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Somasca: L’urna aperta
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Martedì
13 luglio, alla presenza di don Giampietro Masseroli,
rappresentante della Curia Diocesana di Bergamo, sono
stati tolti i sigilli dell'urna delle sante Reliquie di
san Girolamo e si è proceduto all'apertura e
all'estrazione delle reliquie in quanto l'urna (risalente
al 1867) necessitava di un restauro. Erano presenti
all'apertura: p. Luigi Ghezzi, preposito provinciale; p.
Adalberto Papini, superiore di Casa Madre; p. Maurizio
Brioli, archivista e bibliotecario e fr. Giuseppe
Ronchetti, sacrista della basilica. Sotto le reliquie è
stata rinvenuta la pergamena che riporta la
testimonianza della prima collocazione del 24 ottobre
1867, firmata da don Colombelli Pro Vicario Generale
della Diocesi di Bergamo, e sul verso una aggiunta in
occasione dell'unica apertura avvenuta il 14 luglio 1930
da p. Cesare Tagliaferro quando venne tolto un osso da
collocare nel grande reliquiario della Basilica e
un'ampolla delle ceneri da mettere sul petto del
simulacro posto nella nuova grande urna di bronzo. È
stata ritrovata anche una lamina di piombo molto
consunta, che riporta inciso le seguenti parole B.
HIERONYM MIANUS, risalente alla primitiva sepoltura.
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Arca de Noè - Colombia: inseriti nella
società locale
Dal 23 luglio al 1
agosto, la "Cooperativa social Arca de Noè", una struttura somasca
gestita da una coppia di laici al servizio dei ragazzi di strada nella
città colombiana di Pasto, ha partecipato attivamente alla 8ª Feria
EXPOANDINA 2004, che da alcuni anni si svolge nel capoluogo della
Regione Nariño e che accoglie le imprese del settore commerciale della
Regione e delle Regioni del Sud della Colombia. È una fiera riservata a
questo settore: non è previsto il settore sociale... Ma i responsabili
dell'Arca hanno deciso di parteciparvi perché convinti che il terzo
settore -il sociale- è parte attiva della vita e della politica
cittadina. È questa un'occasione ottima per l'inserimento dei ragazzi-giovani
nella società civile e per far conoscere l'Arca de Noè. La Cooperativa è
funzionante da quasi due anni ed è costituita da educatori e giovani. Il
progetto educativo prevede diversi settori lavorativi e coinvolge più di
50 persone. Risponde alla filosofia dell'economia solidale e al
convincimento che questa modalità lavorativa -il cooperativismo- è un
valido aiuto per il futuro dei nostri ragazzi. Due i momenti basilari:
uno, quello strettamente educativo/istruttivo, sotto la responsabilità
degli educatori e che coinvolge tutta la vita della comunità, in vista
del recupero e il reinserimento sociale; l'altro, quello a carattere più
professionale: un'officina per la riparazione delle moto, di cui è
responsabile uno dei ragazzi dell'Arca de Noé, specializzata in moto di
corsa e il recupero delle moto antiche, che ora sta anche creando la
propria squadra. E poi il panificio, dove lavorano una ventina di
giovani, che da pochi giorni prepara i pasti per le scuole pubbliche
della città, in convenzione con il comune, e ha in progetto - si spera
in tempi brevi- l'apertura di un ristorante...

Nella nostra famiglia
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Negli ultimi mesi, la
famiglia somasca ha partecipato con gioia all'offerta definitiva di
alcuni giovani religiosi a Cristo nei poveri. P. Pasquale Macchia, della
Provincia romana, è stato ordinato sacerdote il 4 giugno 2004 nella
Chiesa Madre "San Nicola" in Toritto (BA) per l'imposizione delle mani e
la preghiera consacratoria di Mons Francesco Cacucci. La Southeast Asia
Vice-Province "Mother of Orphans" (Filippine) ha celebrato in festa
l'ordinazione sacerdotale di due religiosi: il 12 giugno, nella Chiesa
di Sto. Domingo de Silos in Calatagan-Batangas, Fr. Melchor Hernandez
Umandal diventa sacerdote per la preghiera del vescovo di Imus, Cavite,
mons. Luis A. G. Tagle; e poi, il 26 giugno, nella Chiesa cattedrale di
San Fernando-Pampanga, mons. Paciano B. Aniceto, vescovo locale,
consacra Fr. Menandro Reyes Rivera. Tre giovani della Provincia andina
(Colombia) si sono consacrati definitivamente con la professione solenne
il 19 giugno nella Chiesa parrocchiale somasca di N.S.Guadalupe in
Bogotá: J. Pablo Velandía Estupiñán, D. Arturo Muñoz Buitrago, Juan C.
