La rivista italiana

dei Padri Somaschi

 

Luglio/Settembre 2003 - Nº 124

Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE vitasomasca@somaschi.org


Brevissime

 

Emiliani-El Salvador: expo tecnico-didattica

In Memoriam. Semplicemente “Giosto”...

CIsla Trinitaria: "Kayròs" per i minori abusati

Echi dalla Provincia de España

Nella nostra famiglia

60º di Ordinazione sacerdotale

Emiliani-El Salvador: expo tecnico-didattica 

Tra il 28 e il 31 agosto si terrà all'Instituto Emiliani, in San Salvador-C.A., la XXI edizione della Expo Técnico-Didáctica organizzata dalla nostra scuola. L'evento consiste nella presentazione pubblica dei diversi lavori svolti dai ragazzi e ragazze dell'Istituto, dal primo all'ultimo grado del Bachillerato (scuola professionale). In questi giorni si svolgeranno attività culturali, sportive e tecniche: per l'Istituto sono quattro giorni di grande festa, che servono per stimolare i nostri ragazzi, ragazze e giovani ma anche per promuovere e far conoscere la nostra scuola. Nel corso degli ultimi anni (esattamente da 21 anni!), si sono svolte ininterrottamente diverse esposizioni tecniche grazie alla preziosa collaborazione del Collegio dei Docenti e all'impegno scolastico degli alunni, che ne approfittano per mettere alla prova quanto hanno imparato a scuola. È questa un'attività molto importante nell'iter formativo dei nostri ragazzi, perché consente loro di verificare quanto hanno imparato, visto che devono spiegare ad altri il lavoro esposto da loro realizzato. Quest'anno per la prima volta si può visitare virtualmente la mostra cliccando l'indirizzo della pagina web dell'Istituto Emiliani, curata dagli stessi alunni: http://www.emiliani.edu.sv/


In Memoriam. Semplicemente “Giosto”...

...un amico dei Somaschi. Pierangelo Musco, conosciuto da molti come "Giosto", é deceduto a Milano (27.07.2003 ) nella comunitá a lui cara La Contina, dopo una lunga lotta contro il tumore, mescolata di sofferenza e di speranza. Desiderava vivamente ritornare con i suoi ragazzi di strada di Pasto, Colombia. Si é portato via per sempre la ruana colorata e il suo grande amore per la Colombia e per i Padri Somaschi. L'amicizia con la nostra Congregazione era nata anni fa dalla condivisione dello stesso ambito educativo: minori a rischio, abbandonati, tossicodipendenti, ragazzi di strada, ricerca di alternative educative, malessere adolescenziale, come attendere gli "ultimi"... quelli che nessuno vuole perché creano problemi. Persona profondamente onesta e sincera, uomo non formale, lontano dalle ipocrisie, dalle mode e da tutto quello que é solo appariscente, grazie ai suoi anni di infanzia e di adolescenza vissuti in un istituto come orfano, ha maturato una vocazione di servizio con una sensibilitá particolare verso i ragazzi di strada, gli "sbandati", gli ultimi... E questa é stata la sua bandiera che ha portato avanti fino alla fine: spendere la sua vita nell'aiutare educativamente chi da solo non puo uscire dalla sua situazione di rifiuto, di malessere e di abbandono. Dopo un fecondo lavoro educativo svolto per tanto tempo a Milano e periferia, negli ultimi anni Angelino ha voluto regalarci la sua presenza e la sua ricca esperienza come educatore in Colombia, prima a Bucaramanga e poi nel carcere minorile Santo Ángel di Pasto. Grazie a lui e alla sua sensibilitá educativa e profetica, si é dato vita a un progetto di attenzione immediata ai ragazzi di strada, chiamato "Arca di Noé" (cf. V.S. n. 116). Angelino - così chiamato familiarmente - non é stato soltanto il fondatore di questo programma, ma anche chi ci ha stimolato ad aprire gli occhi e il cuore a situazioni inedite di emarginazione, tenendo in conto il contesto particolarmente violento della nazione colombiana in questi ultimi anni. Oltre agli innumerevoli ragazzi che hanno beneficiato del suo aiuto educativo, della sua generositá e della sua amicizia, la nostra Provincia andina, in particolare, gli é molto riconoscente per il suo esempio, la sua amicizia e il suo spirito autenticamente somasco. Uomo schietto, semplice, sensibile al dolore altrui, col cuore in mano..., si meravigliava di tutto. Anche stavolta si é sicuramente meravigliato quando si é sentito ripetere: "Tutto quello che avete fatto a uno di questi piccoli, lo avete fatto a Me". Grazie Angelino!


