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Luglio 2003, festa della Madonna del Carmelo: nelle
prime ore della Sua festa, la Madre degli orfani
prende con sé Padre Rocco dalla sua casa di Legnano,
fondata nel 1950, a guerra finita, per accogliere
orfani e dare loro un futuro, erigendovi il santuario
dedicato alla Madonna, affidato alle cure delle
Oblate della “Mater orphanorum”, una Congregazione
religiosa da lui fondata cinque anni prima a
Castelletto di Cuggiono.
Aveva
compiuto il 28 aprile scorso i 90 anni. Era nato a
Cermaggiore (Campobasso), anche se lombardo di
adozione, nel lontano 1913, da Gianvincenzo eCarmela
Cantarini.
Frequenta le scuole elementari nel paese di origine,
ma già da ragazzino esprime un grande spirito
religioso, per cui, subito dopo le scuole elementari,
nell’ottobre del 1923, a dieci anni, entra nel
Probandato dei Somaschi a Velletri, poi a Roma e a
Milano, dove frequenta gli studi ginnasiali.
Nel settembre del 1928 entra nel Noviziato a Roma,
dove l’anno seguente emette la Professione semplice.
Dal 1929 al 1935 nel Seminario di Genova, si applica,
con successo, agli studi Filosofici, e nell’aprile
del 1934, a soli 21 anni, sempre a Roma, emette la
Professione solenne. Nel luglio dello stesso anno
consegue il Baccalaureato di Teologia, e termina gli
studi di Teologia a Como.
II 26 luglio 1936 nella Basilica del SS.mo Crocifisso,
in Como, viene consacrato Sacerdote dal Vescovo Mons.
Alessandro Macchi. Nel settembre del 1936 viene
inviato dal Preposito generale, Padre Giovanni
Ceriani, nello studentato di Corbetta, dove, l’anno
seguente, con una speciale dispensa del Santo Padre
Pio XII per la sua giovane età, viene nominato
Maestro dei Chierici di secondo Noviziato. Nel
novembre del 1940, all’Università Cattolica di
Milano, consegue, col massimo dei voti e la lode, la
Laurea di Dottore in Filosofia, che gli permette di
dedicarsi all’insegnamento di Filosofia, Teologia,
Psicologia e Mariologia, ai giovani Chierici dello
Studentato.
Nell’immediato dopoguerra Padre Rocco, insieme ad
altri confratelli, ha avuto responsabilità direttive
nella Congregazione; nei primi anni ‘60 è stato
consigliere generale del Preposito generale P. Saba
De Rocco.
Nel 1945 termina la guerra, piena di lutti, rovine,
cumuli di macerie, e tanta miseria e
disperazione. Nel clima difficile e travagliato dell’immediato
dopoguerra, lo Spirito del Signore lascia cadere nel
cuore e nella mante di questo figlio di San Girolamo
Emiliani un suo seme che ne riprenda l’opera e il
carisma: la cura degli orfani e della gioventù
abbandonata. La preoccupazione che più colpisce il
cuore di Padre Rocco, è quella delle orfane e delle
giovani abbandonate, nelle città e nelle campagne.
«La Congregazione somasca riconosce commossa p. Rocco
- ha detto il Vicario generale dell’Ordine, p. Luigi
Amigoni, nell’omelia funebre - come fratello che è
cresciuto nella fedeltà allo spirito delle
Costituzioni, da lui approfondito nella meditazione e
fatto oggetto di divulgazione; lo ringrazia perché in
qualità di maestro nel noviziato di Somasca e nello
studentato di Corbetta ha educato altri più giovani
fratelli allo stesso spirito, indirizzando la
costante preghiera e la tensione spirituale al comune
padre e modello di vita e di missione, san Girolamo;
lo ricorda come appartenente al gruppo di confratelli
che nell’immediato dopoguerra ha avuto la
responsabilità di direzione della Congregazione»
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Opera
Mater Orphanorum
Al
termine della guerra, l’8 settembre 1945, con la
benedizione del Padre Ceriani (all’epoca Preposito
Generale dei Padri Somaschi) e del Cardinale
Schuster, fonda la Congregazione delle Oblate
della Mater Orphanorum, per la salvezza degli
orfani e della gioventù abbandonata. Così, senza
nessuna sicurezza economica, nessuna sede, nessuna
raccomandazione… davanti alla effigie della
Madonna dei Miracoli di Corbetta decide di seguire
le istruzioni della voce “Sono io che lo voglio”.
È una corsa nella via della carità con lo spirito
di San Girolamo Emiliani.
Padre Rocco con la nuova istituzione si propone di
fondare una nuova Congregazione di anime religiose
e non dovette aspettare troppo, perché subito
arrivarono le prime giovani Oblate e l’8 di
settembre del 1945, a Castelletto di Cuggiono,
diedero inizio all’accoglienza di bimbi orfani e
di famiglie povere. In poco tempo la Mater
Orphanorum diviene luogo ameno e operoso per
centinaia di piccole, punto di appoggio per
ragazze in difficoltà, casa per giovani che
vogliono diventare religiose secondo il motto del
Mihi Fecistis.
Padre Rocco è cresciuto nella fedeltà allo spirito
delle Costituzioni Somasche, da lui approfondito
nella meditazione e fatto oggetto di divulgazione
con il libro “Lo Spirito delle Costituzioni dei
Padri Somaschi” del 1965. La forza motrice dell’Opera
Mater Orphanorum deriva fondamentalmente dalla
spiritualità somasca:
- dalla parola di Gesù: “Qui susceperit unum
parvulum talem in nomine meo, me suscipit” (chi
accoglierà uno di questi piccoli nel mio nome,
accoglie me).
- dalla benedizione della Madonna che ispirò
l’Emiliani per primo e che ad ogni giovane oblata
ripete: “Tibi se pauper committit: orphano tu eris
adiutor!” (Il povero si affida a te; tu sarai
l’aiuto dell’orfano).
L’impegno apostolico della Mater Orphanorum si
svolge sempre a servizio dei poveri, spesso nelle
zone più misere della terra. I beneficiari delle
attività svolte sono: orfani, giovani in
difficoltà, senzatetto, anziani, lebbrosi, malati.
In alcune zone dell’America Latina e in Africa
sono impegnate in opere di alfabetizzazione e, in
generale, nella formazione religiosa, catechesi,
scuola, animazione sanitaria plurivalente,
sviluppo economico, promozione femminile,
animazione rurale in vari aspetti.
La Mater Orphanorum è presente in: America Latina
(Guatemala, El Salvador, Colombia); Stati Uniti;
Africa (Cameroun); Europa (Italia). |