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La rivista italiana dei Padri Somaschi
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Aprile/Giugno 2003 - Nº 123 Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE vitasomasca@somaschi.org |
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Le povertà “nascoste” in Europa
Nel mese di maggio dello scorso anno (esattamente l'8 maggio 2002) Caritas Europa rendeva noto il suo 1º Rapporto annuale sulla povertà in Europa, nel quale si può trovare una analisi molto particolareggiata della situazione nei 43 paesi europei e alcune proposte politiche sia per l'Unione Europea che per gli altri paesi del vecchio continente.
È questo il primo rapporto nel suo genere realizzato dalla Caritas Europa, con il quale questo Ente sociale - presente ed operante in 198 paesi e territori, direttamente vincolato alla Chiesa cattolica per l'assistenza, lo sviluppo dei popoli e i servizi sociali - vuole offrire un contributo positivo all'analisi delle cause della povertà nel Primo mondo - il mondo cosiddetto "ricco" (?) - e alla risoluzione, fin dalla radice, delle cause e dei problemi che provocano l'esclusione sociale. "Il rapporto vuole mostrare il volto della povertà in Europa - ha detto Bruno Kapfer, segretario generale di Caritas Europa in una conferenza stampa - e avviare una discussione su come attuare delle politiche sociali efficaci per aiutare le fasce più deboli della popolazione. Non solo negli stati membri dell'UE, ma anche nei Paesi candidati e in quelli che non hanno chiesto l'ingresso".
- disoccupati
Come indicatori sono stati presi in considerazione tra
l'altro, gli investimenti dei governi su salute,
istruzione e i livelli di assistenza sociale. Anche nei
paesi UE è sorprendente la mancanza di protezione
sociale a favore delle categorie più deboli. Nei Paesi
candidati le nuove povertà sono oggi costituite da "lavoratori
poveri" come medici e insegnanti statali che guadagnano
stipendi molto bassi. In Bulgaria c'è chi guadagna 40 €
al mese mentre il costo della vita è il doppio. In
Ucraina, invece, il 30% degli anziani è sotto la soglia
di povertà e non ha diritto all'assistenza sanitaria
gratuita. Nei paesi dell'Est non candidati c'è poi il
deserto totale di assistenza sociale.
- la promozione dell'impiego e l'accesso al lavoro e
alla formazione; A nessuno può sfuggire l'interesse che il 1º Rapporto della Caritas Europea, ma soprattutto, il fenomeno sociale che esso riporta, ha per un cristiano e in particolare per un somasco. In tutti noi rieccheggiano le parole "Servite i poveri..." del testamento di colui che si autodefiniva molto umilmente "...primo servo dei poveri". |
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Una visione “globalizzata” del problema intervento del sac. VITTORIO NOZZA, Direttore della Caritas Italiana - Convegno “Dalle disuguaglianze alla cittadinanza” - Roma 24-25 gennaio 2003 - http://new.dsonline.it/aree/welfare/documenti/
1.- La povertà nel mondo
- in Brasile il 16% della
popolazione più abbiente detiene l'85% delle risorse;
Ciò va tenuto presente se non
si vuole perdere il senso delle proporzioni. Come pure
va rilevato il divario che c'è tra quel che si destina
ad aiutare i poveri del mondo e quel che si stanzia per
le spese militari.
2.-
La povertà in Europa
a. La povertà diventa sempre più femmina - In Europa crescono l'emarginazione e la discriminazione delle donne: le stime riferite all'UE, nel '99, evidenziano che il salario femminile è il 51,8% di uno stipendio maschile; lo scarto più significativo si registra a Malta (27,7%), mentre negli Stati esterni all'UE la Lituania emerge per il 67,11%, seguita dall'Armenia (66,11%). In Turchia, invece, la paga delle donne scende al 44,8% di quella degli uomini. Il dislivello meno elevato è in Gran Bretagna (71,5% dei redditi maschili); in Italia le retribuzioni femminili arrivano al 43% del reddito medio degli uomini.
