La rivista italiana

dei Padri Somaschi

 

Aprile/Giugno 2004 - Nº 127

Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE vitasomasca@somaschi.org

Nostra storia

Una storia infinita

di aperture e di chiusure

Collegio S. Giorgio - Novi Ligure:

Due medici e due mercanti sponsorizzano l'opera dei Somaschi

di Renato CIOCCA

Girolamo Ardizzone e Meda de' Medi, medici, Giovanni Maria Boccardo e Giovanni Battista Biso, mercanti, vollero fortemente i Somaschi a Novi e si impegnarono a pagare l'affitto della casa che li avrebbe ospitati, a versare la cifra annua di L 1.200 genovesi e, infine, a fornire per dieci anni, a titolo di prestito, tutti i mobili necessari. La contropartita consisteva nell'apertura di tre scuole di Grammatica, Umanità e Retorica e nella celebrazione di una Messa quotidiana secondo l'intenzione dei sopraddetti signori.
Il 1º giugno 1649 il P. Giovanni Paolo Doria, nominato Rettore, prese possesso della casa di Giovanni Francesco Capanna concessa in affitto. Alla fine di settembre arrivarono gli altri componenti della Comunità religiosa: P. Girolamo Paggi, Maestro di Retorica, P. Marco Antonio Campiano, maestro di Umanità, P. Ludovico Accimatore. Maestro di Grammatica, il fratello laico Francesco Minello e due persone di servizio.
Dal momento che i patti stipulati non erano stati scritti, di comune accordo le due parti convennero di sentirsi libere da ogni impegno. I Padri restituirono i mobili e, benché tutti appartenenti a nobili famiglie genovesi, si adattarono alla meglio. Stabilirono infine che l'opera si sarebbe mantenuta con gli introiti degli alunni, delle rette di alcuni convittori e con la celebrazione delle Messe. E poiché non esisteva un locale per la preghiera, il P. Generale, P. Giacomo Valtorta, concesse l'autorizzazione per l'erezione di un Oratorio che il Vescovo di Tortona, Monsignor Giovanni Francesco Fossato, aperse al pubblico. A Natale fu solennemente benedetto e dedicato alla Madonna di Loreto. Il suono gioioso delle campane convocò per la prima volta un buon numero di fedeli alle celebrazioni liturgiche.

