La rivista italiana

dei Padri Somaschi

 

Aprile/Giugno 2004 - Nº 127

Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE vitasomasca@somaschi.org

a cura di Michele MARONGIU

 

 

Tracce di Girolamo

Uno zio quasi pazzo

di Claudia Pili

     

Suor Gregoria Miani, al secolo Elena Miani, nacque da Luca Miani, fratello di Girolamo, e da sua moglie Cecilia. Dopo la morte del padre fu affidata con i suoi fratelli alla tutela degli zii, soprattutto di Girolamo che, non avendo famiglia propria, si occupò dei loro interessi.
A 17 anni Elena entrò nel monastero di Sant’Alvise, in cui trascorse molto devotamente il resto della vita.
Suor Gregoria conservò venerazione per lo zio e parlava frequentemente alle consorelle del suo “barba santo”. La fanciulla Elena lo vide negli anni di profonda trasformazione della sua vita, dal 1525 al 1531, quando Girolamo decise di dedicarsi completamente alle opere di carità. Riaffiora nei suoi racconti il ricordo della giovinezza dello zio (“era stato un giovane che si era dato buon tempo”) e della sua conversione (“ma poi convertito si dette tutto allo spirito”).

 


 

Sempre da lei si viene a sapere che la cognata Cecilia rimproverava spesso Girolamo perché temeva che la sua prodigalità potesse danneggiare i nipoti e che la sua mania di dare era giudicata da tutti talmente eccessiva da farlo ritenere addirittura pazzo.

  

  Vivere al 100%

Non sono i sogni
a mancarci

di M. Cristina Sanna

     

Talvolta non sono i sogni a mancarci, ma l’energia per raggiungerli. Li si vede come una meta lontana, quasi sfuocata, o magari si avverte quasi la possibilità di sfiorarli, ma con una miriade di impedimenti nel mezzo. Ci sarebbe da demoralizzarsi e da lasciar perdere tutto.
Come vivere l’attesa? Esiste un bellissimo paragone.
Proviamo ad immaginarci la nostra vita come un’infinita scia di candele che ci scorrono davanti. Per fare chiaro, il nostro compito è quello di accenderle. Noi possiamo sceglierne una tra quelle che devono ancora passarci davanti, ma se aspettassimo quella senza accendere le altre nel mezzo, rischieremmo di restare al buio e di non vederla quando passa. Potremmo anche restare abbagliati nell’ammirare una candela accesa che ci scorre davanti, ma se non ne accendessimo altre nel frattempo, rischieremmo ad un certo punto di non vederla più e di aver perso la possibilità di trovarne altre altrettanto belle.
A ben pensarci così è anche la nostra vita: di occasioni-candele che ci passano davanti ce n’è a migliaia. Se stessimo ad aspettare di cogliere solo quella giusta rischieremmo di farcela scappare senza neanche accorgercene. Allo stesso modo, se guardassimo solo le occasioni perse, rimpiangendole, chissà quante ne perderemmo di buone. “Carpe diem”, cogli l’attimo: se lo si lasciasse solo come il motto di un film (“L’attimo fuggente”) si perderebbe la possibilità di sperimentare la bellezza di tanti piccoli momenti, la gioia di tanti incontri che a prima vista nulla hanno a che vedere con il cammino che ci porta a realizzare il nostro sogno, ma che a ben vedere sono proprio ciò che ci serve per illuminare i nostri passi nel frattempo.

 Altri occhi

C`e un`altra terra su questa terra

di Michele Marongiu

     

``E triste separarsi dagli amici,,

Spesso la vita ci costringe a separarci dagli amici. Succede l’ultimo giorno di scuola, alla fine dell’estate, ad un trasferimento di casa… Accade talvolta all’improvviso lasciandoci sgomenti, altre volte come un momento che si avvicina piano inesorabilmente. Può trattarsi di una separazione temporanea, ma anche definitiva. Può accadere persino di veder morire un amico.
Come vivremo ora lontani dai compagni di avventure, da chi rideva e piangeva con noi, da chi rendeva confortevole anche il silenzio?
Il distacco può essere il momento più triste della vita, ma può essere anche la porta per entrare in un’altra dimensione. Accade quando ci accorgiamo che dai veri amici è impossibile dividersi. Allontanarsi fisicamente non vuol dire perdersi. Il rapporto che ci lega infatti non viene intaccato dal distacco, non diminuisce, il tempo stesso sembra fermarsi. Avete mai incontrato un amico dopo molto tempo di lontananza? Avete notato che il rapporto era immediato, quasi si continuasse una conversazione dal punto esatto in cui era stata sospesa? Gli amici vivono in noi, sono una parte di noi stessi, non è possibile separarsi, la distanza non fa altro che rendere più forte e profonda questa loro presenza silenziosa e viva.

 


Come sta andando il sito dei giovani “somaschi”...


Qualche domanda al suo curatore, il webmaster p. Roberto Frau. Gli utenti sono in diminuzione o in crescita?
- Il numero varia a seconda dei periodi. Tieni conto che sono più che raddoppiati nell’ultimo anno e abbiamo toccato punte di 3000 visite mensili e più di 12.000 pagine consultate.
Si collegano solo dall’Italia?
- Gli italiani sono i principali visitatori ma arrivano da molti altri stati (almeno 43) specie di lingua spagnola.

