiustizia perpetuata contro i bambini,
attraverso una rinnovata mentalità evangelica. Il Vangelo attualizzato è
infatti la medicina suprema ai mali dell’infanzia: è un’operazione a
lungo termine, ma la sola capace di risolvere alla radice il male.
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