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Emiliani-El Salvador: expo tecnico-didattica
Tra
il 28 e il 31 agosto si terrà all'Instituto Emiliani, in
San Salvador-C.A., la XXI edizione della Expo
Técnico-Didáctica organizzata dalla nostra scuola.
L'evento consiste nella presentazione pubblica dei
diversi lavori svolti dai ragazzi e ragazze
dell'Istituto, dal primo all'ultimo grado del
Bachillerato (scuola professionale). In questi giorni si
svolgeranno attività culturali, sportive e tecniche: per
l'Istituto sono quattro giorni di grande festa, che
servono per stimolare i nostri ragazzi, ragazze e
giovani ma anche per promuovere e far conoscere la
nostra scuola. Nel corso degli ultimi anni (esattamente
da 21 anni!), si sono svolte ininterrottamente diverse
esposizioni tecniche grazie alla preziosa collaborazione
del Collegio dei Docenti e all'impegno scolastico degli
alunni, che ne approfittano per mettere alla prova
quanto hanno imparato a scuola. È questa un'attività
molto importante nell'iter formativo dei nostri ragazzi,
perché consente loro di verificare quanto hanno imparato,
visto che devono spiegare ad altri il lavoro esposto da
loro realizzato. Quest'anno per la prima volta si può
visitare virtualmente la mostra cliccando l'indirizzo
della pagina web dell'Istituto Emiliani, curata dagli
stessi alunni:
http://www.emiliani.edu.sv/

In Memoriam. Semplicemente “Giosto”...
...un amico dei
Somaschi. Pierangelo Musco, conosciuto da molti come "Giosto", é
deceduto a Milano (27.07.2003 ) nella comunitá a lui cara La Contina,
dopo una lunga lotta contro il tumore, mescolata di sofferenza e di
speranza. Desiderava vivamente ritornare con i suoi ragazzi di strada di
Pasto, Colombia. Si é portato via per sempre la ruana colorata e il suo
grande amore per la Colombia e per i Padri Somaschi. L'amicizia con la
nostra Congregazione era nata anni fa dalla condivisione dello stesso
ambito educativo: minori a rischio, abbandonati, tossicodipendenti,
ragazzi di strada, ricerca di alternative educative, malessere
adolescenziale, come attendere gli "ultimi"... quelli che nessuno vuole
perché creano problemi. Persona profondamente onesta e sincera, uomo non
formale, lontano dalle ipocrisie, dalle mode e da tutto quello que é
solo appariscente, grazie ai suoi anni di infanzia e di adolescenza
vissuti in un istituto come orfano, ha maturato una vocazione di
servizio con una sensibilitá particolare verso i ragazzi di strada, gli
"sbandati", gli ultimi... E questa é stata la sua bandiera che ha
portato avanti fino alla fine: spendere la sua vita nell'aiutare
educativamente chi da solo non puo uscire dalla sua situazione di
rifiuto, di malessere e di abbandono. Dopo un fecondo lavoro educativo
svolto per tanto tempo a Milano e periferia, negli ultimi anni Angelino
ha voluto regalarci la sua presenza e la sua ricca esperienza come
educatore in Colombia, prima a Bucaramanga e poi nel carcere minorile
Santo Ángel di Pasto. Grazie a lui e alla sua sensibilitá educativa e
profetica, si é dato vita a un progetto di attenzione immediata ai
ragazzi di strada, chiamato "Arca di Noé" (cf. V.S. n. 116). Angelino -
così chiamato familiarmente - non é stato soltanto il fondatore di
questo programma, ma anche chi ci ha stimolato ad aprire gli occhi e il
cuore a situazioni inedite di emarginazione, tenendo in conto il
contesto particolarmente violento della nazione colombiana in questi
ultimi anni. Oltre agli innumerevoli ragazzi che hanno beneficiato del
suo aiuto educativo, della sua generositá e della sua amicizia, la
nostra Provincia andina, in particolare, gli é molto riconoscente per il
suo esempio, la sua amicizia e il suo spirito autenticamente somasco.
Uomo schietto, semplice, sensibile al dolore altrui, col cuore in
mano..., si meravigliava di tutto. Anche stavolta si é sicuramente
meravigliato quando si é sentito ripetere: "Tutto quello che avete fatto
a uno di questi piccoli, lo avete fatto a Me". Grazie Angelino!

