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Tracce di Girolamo |
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Uno zio quasi pazzo
di Claudia Pili |
Suor Gregoria Miani, al
secolo Elena Miani, nacque da Luca Miani, fratello
di Girolamo, e da sua moglie Cecilia. Dopo la morte
del padre fu affidata con i suoi fratelli alla
tutela degli zii, soprattutto di Girolamo che, non
avendo famiglia propria, si occupò dei loro
interessi.
A 17 anni Elena entrò nel monastero di Sant’Alvise,
in cui trascorse molto devotamente il resto della
vita.
Suor Gregoria conservò venerazione per lo zio e
parlava frequentemente alle consorelle del suo
“barba santo”. La fanciulla Elena lo vide negli anni
di profonda trasformazione della sua vita, dal 1525
al 1531, quando Girolamo decise di dedicarsi
completamente alle opere di carità. Riaffiora nei
suoi racconti il ricordo della giovinezza dello zio
(“era stato un giovane che si era dato buon tempo”)
e della sua conversione (“ma poi convertito si dette
tutto allo spirito”).

Sempre da lei si viene a
sapere che la cognata Cecilia rimproverava spesso
Girolamo perché temeva che la sua prodigalità
potesse danneggiare i nipoti e che la sua mania di
dare era giudicata da tutti talmente eccessiva da
farlo ritenere addirittura pazzo.
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Vivere al 100% |
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Non sono i sogni
a mancarci
di M.
Cristina Sanna |
Talvolta non sono i sogni a
mancarci, ma l’energia per raggiungerli. Li si vede
come una meta lontana, quasi sfuocata, o magari si
avverte quasi la possibilità di sfiorarli, ma con
una miriade di impedimenti nel mezzo. Ci sarebbe da
demoralizzarsi e da lasciar perdere tutto.
Come vivere l’attesa? Esiste un bellissimo paragone.
Proviamo ad immaginarci la nostra vita come
un’infinita scia di candele che ci scorrono davanti.
Per fare chiaro, il nostro compito è quello di
accenderle. Noi possiamo sceglierne una tra quelle
che devono ancora passarci davanti, ma se
aspettassimo quella senza accendere le altre nel
mezzo, rischieremmo di restare al buio e di non
vederla quando passa. Potremmo anche restare
abbagliati nell’ammirare una candela accesa che ci
scorre davanti, ma se non ne accendessimo altre nel
frattempo, rischieremmo ad un certo punto di non
vederla più e di aver perso la possibilità di
trovarne altre altrettanto belle.
A ben pensarci così è anche la nostra vita: di
occasioni-candele che ci passano davanti ce n’è a
migliaia. Se stessimo ad aspettare di cogliere solo
quella giusta rischieremmo di farcela scappare senza
neanche accorgercene. Allo stesso modo, se
guardassimo solo le occasioni perse, rimpiangendole,
chissà quante ne perderemmo di buone. “Carpe diem”,
cogli l’attimo: se lo si lasciasse solo come il
motto di un film (“L’attimo fuggente”) si perderebbe
la possibilità di sperimentare la bellezza di tanti
piccoli momenti, la gioia di tanti incontri che a
prima vista nulla hanno a che vedere con il cammino
che ci porta a realizzare il nostro sogno, ma che a
ben vedere sono proprio ciò che ci serve per
illuminare i nostri passi nel frattempo. |
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Altri
occhi |
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C`e un`altra terra su questa terra
di Michele Marongiu |
``E
triste separarsi dagli amici,,
Spesso la vita
ci costringe a separarci dagli amici. Succede
l’ultimo giorno di scuola, alla fine dell’estate, ad
un trasferimento di casa… Accade talvolta
all’improvviso lasciandoci sgomenti, altre volte
come un momento che si avvicina piano
inesorabilmente. Può trattarsi di una separazione
temporanea, ma anche definitiva. Può accadere
persino di veder morire un amico.
Come vivremo ora lontani dai compagni di avventure,
da chi rideva e piangeva con noi, da chi rendeva
confortevole anche il silenzio?
Il distacco può essere il momento più triste della
vita, ma può essere anche la porta per entrare in
un’altra dimensione. Accade quando ci accorgiamo che
dai veri amici è impossibile dividersi. Allontanarsi
fisicamente non vuol dire perdersi. Il rapporto che
ci lega infatti non viene intaccato dal distacco,
non diminuisce, il tempo stesso sembra fermarsi.
Avete mai incontrato un amico dopo molto tempo di
lontananza? Avete notato che il rapporto era
immediato, quasi si continuasse una conversazione
dal punto esatto in cui era stata sospesa? Gli amici
vivono in noi, sono una parte di noi stessi, non è
possibile separarsi, la distanza non fa altro che
rendere più forte e profonda questa loro presenza
silenziosa e viva.
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Come sta andando il sito dei giovani “somaschi”...
Qualche domanda al suo
curatore, il webmaster p. Roberto Frau. Gli utenti
sono in diminuzione o in crescita?
- Il numero varia a seconda dei periodi. Tieni
conto che sono più che raddoppiati nell’ultimo
anno e abbiamo toccato punte di 3000 visite
mensili e più di 12.000 pagine consultate.
Si collegano solo dall’Italia?
- Gli italiani sono i principali visitatori ma
arrivano da molti altri stati (almeno 43) specie
di lingua spagnola.
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Siamo presenti nei
principali motori di ricerca?
- Certo, da Google a Virgilio a Yahoo e almeno in
un’altra trentina.
Quali pagine sono più
visitate?
- La pagina di sussidi scaricabili e alcune
rubriche di formazione spirituale e psicologica (Psicologia,
La frase della settimana, La bussola, Doppio
Clic).
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Quanti giovani ti aiutano in
questo lavoro?
- Ci sono alcuni collaboratori fissi come Cinzia (Psicologia),
Nicolino e Dorina (Noi due), Roberta (musica&Musica)
ma tanti altri sono quelli che di volta in volta
inviano un contributo, un’esperienza, una notizia...
Pensi che S. Girolamo sia
contento del sito?
- Lo vorrei ardentemente, perché il sito è
dedicato a lui e lui vorrebbe comunicare in un
linguaggio accessibile e universale, perché tanti
giovani ne possano seguire la scia.
Cosa ti motiva di più?
- Il desiderio di condividere con altri l’enorme
ricchezza di partecipare ad un carisma, quello di
Girolamo, che oltre ad essere ancora vivissimo ha
tutto lo spessore della storia. |
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Labels |
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Hip Hop
di Massimo Vaquer |
Li vediamo uscire da scuola,
attraversare la strada, fermi davanti alle vetrine,
vestiti con i pantaloni over-size, magliette
sportive larghe, scarpe da ginnastica, cappellino.
Sono 15/18 enni Hip Hop, ascoltano musica Breake
dance, cantano e rappano le canzoni con un mix di
rapper e Dj, ispirandosi ai modelli d’oltre oceano.
Potrebbe sembrarci solo una moda, ma non è solo
questo!