Gómez Quitián (foto).

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Emiliani- Guatemala |
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Domenica 16 maggio si è
svolta la benediziozione dei lavori di ristrutturazione dell'Istituto
Emiliani in Città di Guatemala. L'opera ebbe inizio circa 50 anni fa
come "Hogar escuela S. Teresa" per orfani e, nonostante siano state
realizzate nuove costruzioni e alcune migliorie, l'edificio originale
era ormai in condizioni precarie. I lavori sono stati eseguiti tra
luglio e gennaio scorso: gli alunni, per qualche settimana, hanno dovuto
utilizzare aule di emergenza. È stato rifatto completamente il tetto, e
di conseguenza l'impianto elettrico, l'intonato e sostituite porte e
finestre; e poi anche i pavimenti e gli scarichi. Alcune stanze, un
tempo dormitorio, sono state adibite a locali polivalenti. La
realizzazione del progetto è stata possibile grazie al contributo
economico della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), la Manos Unidas
spagnola, la Fondazione italiana "Danilo e Luca Fossati - Onlus", e la
Caritas-Austria, per interessamento dell'Ufficio Missionario della
nostra Curia generale, diretto da Fr. Galli. Tutto è stato seguito
convenientemente da fr. Víctor Guevara, con la consulenza di
professionisti esperti. Hanno dato un notevole contributo anche gli
alunni (interni ed esterni) nel periodo delle vacanze. La cerimonia ebbe
inizio con la Messa, celebrata da P. Gaetano Sacchi, superiore, con una
notevole partecipazione di invitati, genitori, amici dell'istituto, MM.
Somasche e Mater Orphanorum, oltre a dipendenti, insegnanti e alunni. Al
termine, la Direttrice scolastica prof.sa Elisabeth Balan, ha consegnato
una targa a fr. Víctor a nome della comunità educativa, come
riconoscimento per il suo impegno. Nel ringraziare, fr. Víctor ha
sottolineato che "...la ristrutturazione materiale deve andare di pari
passo al rinnovamento di valori importanti della nostra vita, come la
dignità umana e la fede". Dopo sono stati benedetti i locali rinnovati e
premiati i vincitori della Giornata culturale. La festa è continuata
fino a sera con attività ricreative e sportive, musica della "marimba" e
"tamales" (dolci) per tutti.

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Rapallo-S.
Francesco: Mini-corso esercizi spirituali
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Il gruppo "Amici delle opere somasche" di
Rapallo-Chiesa di S. Francesco, da sei anni, ad
ogni inizio di primavera (21-24 aprile),
organizza un mini-corso di esercizi spirituali.
Accompagnati sempre da p. Ambrogio Peisino,
superiore e loro assistente spirituale, salgono
a Somasca, presso il Centro di spiritualità, con
l'anelito di imparare da san Girolamo a spendere
la vita nel segno dell'amore. Quest'anno erano
in 20. Le linde camerette - tutte singole,
dotate di servizio - sono un utile ausilio per
momenti di riflessione e di introspezione
illuminata. Le ore della giornata sono scandite
da un ordinato programma che alterna i tempi
della preghiera collettiva (Liturgia delle ore -
S. Rosario) a quelli per la celebrazione della
S. Messa, per le conversazioni del Sacerdote,
per l'adorazione e la preghiera personale. Il
relatore, p. G. Oltolina, tiene due meditazioni
al giorno. Quest'anno, il tema centrale è
"Cristo crocifisso": la passione del Signore ha
sempre affascinato gli uomini; ultima prova il
recente film, assai discusso, di Gibson, che
presenta scene drammaticamente strazianti. Le
ore pomeridiani dell'ultimo giorno vengono
dedicate alla visita dei
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Luoghi sacri che raccontano i momenti salienti
della vita del Santo: dalla cappella della Madre
degli orfani, con annessa la piccola stanza dove
morì colpito dalla peste, alla via delle
Cappelle, alla Scala santa (la percorriamo
recitando il rosario) che conduce all'eremo
scavato nella roccia, testimone delle sue
penitenze e delle tante notti qui trascorse in
preghiera. Si scende poi alla "Valletta" e si
risale quindi, percorrendo un ripido sentiero,
alla "Rocca" e ai resti delle mura del castello
che la tradizione attribuisce all'Innominato dei
"Promessi Sposi". La giornata é ancora luminosa:
il sole splende sulla Valle di S. Martino che
dominiamo dall'alto. La serata conclude con un
canto corale, espressione vivace della
fraternità e letizia qui vissute.