b. La povertà invade i saperi - La spesa per l'istruzione varia da paese a paese. La percentuale del Prodotto interno lordo destinato a questo scopo, negli anni 1995-97, in Svezia arriva all'8,3% e in Danimarca all'8,1%; fanalini di coda la Turchia (2,2%) e l'Armenia (2%). Il tasso di alfabetizzazione e le spese finalizzate all'educazione si riflettono nell'uso delle tecnologie informatiche. Qui gli sbalzi sono enormi: quattro Paesi -Svizzera, Svezia, Norvegia e Irlanda- dispongono di 400 computer ogni mille persone, in Grecia le quote scendono a 60,2 PC su mille abitanti...
c. La povertà attacca il lavoro - La disoccupazione, soprattutto quella di lungo periodo, rappresenta una delle principali cause della povertà, collegata all'analfabetismo o a una scarsa formazione e acquisizione di competenze, ritenute insufficienti per rispondere alle esigenze del mondo tecnologico attuale, in continuo cambiamento. I disoccupati -soprattutto giovani, persone di mezza età e disabili, fisici o psichici- si trovano in tutta Europa: in Austria, ad esempio, il 32% dei disoccupati di lungo periodo vive sotto la minaccia della povertà. Nel 2000 il tasso di disoccupazione in Finlandia è aumentato del 9,8%: un dato che comprende il 21,4% dei giovani fra i 15 e i 24 anni. La Polonia, nel 2001, contava circa 3 milioni di disoccupati. Ai disoccupati vanno aggiunti i lavoratori poveri a motivo dei salari esigui; fra loro anche medici e insegnanti. Nella Federazione russa e in Ucraina i bassi stipendi (circa 30 € al mese), oltre ai ritardi nei pagamenti, provocano esodi di massa; per la scarsa retribuzione. Nel 2000 a Istanbul, oltre un milione di persone soffrivano di denutrizione. Questa situazione incentiva, come effetti collaterali, la tossicodipendenza in crescita fra i giovani norvegesi e slovacchi, e l'alcolismo, che in Polonia coinvolge circa un milione di persone.
d. la povertà sconvolge la famiglia - In 14 Paesi (Austria, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Andorra, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia, Armenia e Bielorussia) è particolarmente critica la situazione delle famiglie monoparentali soprattutto al femminile. Queste, insieme agli anziani, rappresentano le categorie principali di persone che vivono sotto la soglia della povertà. In Lussemburgo, ad esempio, sono il 12% della popolazione, mentre in Austria il 47% dei genitori soli disoccupati sono in condizioni di "povertà cronica", anche per la mancanza di sussidi governativi. Si trovano nelle stesse difficoltà le famiglie con due o tre figli. Il problema viene accentuato per gli alloggi inadeguati e l'impossibilità di accedere agli asili nido per i bambini. Il sistema sociale, infatti, è chiaramente ancora concepito in funzione di una concezione della famiglia che appartiene al passato, con un capofamiglia che lavorava, generalmente l'uomo, e l'altro partner che si occupava dei bambini. I bassi salari, l'instabilità dell'impiego, la disuguaglianza tra uomini e donne, i servizi di aiuto all'infanzia inadeguati sono elementi che avvicinano sia le famiglie monoparentali che quelle numerose al rischio di povertà cronica.
e. altri indici
significativi:
- l'accesso al lavoro,
3.-
Italia povera o "povera Italia"?
- I bisogni dimenticati
(1997),
L'intento è quello di
verificare in quale misura, su specifici aspetti di
disagio sociale, siano garantiti a tutti i cittadini non
solo i livelli essenziali di assistenza ma anche quelli
di partecipazione sociale. In questo senso, invisibili
sarebbero quei cittadini che non riescono a rendersi
concretamente presenti nella città e nella vita sociale,
a causa di una situazione di svantaggio o a motivo di un
diffuso disinteresse alla partecipazione sociale. In
particolare: disabili, donne in difficoltà, minori in
disagio, famiglia, figli e responsabilità genitoriali,
accattoni su strada.
- dell'istruzione sia nell'età
scolare che nell'età adulta,
E qui emerge lo scarto tra il
dettato delle leggi, che in Italia sono complessivamente
avanzate, e l'effettiva fruizione dei diritti così
riconosciuti. |
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