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Fr. Valentino
PASTRELLO
Campigo - Castelfranco
Veneto (TV), 2.12.1938
Santafé de Bogotá
(Colombia), 19.07.2001
Fin da adolescente percepisce la chiamata misteriosa del Signore e
chiarifica lentamente la sua vocazione religiosa nella famiglia
somasca. Nel 1959, al termine del periodo di noviziato a Somasca,
emette la prima professione. Tre anni più tardi consacra
definitivamente la sua vita con la professione perpetua. Non vuole
essere ordinato sacerdote, ma rimane semplice fratello religioso
"per rendersi più disponibile al servizio”. Infatti, scopre e
matura dentro di sé delle qualità eccezionali di intelligenza, di
intuizioni e di scienza che mette generosamente al servizio dei
fratelli e delle comunità somasche. Tutte le persone che lo hanno
conosciuto e avvicinato hanno avuto modo di avere a che fare con
un "genio" per la sua capacità tenico-professionale e la sua vasta
conoscenza ed esperienza in tante aree scientifiche ed umane:
riparare il motore della caldaia, preparare i calcoli strutturali
di una costruzione, risolvere problemi tecnici di ogni tipo,
mettere in funzione i laboratori più svariati, discutere sulle
forze gravitazionali e sui buchi neri del cosmo, programmare e
installare una rete di computers, indagare le leggi che regolano
la psiche umana, preparare un "programa pedagógico-educativo" per
i ragazzi...
Di carattere timido e forte, attento e onesto, giusto e preciso
nelle sue azioni, apparentemente secco e brusco ma molto
sensibile, Valentino ci lascia un ricordo e un insegnamento: "le
cose bisogna farle bene".
Dopo un periodo trascorso nelle comunità italiane, nel 1971 viene
destinato alla comunità somasca di Pine Haven (Usa) per animare
una istituzione per "ragazzi a rischio" e con grossi problemi
affettivi. Saranno proprio quei 10 anni di presenza e di servizio
diuturno ai "figli della violenza affettiva e del vuoto d'amore"
che segneranno profondamente la sua vita, come lo é stato per san
Girolamo. Ogni volta che ricordava quell'esperienza gli si
inumidivano gli occhi e ci regalava preziosi criteri pedagogici:
"...ogni ragazzo deve essere il centro della nostra attenzione;
l'intervento educativo esige preparazione qualificata da parte
nostra; all'amore occorre unire l'intelligenza e la saggezza;
bisogna offrire loro la possibilità di affrontare la vita
imparando un lavoro degno e onesto". E ripeteva la famosa frase:
"... che imparino a pescare".
Dal 1981 in poi si vincola definitivamente alla Provincia andina.
In qualità di economo provinciale contribuirà efficacemente nel
dare una organizzazione tecnica e qualificata all'amministrazione,
fedele al principio per cui i beni temporali sono dono della
Provvidenza e segno della paterna bontà divina. "I beni -amava
ripetere - sono dei poveri e dobbiamo essere buoni
amministratori". Comunque, la sua attenzione si focalizzerà
soprattutto nell'aiutare le diverse comunità nel dar vita e
tecnificare i numerosi laboratori di apprendistato e capacitazione
professionale dei ragazzi delle nostre istituzioni per minori a
rischio.
Lavoratore instancabile, tenace, forte come la roccia, ha lottato
silenziosamente e fino alla fine contro l'azione inesorabile del
tumore. Il giorno prima dell'ultimo ricovero all'ospedale, i
ragazzi del Centro San Jerónimo lo hanno visto ancora una volta
girare faticosamente con le stampelle nei diversi laboratori,
interessandosi dei lavori e impartendo istruzioni. Quando gli
altri impegni comunitari lo costringevano a lavori di consulenza e
di programmazione, ci diceva: "quanto mi mancano i laboratori e i
ragazz!i"
La sofferenza degli ultimi mesi lo ha purificato nell'amore
aprendolo al disegno misterioso e provvidenziale del Signore:
partecipare della sua offerta sulla Croce. Muore il mattino del 19
luglio del 2001, a Bogotá, in terra colombiana. Ora non deve più
ricercare la Verità perché la sta contemplando: Cristo il Signore;
ora
finalmente si è compiuto il suo desiderio di scoprire i misteri
dell'universo e della vita umana. Al termine della sua vita
offerta al Signore come "servo dei poveri di Cristo", possimao
immaginare la sua meraviglia nel domandare: "Signore, quando ti ho
visto affamato e ti ho dato da mangiare? O assetato e ti ho dato
da bere? Quando ti ho visto nudo e ti ho rivestito?". Conosciamo
la risposta: "Ti assicuro, ogni volta che lo hai fatto con il più
piccolo dei miei fratelli, lo hai fatto a Me".
...inoltre
ricordiamo:
Luigina Accossato, di anni
88, mamma di p. Giacomo Gianolio (Montà d’Alba-CN - 20.07.2001)
Aldo Zoppi,
di anni 90, aggregato somasco alla Maddalena (Genova - 3.08.2001)
sr.
Asunción Brazil, di anni 62, delle Missionarie Somasche
(Pag-asa, Cavite, PH - 12.08.2001)
Miguel
Ángel Menjívar Tobar, fratello di p. Celestino
(Florida-USA - 12.08.2001)
Mr. Myron
Papa, di anni 63, aggregato somasco nelle Filippine
(Ayala Alabang-PH - 16.08.2001)
Maria
Arrigoni, di anni 72, sorella di p. Cesare (Bulciago-LC
- 13.09.2001) |

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