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Ottobre - Dicembre 2001  n° 117

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NOSTRI DEFUNTI

 

 

 

 

Fr. Valentino PASTRELLO

Campigo - Castelfranco Veneto (TV), 2.12.1938

Santafé de Bogotá (Colombia), 19.07.2001

Fin da adolescente percepisce la chiamata misteriosa del Signore e chiarifica lentamente la sua vocazione religiosa nella famiglia somasca. Nel 1959, al termine del periodo di noviziato a Somasca, emette la prima professione. Tre anni più tardi consacra definitivamente la sua vita con la professione perpetua. Non vuole essere ordinato sacerdote, ma rimane semplice fratello religioso "per rendersi più disponibile al servizio”. Infatti, scopre e matura dentro di sé delle qualità eccezionali di intelligenza, di intuizioni e di scienza che mette generosamente al servizio dei fratelli e delle comunità somasche. Tutte le persone che lo hanno conosciuto e avvicinato hanno avuto modo di avere a che fare con un "genio" per la sua capacità tenico-professionale e la sua vasta conoscenza ed esperienza in tante aree scientifiche ed umane: riparare il motore della caldaia, preparare i calcoli strutturali di una costruzione, risolvere problemi tecnici di ogni tipo, mettere in funzione i laboratori più svariati, discutere sulle forze gravitazionali e sui buchi neri del cosmo, programmare e installare una rete di computers, indagare le leggi che regolano la psiche umana, preparare un "programa pedagógico-educativo" per i ragazzi...
Di carattere timido e forte, attento e onesto, giusto e preciso nelle sue azioni, apparentemente secco e brusco ma molto sensibile, Valentino ci lascia un ricordo e un insegnamento: "le cose bisogna farle bene".
Dopo un periodo trascorso nelle comunità italiane, nel 1971 viene destinato alla comunità somasca di Pine Haven (Usa) per animare una istituzione per "ragazzi a rischio" e con grossi problemi affettivi. Saranno proprio quei 10 anni di presenza e di servizio diuturno ai "figli della violenza affettiva e del vuoto d'amore" che segneranno profondamente la sua vita, come lo é stato per san Girolamo. Ogni volta che ricordava quell'esperienza gli si inumidivano gli occhi e ci regalava preziosi criteri pedagogici: "...ogni ragazzo deve essere il centro della nostra attenzione; l'intervento educativo esige preparazione qualificata da parte nostra; all'amore occorre unire l'intelligenza e la saggezza; bisogna offrire loro la possibilità di affrontare la vita imparando un lavoro degno e onesto". E ripeteva la famosa frase: "... che imparino a pescare".
Dal 1981 in poi si vincola definitivamente alla Provincia andina. In qualità di economo provinciale contribuirà efficacemente nel dare una organizzazione tecnica e qualificata all'amministrazione, fedele al principio per cui i beni temporali sono dono della Provvidenza e segno della paterna bontà divina. "I beni -amava ripetere - sono dei poveri e dobbiamo essere buoni amministratori". Comunque, la sua attenzione si focalizzerà soprattutto nell'aiutare le diverse comunità nel dar vita e tecnificare i numerosi laboratori di apprendistato e capacitazione professionale dei ragazzi delle nostre istituzioni per minori a rischio.
Lavoratore instancabile, tenace, forte come la roccia, ha lottato silenziosamente e fino alla fine contro l'azione inesorabile del tumore. Il giorno prima dell'ultimo ricovero all'ospedale, i ragazzi del Centro San Jerónimo lo hanno visto ancora una volta girare faticosamente con le stampelle nei diversi laboratori, interessandosi dei lavori e impartendo istruzioni. Quando gli altri impegni comunitari lo costringevano a lavori di consulenza e di programmazione, ci diceva: "quanto mi mancano i laboratori e i ragazz!i"
La sofferenza degli ultimi mesi lo ha purificato nell'amore aprendolo al disegno misterioso e provvidenziale del Signore: partecipare della sua offerta sulla Croce. Muore il mattino del 19 luglio del 2001, a Bogotá, in terra colombiana. Ora non deve più ricercare la Verità perché la sta contemplando: Cristo il Signore; ora
finalmente si è compiuto il suo desiderio di scoprire i misteri dell'universo e della vita umana. Al termine della sua vita offerta al Signore come "servo dei poveri di Cristo", possimao immaginare la sua meraviglia nel domandare: "Signore, quando ti ho visto affamato e ti ho dato da mangiare? O assetato e ti ho dato da bere? Quando ti ho visto nudo e ti ho rivestito?". Conosciamo la risposta: "Ti assicuro, ogni volta che lo hai fatto con il più piccolo dei miei fratelli, lo hai fatto a Me".

...inoltre ricordiamo:                                

Luigina Accossato, di anni 88, mamma di p. Giacomo Gianolio (Montà d’Alba-CN - 20.07.2001)

Aldo Zoppi, di anni 90, aggregato somasco alla Maddalena (Genova - 3.08.2001)

sr. Asunción Brazil, di anni 62, delle Missionarie Somasche (Pag-asa, Cavite, PH - 12.08.2001)

Miguel Ángel Menjívar Tobar, fratello di p. Celestino (Florida-USA - 12.08.2001)

Mr. Myron Papa, di anni 63, aggregato somasco nelle Filippine (Ayala Alabang-PH - 16.08.2001)

Maria Arrigoni, di anni 72, sorella di p. Cesare (Bulciago-LC - 13.09.2001)

Ott-Dic 2001


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