Isla Trinitaria: "Kayròs" per i minori abusati
 

“In mezzo alle umili abitazioni ricoperte dalla polvere e cotte dall'intensissimo sole dell'Isola Trinitaria, si alza una casa di tre piani, carina, graziosa... con l'aria condizionata! La prima cosa che ci colpisce, appena entrati, è la parete in fondo la scala che porta ai piani superiori, su cui è dipinta tra due pupazzi sorridenti la scritta "Bienvenidos", fatta con tratti infantili. Sabato 19 luglio l'arcivescovo di Guayaquil, mons. Antonio Arregui Yarza, ha benedetto alla Trinitaria il "Centro de atención integral para niños, niñas y adolescentes maltratados" e la Casa famiglia "Emaús". Sono due opere promosse e dirette dalla "Fundación Kayrós" dei Padri Somaschi, in collaborazione con la Onlus spagnola "Manos Unidas", finalizzate al recupero di minori abusati sia fisicamente che psicologicamente nelle proprie famiglie, o in situazioni ad alto rischio (quando i genitori non possono garantire un grado minimo di stabilità emozionale). Erano presenti i religiosi delle due comunità somasche locali e un folto gruppo di amici e parrocchiani della nostra Cappella di Santa Teresita, che si trova nello stesso quartiere. Nel Centro, i minori ricevono una terapia adeguata e personalizzata da parte di un'assistente sociale e una psicologa, grazie alla convenzione firmata dai nostri Padri e dall'INNFA (Istituto nazionale per il bambino e la famiglia). La Casa famiglia "Emaus" ospita temporaneamente quei minori che non sono in grado di rientrare in famiglia, finché i loro genitori non saranno pronti a riceverli senza problemi. Da tre mesi accoglie dieci minori (la più piccola è una bimbetta di soli dieci giorni, figlia di un'adolescente utente del Centro...). Ha cinque camerette dalle tonalità vivaci e attraenti, alle quali si accede attraverso porte dipinte in verde. Responsabili del gruppo sono due educatrici a tempo pieno, aiutate de un gruppo di volontari. Il Sig. Nicolás Astudillo, sottosegretario del programma "Acción ciudadana por la Ternura" che è l'incaricato di ricevere le denunce nei casi di maltrattamento minorile, ha spiegato che ne arrivano almeno sette al giorno, con una media del 20% di recidività. Ogni volta che arriva una denuncia, le assistenti sociali la verificano per poi procedere alla valutazione del caso da parte di una équipe formata da psicologi ed avvocati, che determineranno l'intervento più idoneo per ogni situazione (terapie familiari e/o l'intervento legale, se necessario). Per mons. Arregui, l'opera appena iniziata all'Isola Trinitaria è un mezzo molto prezioso per la protezione dei minorenni del quartiere. Dobbiamo precisare che non è questo il primo settore di intervento sul territorio mirato al recupero e inserimento sociale dei minori promosso dalla Fondazione Kayrós: da tempo è in atto il programma di distribuzione di aiuti economici (di circa 35 dollari al mese) ai genitori dei minorenni lavoratori in età scolare, per dare ai figli la possibilità di lasciare il lavoro e frequentare la scuola.

 


Echi dalla Provincia de España
È ormai tradizione consolidata da anni tra i Somaschi della Provincia de España fare gli esercizi spirituali insieme la prima settimana di luglio, appena finita la scuola. Anche quest'anno una ventina di religiosi si sono dati l'appuntamento in una bellissima vallata dei Paesi Baschi, Villanañe, all'ombra del santuario mariano di Nuestra Señora de Angosto. La familiare accoglienza, la guida sapiente di P. Esteban e la serenità del posto ha ripagato abbondantemente la fatica del lungo viaggio per raggiungere la casa dei Passionisti.
Dall'ultimo Capitolo provinciale qualcosa si muove in Provincia circa il vecchio desiderio di aprirsi all'Africa. Dopo aver sentito, infatti, il parere dei religiosi e dei superiori e dopo alcune trattative presso altre Congregazioni già presenti nel Continente verde, il Consiglio provinciale ha deciso di inviare per un sopralluogo il P. Provinciale, P. Joaquín Rodríguez insieme al P. Jesús V. Varela, nelle diocesi di Maputo e Beira, nel Mozambico, paese che undici anni or sono metteva fine alla guerra con la firma a Roma di un patto di riconciliazione grazie all'impegno di mediazione della Comunità di Sant'Egidio. Ma alcuni fatti imprevedibili, quale l'alluvione del 2000 ed altri... noti a tutti, impediscono alla popolazione di uscire dalla miseria. I nostri visitatori hanno potuto toccare con mano quanto sia numerosa la gioventù e anche la povertà di questo popolo e il grande campo di lavoro che si apre ai Somaschi perché numerosissimi i bambini e i giovani senza famiglia, senza scolarizzazione, senza alcuna prospettiva di lavoro. Il 75% della popolazione è sotto i 25 anni; 6 bambini da 10 non frequentano la scuola; l'assistenza sanitaria è riservata solo al 30% della popolazione; l'AIDS e il paludismo riduce la speranza di vita al di sotto dei 40 anni... E nonostante tutto è un popolo sempre col sorriso franco, il cuore accogliente, la fede viva e festosa fino a far venire la pelle d'oca agli Europei che hanno la fortuna di partecipare alle loro celebrazioni. Si sono presi contatti con i vescovi per valutare la possibilità di un futuro inserimento della nostra Congregazione, sia nelle "missioni" - vasti territori che lo Stato sta riconsegnando alla Chiesa locale, comprendenti scuole, orfanotrofi, centri di salute, luoghi di culto e i terreni per la produzione agricola e l'allevamento degli animali domestici, gestiti dalla propria "missione"-, sia in altre opere specifiche di assistenza e promozione dei minori abbandonati. Primo provvedimento già in atto: preparare due religiosi nella conoscenza della lingua portoghese e nella vita missionaria, per una ulteriore prolungata presenza sul territorio, affiancando i PP. Comboniani. Dopo di che, san Girolamo ci farà capire quale sarà la via da seguire.
                                                                            


