La rivista italiana

dei Padri Somaschi

 

Luglio/Settembre 2003 - Nº 124

Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE vitasomasca@somaschi.org


Nostre Opere

 

  San Francesco al Campo - TO

Un'opera somasca all'imbocco del Canavese
   

di Adriano SERRA

  Fratello che è cresciuto nella fedeltà ...:

P. Antonio Rocco crs

   

di Giuseppina BONGINI


San Francesco al Campo - TO
Un'opera somasca all'imbocco del Canavese

di Adriano SERRA

 

Una parrocchia

che guarda al futuro

  

ü La routine dei sacramenti (prime comunioni, cresime, matrimoni, funerali, ecc.) sono appuntamenti della pastorale ordinaria; ma in una parrocchia non basta gestire la conduzione attiva e partecipata del giorno per giorno. Per sviluppare il progetto futuro a san Francesco al Campo si è guardato quest'anno soprattutto alle famiglie e al settore giovani. Sono i due poli a cui sono state dedicate le energie migliori.
La pastorale familiare parte dalla preparazione dei fidanzati al matrimonio, prosegue con il sostegno alle giovani coppie, specialmente con incontri dei genitori nell'ambito della scuola materna parrocchiale, per approdare all'accompagnamento della famiglia negli anni successivi, con la consolidata esperienza dei "gruppi famiglia". Da circa quindici anni questa presenza ha segnato positivamente la parrocchia con la successiva costituzione di gruppi di 6/7 coppie che vanno nel tempo consolidandosi ed arricchendosi nella fede vissuta. Attualmente sono sette gruppi seguiti da diversi sacerdoti.
Le crisi familiari, che anche da noi si fanno sentire, ci hanno stimolato a lottare per le nostre convinzioni sulla famiglia fondata sul sacramento del matrimonio.
In occasione della visita canonica del Padre generale si sono dati appuntamento i tre gruppi giovanili animati da tre giovani religiosi con i loro educatori. I giovani del paese, meno distratti dei loro coetanei della città, crescono più armonicamente e in semplicità, spesso sulla scia dell'Oratorio e dei campi estivi, ma anche attraversi i campi zonali e nazionali hanno la possibilità di arricchirsi ed acquisire un respiro più universale.
Ricordiamo inoltre nella parrocchia i gruppi attivi nel servizio liturgico, caritativo e missionario, che con riunioni periodiche responsabilizzano i loro membri per mantenere viva la fiaccola della dedizione agli altri, nello spirito evangelico.
Gli stimoli del cambiamento sono segnati dal piano diocesano e provengono dalle direttive della "Missione" nelle diverse età della vita. L'anno passato si sono intensificate le proposte per pensionati e anziani e il prossimo verso fanciulli e ragazzi. Il rimo settembre, poi, del 2003 partiranno le Unità Pastorali ed allora anche la nostra comunità, guidata dai religiosi Somaschi ormai da sei anni, imparerà a collaborare anche con le altre parrocchie, guidate dai preti diocesani. 

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Ogni aereo che parte dall’aeroporto di Caselle, che poi è l’aeroporto della città di Torino, sorvola e vira sopra un campanile, subito dopo il decollo. È il campanile di San Francesco al Campo. Circa 4300 abitanti con qualche azienda agricola, ma soprattutto composto da casette di operai e impiegati o nel vicino aeroporto, o all’Alenia, fabbrica di componenti aereo-militari o in Torino stessa da cui dista una ventina di chilometri e a cui è collegata da una comoda superstrada.
Il nome di San Francesco al Campo richiama il santo di Assisi e, contemporaneamente rimanda all’insediamento militare risalente al tempo dei Savoia, ancora oggi utilizzato come “campo” del Poligono di tiro. Di origine contadina il paese mantiene sane tradizioni religiose e civili e riesce con fatica ad integrare le nuove famiglie che “fuggono” dalla città in cerca di quiete.
In questa cittadina quindici anni fa approdano i Padri Somaschi con una comunità alloggio. Una decina di “vispi” ragazzini che poco per volta diventano grandi e prendono il “volo” verso l’autonomia, anche se non sempre il “volo” è alto come quello degli aerei…