Siamo presenti nei principali motori di ricerca?
- Certo, da Google a Virgilio a Yahoo e almeno in un’altra trentina.
Quali pagine sono più visitate?
- La pagina di sussidi scaricabili e alcune rubriche di formazione spirituale e psicologica (Psicologia, La frase della settimana, La bussola, Doppio Clic).

Quanti giovani ti aiutano in questo lavoro?
- Ci sono alcuni collaboratori fissi come Cinzia (Psicologia), Nicolino e Dorina (Noi due), Roberta (musica&Musica) ma tanti altri sono quelli che di volta in volta inviano un contributo, un’esperienza, una notizia...
Pensi che S. Girolamo sia contento del sito?
- Lo vorrei ardentemente, perché il sito è dedicato a lui e lui vorrebbe comunicare in un linguaggio accessibile e universale, perché tanti giovani ne possano seguire la scia.
Cosa ti motiva di più?
- Il desiderio di condividere con altri l’enorme ricchezza di partecipare ad un carisma, quello di Girolamo, che oltre ad essere ancora vivissimo ha tutto lo spessore della storia.


Labels

Hip Hop

di Massimo Vaquer

     

Li vediamo uscire da scuola, attraversare la strada, fermi davanti alle vetrine, vestiti con i pantaloni over-size, magliette sportive larghe, scarpe da ginnastica, cappellino. Sono 15/18 enni Hip Hop, ascoltano musica Breake dance, cantano e rappano le canzoni con un mix di rapper e Dj, ispirandosi ai modelli d’oltre oceano. Potrebbe sembrarci solo una moda, ma non è solo questo!


E’ un modo di essere, è ormai un movimento che accomuna le varie CREW (sono i gruppi di appartenenza) italiane. I punti fissi, ovvero le regole da rispettare all’interno della crew, sono scelte dai componenti, per lo più sono valori di lealtà, aiuto reciproco e sincerità. Ogni componente della crew, ha una sua TEG, un soprannome che lo distingue e con cui si firma.
In genere le varie Crew si incontrano alla JAM dove ci si confronta a colpi di Breakers, di Dj’s o di skate, facendo così emergere i migliori.
Per lo più vediamo in giro i loro graffiti sui muri, coloratissimi e particolari, sono il desiderio di essere protagonisti, di emergere, un modo di dire: “ci sono anch’ io!”.
Molti parlano di nuova Pop Art, ma questo, lo potremo giudicare continuando a osservare i loro lavori.

  

Parole difficili

Procurarsi amici

     (Luca 16,9)

di Fabrizio Macchi

   

Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne” (Lc 16,9)
Se non sapessimo che queste parole sono uscite dalla bocca di Gesù, potremmo pensare che siano da attribuire a qualche personaggio losco dei romanzi del commissario Montalbano.
Lo smarrimento iniziale invece svanisce se le vediamo nel loro contesto. Il capitolo 16 di Luca, infatti, va letto per comprendere questa frase alla luce di come Gesù intenda il problema del giusto rapporto con i beni materiali. Nella tradizione biblica è indiscutibile che solo Dio è il vero padrone della creazione. All’uomo è stato solamente concesso il privilegio di amministrare i beni che il Signore gli dà. Compreso ciò, capiamo allora perché Gesù loda l’amministratore infedele. Cosa apprezza Gesù di quest’uomo? La saggezza che lo ha spinto ad usare i beni del suo padrone per procurarsi degli amici che lo potessero accogliere in futuro. Nella parabola successiva, quella di Lazzaro e del ricco epulone, qual è l’atteggiamento criticato? Si condanna un uso dei beni materiali che ignora la necessità di condividere il superfluo con chi non ha neanche il necessario per una vita dignitosa.
Illuminati dalla Parola, riusciranno i figli della luce ad usare i beni materiali per procurarsi la salvezza eterna?

Incontri

Loreto 2004

   

E “due”! L’anno scorso fu un tentativo e una sfida: un esperimento nuovo. Quest’anno si replica con la fiducia di avere come base un’esperienza riuscita che ha dato tanti frutti.
Gli “esercizi spirituali somaschi per giovani” sono cinque giorni rivolti ai giovani che a contatto con i padri somaschi desiderano riappropriarsi della propria vita alla luce del carisma di San Girolamo Emiliani.
La stessa cadenza delle giornate seguirà un’ispirazione somasca: “devozione, carità, lavoro” che Girolamo aveva indicato ai suoi compagni come “fondamenti dell’opera” che stava nascendo davanti ai loro occhi. Per cui alla meditazione, il silenzio e la preghiera personale, si alterneranno momenti di lavoro comunitario e spazi di condivisione della propria vita alla luce della Parola di Dio.
Quest’anno si svolgeranno dal 20 al 25 agosto sull’affascinante scenario del Lago di Nemi, presso l’antico convento del santuario del Santissimo Crocifisso di Nemi. La Provvidenza ci ha dato ancora una volta una casa all’ombra del Crocifisso, sotto cui è cominciata l’esperienza e l’avventura spirituale di Girolamo.
 

 

Se questo progetto ti interessa ed hai un’età compresa tra i 20 e i 30 anni puoi contattare i Somaschi della tua città, oppure visita lo “special site” dedicato all’evento all’indirizzo:
www.somgiovani.it/esercizigiovani.


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