Nella nostra famiglia

A un mese di distanza dalla prima professione di tre novizi, il giorno 28 giugno 2003 tre giovani confratelli filippini: Junar Enorme, Romel Ermita e Santiago Gonzales hanno emesso i voti perpetui nelle mani del Delegato dal Rev.mo p. Generale per questo evento, il p. Gabriele Scotti, Vice Provinciale della Vice Provincia del Sud Est Asiatico “Madre degli Orfani”, consacrandosi per sempre al Signore nella Congregazione Somasca. Come motto per la Professione solenne hanno scelto le parole dei Monita (n. 354): ”Il suo amore dev’essere ricambiato con il nostro amore; e, nelle misura che amiamo Dio, tutto il resto dev’essere considerato un nulla”. E davvero l’esperienza della totale donazione a Dio nella professione perpetua rivela la convinzione che uno non può ricambiare l’amore se prima non è stato toccato dal Cuore del suo Figlio. La mattinata del 28 giugno fu radiosa: nella palestra aperta del Seminario Somasco di Tagaytay erano presenti genitori e parenti venuti anche da lontano, molti confratelli delle varie case, e amici delle varie famiglie religiose e dei seminari di Tagaytay. Il coro dei nostri seminaristi di Lubao accompagnò la solenne celebrazione liturgica. La gioia dei Confratelli nelle Filippine fu sostenuta dalla preghiera e dalla letizia di tutta la Congregazione diffusa nel mondo, attraverso gli auguri giunti da Superiori Maggiori, comunità e confratelli: segno dell’unità della famiglia somasca. Junar, Romel e Santiago si erano preparati a questo momento in tutti gli anni della formazione e particolarmente in un intenso mese di riflessione e di preghiera. Lo hanno espresso molto sinceramente durante una vigilia di preghiera con i loro confratelli, in cui hanno tracciato il percorso del loro cammino segnato dall’amore di Dio. Tanti auguri!                                                                                                    


60º di Ordinazione sacerdotale

A Giovedi 24 luglio presso il Santuario della Madonna di Montallegro di Rapallo, abbiamo festeggiato i 60 anni di vita sacerdotale somasca di P. Guglielmo Quaglia (del Collegio Emiliani di Nervi) e P. Giuseppe Cocino (dell'Istituto Emiliani di Rapallo), ordinati a Milano l'8 agosto 1943. Ha diretto l'incontro spirituale e la concelebrazione il P. Renato Ciocca, attorniato da tre sacerdoti somaschi, ex alunni dei due Padri, P. Alberto Busco, P. Vincenzo Silvestri e P. Mario Manzoni. Erano presenti anche altri due religiosi somaschi, Fr. Luigi Morini e Fr. Ido De Marchi. L'omelia é stata impostata sul ringraziamento al Signore per il dono della vocazione religiosa sacerdotale e della fedele perseveranza, mettendo di rilievo la logica del buon Dio che sceglie gli strumenti che sembrano meno adatti per fare "grandi cose", come la Madonna ha scelto un contadino anziano per dare origine allo splendido Santuario ligure. Prima di concludere la celebrazione, p. Manzoni ha ringraziato anche a nome degli altri suoi compagni di messa i due Padri ed ha augurato che il Padrone della messe attiri altri giovani operai a seguire il cammino della vita religiosa e sacerdotale. È seguita poi l'agape fraterna: p. Cocino ha ricordato con commozione ed entusiasmo vari fatti della vita allo studentato di Corbetta ed ha ringraziato più volte per l'incontro fraterno.