“Casa Miani”
Sono stati proprio loro, i “piccoli” della comunità alloggio, la chiave che aprì ai Somaschi la porta - le porte - di San Francesco al Campo. Gestita da una équipe educativa (due religiosi e tre educatori o educatrici) ha sempre avuto come parte integrante della realtà educativa, pur con la debita distinzione dei ruoli, le famiglie del paese, i volontari, tirocinanti della Facoltà di Scienze dell’educazione e obiettori di coscienza. Le famiglie e i volontari sono amici di San Francesco e dintorni che lavorano con noi e con i ragazzi da quando la comunità si è insediata nel paese, provenendo da San Mauro Torinese.
“Casa Miani” (questo il nome della comunità-alloggio) l’8 settembre di quest’anno compirà vent’anni e ci sembra che svolga ancora un servizio necessario alla società con i continui aggiornamenti ed evoluzioni. Accoglie ragazzi che provengono da situazioni familiari disgregate e anche minori stranieri. Si favorisce, specialmente la domenica, il contatto con famiglie normali, perché possano interiorizzare modelli positivi, necessari per il loro orientamento futuro. Tutti insieme, educatori religiosi e laici, amici, famiglie e ragazzi vorremmo essere la famiglia di san Girolamo ai nostri gorni.

Parrocchia San Francesco di Assisi
Da sei anni si è aggiunto un altro impegno. L’arcivescovo di Torino ha affidato la parrocchia alla nostra comunità. Con l’accettazione della parrocchia si può più facilmente raggiungere l’obiettivo di “costruire comunità” con e attorno ai poveri, in modo da perseguire “l’universale riforma della Chiesa” secondo l’intento di san Girolamo Emiliani. Il lavoro incentrato nella pastorale giovanile e familiare, senza dimenticare i pensionati e gli anziani, ha però il suo “cuore” nell’accoglienza dei piccoli, con cui si condivide la vita interamente.

Presenze “importanti”
Non vorremmo, in questa presentazione, tralasciare altre “presenze” importanti per la “comunità”, religiosa e civile di San Francesco al Campo. Le Suore Carmelitane di Santa Teresa da diversi anni guidano la Scuola Materna parrocchiale e collaborano con l’oratorio. Nella Cappella dell’Assunta, in borgata “Madonna” da più di cinquant’anni don Giuseppe Sonetto svolge il servizio religioso, guida un’altra sezione della Scuola materna e una società sportiva in pieno sviluppo ed espansione.
La sfida del futuro resta sempre una buona integrazione tra le due finalità della missione somasca, quella educativa e quella dell’evangelizzazione, in modo da rispondere adeguatamente sul versante pastorale come in quello della promozione umana.

   

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Fratello che è cresciuto nella fedeltà allo spirito delle Costituzioni:
P. Antonio Rocco crs

di Giuseppina BONGINI

16 Luglio 2003, festa della Madonna del Carmelo: nelle prime ore della Sua festa, la Madre degli orfani prende con sé Padre Rocco dalla sua casa di Legnano, fondata nel 1950, a guerra finita, per accogliere orfani e dare loro un futuro, erigendovi il santuario dedicato alla Madonna, affidato alle cure delle Oblate della “Mater orphanorum”, una Congregazione religiosa da lui fondata cinque anni prima a Castelletto di Cuggiono.