Il Collegio San Giorgio

di Novi Ligure

già dei Padri Somaschi

Ma vivere in affitto era troppo vincolante e sapeva di provvisorio. I nostri Padri desideravano acquistare uno stabile che permettesse loro di sviluppare maggiormente l'opera. Nel 1655 si presentò l'occasione di entrare in possesso della " Casa della Signora Maina". Per motivi evidenti i Confratelli della Maddalena di Genova acquistarono lo stabile e lo cedettero in affitto ai Religiosi di Novi. In seguito l'affitto fu commutato con la celebrazione diaria di una Messa. Nell'occasione il P. Compiano concorse all'acquisto della casa con un contributo familiare di cento scudi d'argento. Non senza controversie aprirono al pubblico una chiesina dedicata a San Giorgio. Uno scampanio festoso accolse Monsignor Carlo Settala che vi celebrò solennemente la Messa di Pasqua. Poco tempo dopo, in occasione della visita pastorale, entrò nella medesima chiesetta a pregare e onorò con la sua presenza una disputa di filosofia sostenuta dagli alunni del collegio. Alla fine manifestò il suo compiacimento e il suo plauso largheggiando in lodi.
Ben presto i nostri Religiosi si guadagnarono la stima e l'affetto dei Novesi attendendo con scrupolo e con zelo non solo all'insegnamento, con evidente profitto degli alunni, ma anche all'apostolato della predicazione e della carità con beneficio di tutta la comunità civile. Incominciarono ad arrivare gli aiuti di tanta gente ammirata dal fervore discreto dei Padri. Aumentò la Famiglia religiosa: i Padri passarono da quattro a sei e i Fratelli da uno a tre. Si pensò allora ad espandersi. Nel 1673 a Genova si tratta con il Sig. Antonio Grimaldi per dotare il Collegio della Masseria "La Grimalda" situata in Novi. L'anno seguente si concludeva favorevolmente il negoziato con l'obbligo di una Messa e di tre Anniversari. Ma il sogno segreto era quello di costruire un Collegio ex-novo. In realtà già dal 1669 il P. Filippo Cambiaso disponeva di duecento cinquanta scudi d'argento per tale scopo. Anche il chierico Giorgio Piuma, in occasione della Professione disponeva di L 1.000 per la stessa causa. Ma fu il P. Angelo Spinola che nel 1689 portò a termine la costruzione del Collegio ed innalzò dalle fondamenta la chiesa annessa. In questa opera attinse a piene mani al patrimonio familiare.
Se, con piacevole sorpresa, da un atto pubblico del 1708 veniamo a conoscenza che era… "unico Collegio dello Stato della Serenissima", tuttavia grosse nubi stavano per addensarsi sul lavoro paziente e benefico dei Padri. La guerra dei sette anni coinvolse anche Genova, per difendere i suoi diritti sul marchesato di Finale, in un conflitto che chiamò in causa anche Novi. L'esercito francese prese possesso del Collegio e della Chiesa. I Padri e i convittori furono sloggiati senza complimenti. Dovettero cercare ricoveri di fortuna per tre mesi e diciannove giorni. Al loro ritorno lo stabile mostrava tutto il degrado di cui sono capaci le guerre. Ma le disgrazie non vengono mai sole. Sei battaglioni dell'esercito del Re di Sardegna presero il posto dei transalpini e… non si comportarono meglio. Contributi, vettovaglie per l'esercito, quattro convittori presi in ostaggio e i seguito altri due, fu lo scotto che dovettero pagare i Nostri. Perdurando la guerra il Collegio fu chiuso. Il P. Rettore, P. Gaetano Isola, dovette sparire perché si era macchiato della terribile colpa di… aver protestato per le violenze subite. Gli altri confratelli, di nascosto, continuavano a far scuola ai giovani di Novi.
Finalmente il 13 Febbraio del 1749 gli Austriaci, che nel frattempo avevano sostituito il Re di Sardegna, abbandonarono la città. Si ritornò alla vita normale, ma il lavoro da fare era immane.
L'impegno dei Religiosi fu ammirevole: in poco tempo il Collegio riprese la sua attività di prima. Anche il nostro Ordine contribuì alla rinascita mandando dei Padri di indubbio valore. I due fratelli Laviosa, P. Antonio Ricci, già Rettore del Clementino in Roma e poi eletto Generale dell'Ordine, P. Bovoni e P. Giuseppe Maria Salvi, ambedue di Novi, diedero nuovo impulso e prestigio all'opera nostra. E i Novesi apprezzarono: in occasione dell'elezione a Preposito Generale del P. Camillo Bovone nel Capitolo Generale del 1778 che si teneva al San Giorgio la città salutò l'avvenimento con manifestazioni di gioia sincera e singolare. Il neo-eletto godette di concerti musicali eseguiti per tutta la notte… sotto la sua finestra! E alla domenica seguente "Messa Granda" in chiesa con tutte le Autorità.
I Novesi erano anche testimoni della bontà dell'insegnamento dei Nostri. Nel 1779 nei giorni 21, 22 e 23 agosto gli alunni del San Giorgio tennero tre dispute pubbliche di Filosofia e si dimostrarono all'altezza della situazione rispondendo con sicurezza e con disinvoltura a tutte le obbiezioni. Inutile ricordare che le lodi, per alunni e insegnanti, si sprecarono.
Ma i guai non erano finiti. Anche la Rivoluzione francese fece la sua parte. In poco tempo il Collegio fu depredato dei suoi argenti, della Villa Grimalda e fu costretto a contribuzioni gravose e forzate. Il 15 agosto 1799 Novi fu teatro della battaglia tra Austro-Russi e Francesi.Vinsero i primi e, ancora una volta, il Collegio fu saccheggiato e i Padri e i Convittori furono spogliati di ogni cosa. E la scena si ripeté spesso, cambiavano soltanto i protagonisti. Infine con un decreto del 10 settembre del 1810 Napoleone pensò bene di sopprimere gli Ordini Religiosi. Il Collegio fu chiuso e i Padri furono costretti e deporre l'abito religioso e a far ritorno ai loro paesi natii. Ma prima di partire, si guardarono negli occhi e decisero in cuor loro di ritornare appena le condizioni politiche lo avrebbero permesso.
Dopo quattro anni di gravi difficoltà ecco il ritorno tanto desiderato. Nel 1814 il Sotto Prefetto, a nome suo e della città, richiamò i Somaschi alla direzione delle scuole. Si possono facilmente immaginare i sentimenti che inondarono il cuore dei Padri Pagano, Spinola e dei due fratelli Torriani! L'anno seguente, passata Genova ai Savoia, il re Vittorio Emanuele I concesse la riapertura della Chiesa e un anno dopo, per mezzo della Deputazione agli Studi di Genova, affidò ai Somaschi anche la direzione del Collegio Reale di Genova. Primo rettore il P. Pagano. Non molto tempo dopo fu riaperto anche il Convitto.

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