Isla Trinitaria: "Kayròs"
per i minori abusati
“In mezzo alle
umili abitazioni ricoperte dalla polvere e cotte dall'intensissimo sole
dell'Isola Trinitaria, si alza una casa di tre piani, carina,
graziosa... con l'aria condizionata! La prima cosa che ci colpisce,
appena entrati, è la parete in fondo la scala che porta ai piani
superiori, su cui è dipinta tra due pupazzi sorridenti la scritta
"Bienvenidos", fatta con tratti infantili. Sabato 19 luglio
l'arcivescovo di Guayaquil, mons. Antonio Arregui Yarza, ha benedetto
alla Trinitaria il "Centro de atención integral para niños, niñas y
adolescentes maltratados" e la Casa famiglia "Emaús". Sono due opere
promosse e dirette dalla "Fundación Kayrós" dei Padri Somaschi, in
collaborazione con la Onlus spagnola "Manos Unidas", finalizzate al
recupero di minori abusati sia fisicamente che psicologicamente nelle
proprie famiglie, o in situazioni ad alto rischio (quando i genitori non
possono garantire un grado minimo di stabilità emozionale). Erano
presenti i religiosi delle due comunità somasche locali e un folto
gruppo di amici e parrocchiani della nostra Cappella di Santa Teresita,
che si trova nello stesso quartiere. Nel Centro, i minori ricevono una
terapia adeguata e personalizzata da parte di un'assistente sociale e
una psicologa, grazie alla convenzione firmata dai nostri Padri e
dall'INNFA (Istituto nazionale per il bambino e la famiglia). La Casa
famiglia "Emaus" ospita temporaneamente quei minori che non sono in
grado di rientrare in famiglia, finché i loro genitori non saranno
pronti a riceverli senza problemi. Da tre mesi accoglie dieci minori (la
più piccola è una bimbetta di soli dieci giorni, figlia di
un'adolescente utente del Centro...). Ha cinque camerette dalle tonalità
vivaci e attraenti, alle quali si accede attraverso porte dipinte in
verde. Responsabili del gruppo sono due educatrici a tempo pieno,
aiutate de un gruppo di volontari. Il Sig. Nicolás Astudillo,
sottosegretario del programma "Acción ciudadana por la Ternura" che è
l'incaricato di ricevere le
denunce nei casi di maltrattamento minorile, ha spiegato che ne arrivano
almeno sette al giorno, con una media del 20% di recidività. Ogni volta
che arriva una denuncia, le assistenti sociali la verificano per poi
procedere alla valutazione del caso da parte di una équipe formata da
psicologi ed avvocati, che determineranno l'intervento più idoneo per
ogni situazione (terapie familiari e/o l'intervento legale, se
necessario). Per mons. Arregui, l'opera appena iniziata all'Isola
Trinitaria è un mezzo molto prezioso per la protezione dei minorenni del
quartiere. Dobbiamo precisare che non è questo il primo settore di
intervento sul territorio mirato al recupero e inserimento sociale dei
minori promosso dalla Fondazione Kayrós: da tempo è in atto il programma
di distribuzione di aiuti economici (di circa 35 dollari al mese) ai
genitori dei minorenni lavoratori in età scolare, per dare ai figli la
possibilità di lasciare il lavoro e frequentare la scuola.

Echi dalla Provincia de España
È ormai
tradizione consolidata da anni tra i Somaschi della Provincia de España
fare gli esercizi spirituali insieme la prima settimana di luglio,
appena finita la scuola. Anche quest'anno una ventina di religiosi si
sono dati l'appuntamento in una bellissima vallata dei Paesi Baschi,
Villanañe, all'ombra del santuario mariano di Nuestra Señora de Angosto.
La familiare accoglienza, la guida sapiente di P. Esteban e la serenità
del posto ha ripagato abbondantemente la fatica del lungo viaggio per
raggiungere la casa dei Passionisti.
Dall'ultimo Capitolo provinciale qualcosa si muove in Provincia circa il
vecchio desiderio di aprirsi all'Africa. Dopo aver sentito, infatti, il
parere dei religiosi e dei superiori e dopo alcune trattative presso
altre Congregazioni già presenti nel Continente verde, il Consiglio
provinciale ha deciso di inviare per un sopralluogo il P. Provinciale,
P. Joaquín Rodríguez insieme al P. Jesús V. Varela, nelle diocesi di
Maputo e Beira, nel Mozambico, paese che undici anni or sono metteva
fine alla guerra con la firma a Roma di un patto di riconciliazione
grazie all'impegno di mediazione della Comunità di Sant'Egidio. Ma
alcuni fatti imprevedibili, quale l'alluvione del 2000 ed altri... noti
a tutti, impediscono alla popolazione di uscire dalla miseria. I nostri
visitatori hanno potuto toccare con mano quanto
sia numerosa la gioventù e anche la povertà di questo popolo e il grande
campo di lavoro che si apre ai Somaschi perché numerosissimi i bambini e
i giovani senza famiglia, senza scolarizzazione, senza alcuna
prospettiva di lavoro. Il 75% della popolazione è sotto i 25 anni; 6
bambini da 10 non frequentano la scuola; l'assistenza sanitaria è
riservata solo al 30% della popolazione; l'AIDS e il paludismo riduce la
speranza di vita al di sotto dei 40 anni... E nonostante tutto è un
popolo sempre col sorriso franco, il cuore accogliente, la fede viva e
festosa fino a far venire la pelle d'oca agli Europei che hanno la
fortuna di partecipare alle loro celebrazioni. Si sono presi contatti
con i vescovi per valutare la possibilità di un futuro inserimento della
nostra Congregazione, sia nelle "missioni" - vasti territori che lo
Stato sta riconsegnando
alla Chiesa locale, comprendenti scuole, orfanotrofi, centri di salute,
luoghi di culto e i terreni per la produzione agricola e l'allevamento
degli animali domestici, gestiti dalla propria "missione"-, sia in altre
opere specifiche di assistenza e promozione dei minori abbandonati.
Primo provvedimento già in atto: preparare due religiosi nella
conoscenza della lingua portoghese e nella vita missionaria, per una
ulteriore prolungata presenza sul territorio, affiancando i PP.
Comboniani. Dopo di che, san Girolamo ci farà capire quale sarà la via
da seguire.

