La rivista italiana

dei Padri Somaschi

 

Aprile/Giugno 2004 - Nº 127

Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE vitasomasca@somaschi.org


Recensioni

B. Maggioni

J.J. Navarro Arisa

L. Bellaspiga

R. Beretta e E. Broli

P. Gheddo

 

di Luigi AMIGONI

 

Il seme e la terra.
Note bibliche per un cristianesimo nel mondo


Di contro a tanti che si autoassolvono dicendosi "credenti, poco praticanti", ecco un "cattolico non credente" quale si presentava - in odore di discussione religiosa - Indro Montanelli, il principe del giornalismo italiano, morto a 92 anni nel 2001, scrivendo sul suo "Corriere". "Cardinale del laicismo professato", come dice nella prefazione il suo amico Torelli, eppure vicino a preti e vescovi, legato a persone di fede profonda, ammiratore di papa Wojtyla, Montanelli si riteneva sprovvisto del pacchetto della fede per una inadempienza postale del Padre eterno. E come lasciato in ombra da Dio è voluto morire, senza fede anche "in zona Cesarini", e senza funerali con il latino del canto gregoriano. Tutti (o quasi) i 76 convocati da Torelli a testimoniare sul grande "toscanaccio" immaginano un dopo morte con Montanelli alle prese con Dio, a esigere spiegazioni, a scrutarlo in modo ravvicinato, a ritrarlo con quelle definizioni fulminanti da scrittore combattente. E pronto, tuttavia, in un dialogo senza astuzia e senza prepotenza - quale era l'uomo - a dare conto di avere sempre decifrato l'indecifrabile, sapendo che è indecifrabile, "perché questo è il privilegio, che è anche condanna, di essere uomini, cioè essere pensanti". Se è vero che, su questo versante della vita, pensare non vuol dire sapere, di là conoscere e godere sarà la stessa cosa e la verità cercata il volto di Dio.

 

 


di B. Maggioni

 pp. 189 -Vita e pensiero, 2003



La Le bugie della Chiesa. Equivoci, errori e luoghi comuni sulla fede e dintorni


Il titolo è eccessivo e meno provocatorio di quanto si immagini. Abituati alle sottili distinzioni della riflessione teologica, sarebbe drammatico mantenere allo stesso livello le verità di salvezza della Chiesa, che sono la Chiesa, con ciò che nella Chiesa si muove di effimero, dovuto a una malintesa semplicità catechetica, a certo fabulismo malcontenuto o a cosiddette convenienze moralistiche. Da qui sorgono, nella Chiesa, le immaginazioni amplificate, i facili stereotipi, le deduzioni esagerate. Il libro non ne dimentica nessuna: dalle corna del diavolo ai segreti di Fatima che pretenderebbero di vincolare la fede dei credenti, fino ai particolari miracolistici di certe leggende di santi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


di R. Beretta e E. Broli

pp. 220 - Piemme, 2003



Gaudí
L’architetto di Dio


Il libro arriva in Italia qualche tempo dopo la celebrazione dei 150 anni della nascita di Antoni Gaudí i Cornet (1852-1926). Si respira un po' di clima catalano nella riproposizione dello spirito e delle concezioni di questo artista che rimane fissato alle sue radici locali e tuttavia "dialoga con l'universalità e la modernità". Uomo dei paradossi e delle contraddizioni (per il suo carattere, la sua religiosità, la stessa condizione di celibe), impressiona oggi la richiesta avanzata in Barcellona per la sua beatificazione. È certo che per la sua intenzione di continuare e migliorare, nell'arte, l'opera divina della natura, Gaudí, l'ideatore della Sagrada Familia di Barcellona e della cripta della Colonia Güell a Santa Coloma de Cervelló, volle essere l'architetto di Dio.

 

 

 

 

 

 


di J.J. Navarro Arisa

pp. 234 - Paoline, 2003



La missione continua.
Mezzo secolo a servizio della Chiesa e del terzo mondo


Chi conosce l'esuberanza di carattere di p. Gheddo non si meraviglia di questo libro a tutto campo con cui ricorda e rivive i suoi 50 anni di sacerdozio iniziato nel giugno 1953.
L'esperienza, la sensazione di tranquillità per essere a buon punto nel guado della vita, le battaglie degli ultimi anni (sulla globalizzazione, sul senso e la direzione della "missione" oggi) lo legittimano a pronunciarsi su tanti aspetti della sua vicenda: le persone incontrate, i protagonisti avvicinati, gli avvenimenti a cui ha partecipato, punte polemiche a cui tiene di più. Il libro, introdotto dal vescovo di Novara mons. Corti presenta due evidenti finalità: narrare la sua voglia di essere missionario; rendere conto della sua vocazione di giornalista che indaga, si documenta, interroga e presenta in tutte le occasioni le verità che sono al centro della "missione".

 

 

 

 

 

 


di P. Gheddo

pp. 365 - San Paolo, 2003



Carlo Urbani.
Il primo medico contro la SARS


Nel marzo del 2003 gli italiani vengono a conoscenza dell'enorme quantitativo di armi di distruzione di massa dell'Iraq e dell'esistenza di un'altra malattia infettiva, la Sindrome Respiratoria Acuta Severa. Nonostante la gentile ossessione di qualche potente d'oltremare la prima entità rimane a tutt'oggi inverificabile; riguardo alla seconda si scopre velocemente che grazie alla pronta diagnosi di Carlo Urbani, medico italiano in missione con la famiglia in Vietnam, è scattata la vigilanza globale sul virus ed e' stato possibile identificare e isolare molti casi prima che fossero contagiate altre persone. Ma Urbani soccombe alla Sars insieme ad altri 5 sanitari di un ospedale della capitale del Vietnam, paese che, un mese dopo la morte del nostro connazionale e grazie a lui, celebra con una festa di stato la fine dell'epidemia. Nel giorno dei funerali, il 2 aprile 2003, Castelplanio, un paesino delle Marche, e gli italiani scoprono che un uomo di 46 anni, credente senza sbavature, intelligente, professionalmente preparato, infatuato nella giovinezza delle iniziative di Mani tese, con tre figli che cresce con austera educazione, ha strappato per alcuni giorni la prima pagina ai missili di Bagdad "perché dedito da tempo a ritessere in silenzio ciò che altri distruggono". Appartenente a "Medici senza frontiere" (Nobel per la pace 1999), Urbani rinucia ad essere primario a Macerata, viene assunto dalla Organizzazione mondiale della Sanità e va in Vietnam a "prescrivere anche se stesso" ai poveri che soggiacciono con fatalismo alle malattie, con la connivenza di governi, di istituzioni e di baracconi umanitari. Preziose nel libro le testimonianze di Anna Maria Vissani, una suora marchigiana sorridente e intelligente, consigliera spirituale di Urbani. Aveva promesso all'autrice (e a noi) che dopo aver conosciuto questo medico non sarebbe stata più esattamente la stessa.

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di L. Bellaspiga

pp.174 - Ancora, 2004