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Ma
la santità
non ha
tempo
La
testimonianza autorevole di san Pio V su san Girolamo Miani
di
Franco
MOSCONE
Una corrente
filosofica che, partita da molto lontana, è passata nella cultura
popolare afferma che gli opposti si toccano e chiarificano a vicenda.
Questo è vero se relativo all’evidenziarsi maggiormente del bene quando
messo a confronto col male, o del bello sul brutto e così via. Meno si
rileva che per quanto riguarda l’esperienze concrete di vita sono
piuttosto i simili che si incontrano e sostengono: ciò si manifesta con
una particolare coloritura soprattutto per quanto concerne la santità.
Nel vortice della storia, in particolare quella drammatica e dolorosa di
tempi e situazioni umanamente ritenute impossibili, i santi sanno
ritrovarsi, riconoscersi e creare condizioni per lo sviluppo del bene.
E’ stato così anche per il nostro san Girolamo. Lungo sarebbe l’elenco
di santi e sante, canonizzati dalla Chiesa, che hanno incrociato la loro
vita con quella di san Girolamo Emiliani, mi limito qui a ricordarne
uno.
Negli anni in cui operava a Bergamo Girolamo più volte ebbe l’occasione
di incontrarsi con un Domenicano alessandrino di costumi ascetici e di
provata dottrina cattolica. Più di vent’anni dopo quest’ultimo venne
eletto al soglio pontificio col nome di Pio V: l’ardore per la riforma
della chiesa che distinse questo papa è a tutti noto. Meno noto è il
fatto che in un incontro con i cardinali, dove si discuteva di
beatificazioni e canonizzazioni, Pio V prese con forza la parola per
testimoniare su Girolamo Emiliani dicendo: “noi abbiamo mangiato con lui,
lo abbiamo visto, toccato, sentito…” Rendeva, in questo modo, del Miani
la stessa autobiografica testimonianza che l’evangelista Giovanni dava
di Gesù nella sua prima lettera (1Gv 1,1-4), e concludeva indicando in
Girolamo un “secondo Paolo”.
Forse anche per questa conoscenza, verificata di persona, si deve a Pio
V l’iscrizione della Compagnia fondata da Girolamo Emiliani nel novero
delle Congregazioni della Chiesa. Nel secolo successivo la Chiesa stessa
riconoscerà in Pio e Girolamo due dei grandi Santi della Riforma
Cattolica del XVI secolo: il primo nell’ambito giuridico ed
amministrativo, il secondo in quello della carità, entrambi dotati dello
stesso ardore di “di riformare la Chiesa a quello stato di santità che
fu ai tempi degli Apostoli”.
Sono trascorsi cinque secoli da quel frequentarsi di santi, ma la
santità non ha tempo, si diffonde mantenendo sempre la stessa freschezza
e capacità di dissetare ed incantare, per la sua bellezza e purezza,
come all’origine.
Allora mi domando: come oggi possiamo anche noi, religiosi e laici che
al carisma del Miani attingono per la loro vita ed attività, rendere di
lui la stessa testimonianza di San Pio V?
Mi sembra di poter suggerire tre ambiti che alimentano la nostra vita
spirituale e professionale: il riferimento costante e metodico alla
Parola di Dio, il ritorno meditativo alle fonti della nostra storia,
l’amore creativo per le persone e le opere che la Provvidenza ci ha
fatto e ci fa incontrare oggi. Penso che immergendosi con intensità in
queste tre realtà ogni discepolo spirituale di san Girolamo Miani possa
dire adesso “io mangio con lui, lo vedo, lo tocco, lo ascolto…”, e la
storia di salvezza che avvicina e fa incontrare i Santi ci innesta quest’albero
di vita che dal XVI secolo continua a produrre fiori e frutti per la
primavera della Chiesa nel III millennio. .
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