Nella nostra famiglia
A un mese di distanza dalla prima professione di tre novizi, il giorno
28 giugno 2003 tre giovani confratelli filippini: Junar Enorme, Romel
Ermita e Santiago Gonzales hanno emesso i voti perpetui nelle mani del
Delegato dal Rev.mo p. Generale per questo evento, il p.
Gabriele Scotti,
Vice Provinciale della Vice Provincia del Sud Est Asiatico “Madre degli
Orfani”, consacrandosi per sempre al Signore nella Congregazione
Somasca. Come motto per la Professione solenne hanno scelto le parole
dei Monita (n. 354): ”Il suo amore dev’essere ricambiato con il nostro
amore; e, nelle misura che amiamo Dio, tutto il resto dev’essere
considerato un nulla”. E davvero l’esperienza della totale donazione a
Dio nella professione perpetua rivela la convinzione che uno non può
ricambiare l’amore se prima non è stato toccato dal Cuore del suo
Figlio. La mattinata del 28 giugno fu radiosa: nella palestra aperta del
Seminario Somasco di Tagaytay
erano presenti genitori e parenti venuti anche da lontano, molti
confratelli delle varie case, e amici delle varie famiglie religiose e
dei seminari di Tagaytay. Il coro dei nostri seminaristi di Lubao
accompagnò la solenne celebrazione liturgica. La gioia dei Confratelli
nelle Filippine fu sostenuta dalla preghiera e dalla letizia di tutta la
Congregazione diffusa nel mondo, attraverso gli auguri giunti da
Superiori Maggiori, comunità e confratelli: segno dell’unità della
famiglia somasca. Junar, Romel e Santiago si erano preparati a questo
momento in tutti gli anni della formazione e particolarmente in un
intenso mese di riflessione e di preghiera. Lo hanno espresso molto
sinceramente durante una vigilia di preghiera con i loro confratelli, in
cui hanno tracciato il percorso del loro cammino segnato dall’amore di
Dio. Tanti auguri!

60º di Ordinazione
sacerdotale
A Giovedi 24 luglio presso il Santuario della Madonna di Montallegro di
Rapallo, abbiamo festeggiato i 60 anni di vita sacerdotale somasca di P.
Guglielmo Quaglia (del Collegio Emiliani di Nervi) e P. Giuseppe Cocino
(dell'Istituto Emiliani di Rapallo), ordinati a
Milano l'8
agosto 1943. Ha diretto l'incontro spirituale e la concelebrazione il P.
Renato Ciocca, attorniato da tre sacerdoti somaschi, ex alunni dei due
Padri, P. Alberto Busco, P. Vincenzo Silvestri e P. Mario Manzoni. Erano
presenti anche altri due religiosi somaschi, Fr. Luigi Morini e Fr. Ido
De Marchi. L'omelia é stata impostata sul ringraziamento al Signore per
il dono della vocazione religiosa sacerdotale e della fedele
perseveranza, mettendo di rilievo la logica del buon Dio che sceglie gli
strumenti che sembrano meno adatti per fare "grandi cose", come la
Madonna ha scelto un contadino anziano per dare origine allo splendido
Santuario ligure. Prima di concludere la celebrazione, p. Manzoni ha
ringraziato anche a nome degli altri suoi compagni di messa i due Padri
ed ha augurato che il Padrone della messe attiri altri giovani operai a
seguire il cammino della vita religiosa e sacerdotale. È seguita poi
l'agape fraterna: p. Cocino ha ricordato con commozione ed entusiasmo
vari fatti della vita allo studentato di Corbetta ed ha ringraziato più
volte per l'incontro fraterno.

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