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Bangalore - India: nuove professioni
religiose
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In
India, a Bangalore, domenica 9 maggio u.s. la
comunità somasca ha dato il suo caloroso e fraterno
benvenuto a quattro nuovi religiosi somaschi:
Agnal, Vinod, Justin e Johnson (foto 1),
provenienti da 4 diversi Stati dell’India con
proprio governo e lingua. A nome del padre Generale,
P. Alberto Monnis, responsabile delle realtà
somasche dell’India e Sri Lanka, ha ricevuto la loro
pubblica consacrazione a Dio con i voti di castità,
povertà e obbedienza vivendo da fratelli in comunità,
come ha vissuto s. Girolamo. Alla celebrazione
eucaristica hanno partecipato in numerosi: parenti,
religiosi, amici, ragazzi e orfani. I giovani dei
nostri gruppi di animazione hanno preparato gli
ambienti per l’occorrenza e hanno servito i pasti
per tutti gli invitati. A loro assicuriamo la
preghiera perché il seme ormai radicato e cresciuto
possa maturare pienamente e portare frutti di vita
eterna. In questo ambiente di festa, la domenica
successiva, 16 maggio, sono stati ordinati diaconi i
religiosi Joseph Thambi Kakumanu, Joseph Thambi
Bonagiri e Johnson Malayil (foto 2).
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MARIA
VALSECCHI, delle “aggregate” di Monte Mario
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Il 16 aprile si è spenta
a Roma Maria Valsecchi. Una vita lunga (91 anni) e, soprattutto una vita
vissuta intensamente. La famiglia era originaria della Valle di S.
Martino (Lecco). Qui, da bambina aveva frequentato il vicino santuario
di san Girolamo in Somasca. Era nata in lei, spontaneamente, una
devozione particolare al nostro Santo. Di qui è partita la scintilla che
ha de-terminato l'orientamento apostolico di tut- ta la sua vita. Nel
1936 si trasferì a Roma con tutta la famiglia (marito e due figli). Il
tempo per orientarsi nella capitale e nella vita ecclesiale e poi si è
inserita nella Parrocchia, dove ha lavorato per tanti anni nell'Azione
cattolica, finché le forze fisiche glie l'hanno permesso. Non aveva però
dimenticato il "suo" Santo, san Girolamo. Nel quartiere di Monte Mario,
dove abitava, aveva scoperto una dura realtà: molte famiglie immigrate
durante la guerra, avevano trovato una sistemazione molto precaria in
baracche o nei cunicoli dell'ex-forte di Monte Mario. Prese subito
contatto con i Padri Somaschi di S. Alessio sull'Aventino -1948-. Fu
così che ebbe inizio un apostolato tra quelle famiglie, con tanti
bambini. Maria trascinò, con il suo innato entusiasmo, altre persone a
collaborare e, in parrocchia, nacque il "Gruppo della S. Girolamo". Per
diversi anni il gruppo ha lavorato per quella povera gente. Cessata
l'emergenza, il gruppo, sempre guidato da Maria, ha continuato a
riunirsi ogni 15 giorni, per curare soprattutto la formazione spirituale
nello spirito di san Girolamo. Arrivando a celebrare il 50º di vita,
Maria ha ricevuto, con tutte le persone del gruppo, il riconoscimento
della Congregazione somasca con l'aggregazione spirituale,
riconoscimento tanto da loro apprezzato, da gioire nel l'essere chiamate
semplicemente "le Aggregate".

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