E’ un modo di essere, è ormai un movimento che
accomuna le varie CREW (sono i gruppi di
appartenenza) italiane. I punti fissi, ovvero le
regole da rispettare all’interno della crew, sono
scelte dai componenti, per lo più sono valori di
lealtà, aiuto reciproco e sincerità. Ogni componente
della crew, ha una sua TEG, un soprannome che lo
distingue e con cui si firma.
In genere le varie Crew si incontrano alla JAM dove
ci si confronta a colpi di Breakers, di Dj’s o di
skate, facendo così emergere i migliori.
Per lo più vediamo in giro i loro graffiti sui muri,
coloratissimi e particolari, sono il desiderio di
essere protagonisti, di emergere, un modo di dire:
“ci sono anch’ io!”.
Molti parlano di nuova Pop Art, ma questo, lo
potremo giudicare continuando a osservare i loro
lavori.
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Parole difficili |
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Procurarsi amici
(Luca 16,9)
di Fabrizio
Macchi |
Procuratevi amici con la
disonesta ricchezza, perché, quand’essa verrà a
mancare, vi accolgano nelle dimore eterne” (Lc 16,9)
Se non sapessimo che queste parole sono uscite dalla
bocca di Gesù, potremmo pensare che siano da
attribuire a qualche personaggio losco dei romanzi
del commissario Montalbano.
Lo smarrimento iniziale invece svanisce se le
vediamo nel loro contesto. Il capitolo 16 di Luca,
infatti, va letto per comprendere questa frase alla
luce di come Gesù intenda il problema del giusto
rapporto con i beni materiali. Nella tradizione
biblica è indiscutibile che solo Dio è il vero
padrone della creazione. All’uomo è stato solamente
concesso il privilegio di amministrare i beni che il
Signore gli dà. Compreso ciò, capiamo allora perché
Gesù loda l’amministratore infedele. Cosa apprezza
Gesù di quest’uomo? La saggezza che lo ha spinto ad
usare i beni del suo padrone per procurarsi degli
amici che lo potessero accogliere in futuro. Nella
parabola successiva, quella di Lazzaro e del ricco
epulone, qual è l’atteggiamento criticato? Si
condanna un uso dei beni materiali che ignora la
necessità di condividere il superfluo con chi non ha
neanche il necessario per una vita dignitosa.
Illuminati dalla Parola, riusciranno i figli della
luce ad usare i beni materiali per procurarsi la
salvezza eterna?
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E “due”! L’anno scorso fu un
tentativo e una sfida: un esperimento nuovo.
Quest’anno si replica con la fiducia di avere come
base un’esperienza riuscita che ha dato tanti frutti.
Gli “esercizi spirituali somaschi per giovani” sono
cinque giorni rivolti ai giovani che a contatto con
i padri somaschi desiderano riappropriarsi della
propria vita alla luce del carisma di San Girolamo
Emiliani.
La stessa cadenza delle giornate seguirà
un’ispirazione somasca: “devozione, carità, lavoro”
che Girolamo aveva indicato ai suoi compagni come
“fondamenti dell’opera” che stava nascendo davanti
ai loro occhi. Per cui alla meditazione, il silenzio
e la preghiera personale, si alterneranno momenti di
lavoro comunitario e spazi di condivisione della
propria vita alla luce della Parola di Dio.
Quest’anno si svolgeranno dal 20 al 25 agosto
sull’affascinante scenario del Lago di Nemi, presso
l’antico convento del santuario del Santissimo
Crocifisso di Nemi. La Provvidenza ci ha dato ancora
una volta una casa all’ombra del Crocifisso, sotto
cui è cominciata l’esperienza e l’avventura
spirituale di Girolamo.

Se questo progetto ti
interessa ed hai un’età compresa tra i 20 e i 30
anni puoi contattare i Somaschi della tua città,
oppure visita lo “special site” dedicato all’evento
all’indirizzo:
www.somgiovani.it/esercizigiovani.
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in formato pdf il file del foglio di collegamento
per i giovani |
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