Aveva compiuto il 28 aprile scorso i 90 anni. Era nato a Cermaggiore (Campobasso), anche se lombardo di adozione, nel lontano 1913, da Gianvincenzo eCarmela Cantarini.
Frequenta le scuole elementari nel paese di origine, ma già da ragazzino esprime un grande spirito religioso, per cui, subito dopo le scuole elementari, nell’ottobre del 1923, a dieci anni, entra nel Probandato dei Somaschi a Velletri, poi a Roma e a Milano, dove frequenta gli studi ginnasiali.
Nel settembre del 1928 entra nel Noviziato a Roma, dove l’anno seguente emette la Professione semplice. Dal 1929 al 1935 nel Seminario di Genova, si applica, con successo, agli studi Filosofici, e nell’aprile del 1934, a soli 21 anni, sempre a Roma, emette la Professione solenne. Nel luglio dello stesso anno consegue il Baccalaureato di Teologia, e termina gli studi di Teologia a Como.
II 26 luglio 1936 nella Basilica del SS.mo Crocifisso, in Como, viene consacrato Sacerdote dal Vescovo Mons. Alessandro Macchi. Nel settembre del 1936 viene inviato dal Preposito generale, Padre Giovanni Ceriani, nello studentato di Corbetta, dove, l’anno seguente, con una speciale dispensa del Santo Padre Pio XII per la sua giovane età, viene nominato Maestro dei Chierici di secondo Noviziato. Nel novembre del 1940, all’Università Cattolica di Milano, consegue, col massimo dei voti e la lode, la Laurea di Dottore in Filosofia, che gli permette di dedicarsi all’insegnamento di Filosofia, Teologia, Psicologia e Mariologia, ai giovani Chierici dello Studentato.
Nell’immediato dopoguerra Padre Rocco, insieme ad altri confratelli, ha avuto responsabilità direttive nella Congregazione; nei primi anni ‘60 è stato consigliere generale del Preposito generale P. Saba De Rocco.
Nel 1945 termina la guerra, piena di lutti, rovine, cumuli di macerie, e tanta miseria e disperazione. Nel clima difficile e travagliato dell’immediato dopoguerra, lo Spirito del Signore lascia cadere nel cuore e nella mante di questo figlio di San Girolamo Emiliani un suo seme che ne riprenda l’opera e il carisma: la cura degli orfani e della gioventù abbandonata. La preoccupazione che più colpisce il cuore di Padre Rocco, è quella delle orfane e delle giovani abbandonate, nelle città e nelle campagne.
«La Congregazione somasca riconosce commossa p. Rocco - ha detto il Vicario generale dell’Ordine, p. Luigi Amigoni, nell’omelia funebre - come fratello che è cresciuto nella fedeltà allo spirito delle Costituzioni, da lui approfondito nella meditazione e fatto oggetto di divulgazione; lo ringrazia perché in qualità di maestro nel noviziato di Somasca e nello studentato di Corbetta ha educato altri più giovani fratelli allo stesso spirito, indirizzando la costante preghiera e la tensione spirituale al comune padre e modello di vita e di missione, san Girolamo; lo ricorda come appartenente al gruppo di confratelli che nell’immediato dopoguerra ha avuto la responsabilità di direzione della Congregazione»

 

 

Opera Mater Orphanorum
 

Al termine della guerra, l’8 settembre 1945, con la benedizione del Padre Ceriani (all’epoca Preposito Generale dei Padri Somaschi) e del Cardinale Schuster, fonda la Congregazione delle Oblate della Mater Orphanorum, per la salvezza degli orfani e della gioventù abbandonata. Così, senza nessuna sicurezza economica, nessuna sede, nessuna raccomandazione… davanti alla effigie della Madonna dei Miracoli di Corbetta decide di seguire le istruzioni della voce “Sono io che lo voglio”. È una corsa nella via della carità con lo spirito di San Girolamo Emiliani.
Padre Rocco con la nuova istituzione si propone di fondare una nuova Congregazione di anime religiose e non dovette aspettare troppo, perché subito arrivarono le prime giovani Oblate e l’8 di settembre del 1945, a Castelletto di Cuggiono, diedero inizio all’accoglienza di bimbi orfani e di famiglie povere. In poco tempo la Mater Orphanorum diviene luogo ameno e operoso per centinaia di piccole, punto di appoggio per ragazze in difficoltà, casa per giovani che vogliono diventare religiose secondo il motto del Mihi Fecistis.
Padre Rocco è cresciuto nella fedeltà allo spirito delle Costituzioni Somasche, da lui approfondito nella meditazione e fatto oggetto di divulgazione con il libro “Lo Spirito delle Costituzioni dei Padri Somaschi” del 1965. La forza motrice dell’Opera Mater Orphanorum deriva fondamentalmente dalla spiritualità somasca:
- dalla parola di Gesù: “Qui susceperit unum parvulum talem in nomine meo, me suscipit” (chi accoglierà uno di questi piccoli nel mio nome, accoglie me).
- dalla benedizione della Madonna che ispirò l’Emiliani per primo e che ad ogni giovane oblata ripete: “Tibi se pauper committit: orphano tu eris adiutor!” (Il povero si affida a te; tu sarai l’aiuto dell’orfano).
L’impegno apostolico della Mater Orphanorum si svolge sempre a servizio dei poveri, spesso nelle zone più misere della terra. I beneficiari delle attività svolte sono: orfani, giovani in difficoltà, senzatetto, anziani, lebbrosi, malati. In alcune zone dell’America Latina e in Africa sono impegnate in opere di alfabetizzazione e, in generale, nella formazione religiosa, catechesi, scuola, animazione sanitaria plurivalente, sviluppo economico, promozione femminile, animazione rurale in vari aspetti.
La Mater Orphanorum è presente in: America Latina (Guatemala, El Salvador, Colombia); Stati Uniti; Africa (Cameroun); Europa (Italia)
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