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Il miracolo della speranza
Il card. F.-X.Nguyen Van Thuan apostolo di pace
Di
contro a tanti che si autoassolvono dicendosi "credenti,
poco praticanti", ecco un "cattolico non credente" quale
si presentava - in odore di discussione religiosa -
Indro Montanelli, il principe del giornalismo italiano,
morto a 92 anni nel 2001, scrivendo sul suo "Corriere".
"Cardinale del laicismo professato", come dice nella
prefazione il suo amico Torelli, eppure vicino a preti e
vescovi, legato a persone di fede profonda, ammiratore
di papa Wojtyla, Montanelli si riteneva sprovvisto del
pacchetto della fede per una inadempienza postale del
Padre eterno. E come lasciato in ombra da Dio è voluto
morire, senza fede anche "in zona Cesarini", e senza
funerali con il latino del canto gregoriano. Tutti (o
quasi) i 76 convocati da Torelli a testimoniare sul
grande "toscanaccio" immaginano un dopo morte con
Montanelli alle prese con Dio, a esigere spiegazioni, a
scrutarlo in modo ravvicinato, a ritrarlo con quelle
definizioni fulminanti da scrittore combattente. E
pronto, tuttavia, in un dialogo senza astuzia e senza
prepotenza - quale era l'uomo - a dare conto di avere
sempre decifrato l'indecifrabile, sapendo che è
indecifrabile, "perché questo è il privilegio, che è
anche condanna, di essere uomini, cioè essere pensanti".
Se è vero che, su questo versante della vita, pensare
non vuol dire sapere, di là conoscere e godere sarà la
stessa cosa e la verità cercata il volto di Dio.
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di
A. Nguyen Van Chau
pp. 320 - San Paolo, 2004
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Santa Gianna
Beretta Molla
Sono note le obiezioni su una santa che, in definitiva, compie (aprile
1962, a 40 anni) ciò che altre mamme, allora e oggi, sanno fare:
sacrificare la vita per la figlia che nasce. A fugare queste perplessità
sta il riconoscimento che in lei, (anche medico e aderente all'Azione
Cattolica) sono ammirati e venerati altri genitori, capaci di fedeltà e
di silenzio ("tessuto solido della nazione italiana", disse il cardinale
di Milano nel 1994, anno della beatificazione) e sta il fatto della
dichiarazione ufficiale di santità della Chiesa, avvenuta il 16 maggio
2004. Il libro, in tre parti, si sofferma sulle radici familiari della
santa ("la Lombardia operosa e cristiana di cui era alla ricerca
Giovanni Testori alla fine della vita"), si sostanzia in una lunga
intervista al marito (Pietro Molla, oggi novantaduenne) e si conclude
informando sulla diffusione della fama e del messaggio di Gianna.
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di P. Molla e E. Guerriero
pp 112 - San Paolo, 2004
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Amico dei peccatori.
Amicizia e perdono nel Vangelo di Luca
Non è un caso che dei 29 utilizzi del termine "amico", nel Nuovo
Testamento, 15 si trovino in Luca. L'amicizia è il risvolto umano della
misericordia del Signore, il segno del suo passaggio tra noi. Nell'anno
delle domeniche del terzo Vangelo, quello della misericordia, è
provvidenziale guardare più da vicino colui che è stato insultato come "amico
dei pubblicani e dei peccatori", ricco di quella gratuita generosità che
è il marchio di autenticità dell'amicizia. Come spesso succede nel
Vangelo il titolo infamante diventa la sigla della professione di fede
del credente. Cinque volti in particolare, trasfigurati dal perdono,
riflettono la misericordia del Signore: Pietro, Levi, Zaccheo, la donna
peccatrice che bagna di lacrime il Signore, il ladrone crocifisso con
Gesù..
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di G. Corti
pp. 152 - Paoline, 2004
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Lettera a un adolescente
A suscitare l'interesse del pubblico per questo libro
(più edizioni dall'uscita a inizio d'anno) bastano la rilevanza degli
interlocutori ("gli adolescenti del benessere e dell'inutile di oggi") e
il prestigio professionale dell'autore (notevole il suo "Capire il
dolore", del 2003). Vi si aggiunge il genere della "lettera", scritta,
senza paternalismi e senza giovanilismi, per spiegare che l'adolescenza
(una metamorfosi che consente di raggiungere una certa stabilita') "è
tempo speciale di crescita, con le sue dinamiche, la sua bellezza e i
suoi pericoli". Le dinamiche: anzitutto i conflitti con i genitori,
lotte necessarie per crescere e tali se non distruttive e non elusive
delle indispensabili relazioni affettive. La bellezza: ovvero la
scoperta del corpo e il fascino del gruppo dei pari età (nella prima
adolescenza); il bisogno di un amore esclusivo e l'accostamento al sacro
(nella seconda adolescenza). E poi i pericoli, individuati nella
percezione inadeguata del rischio, del "tempo vissuto", della figura
dell'eroe momentaneo. Apparentemente senza norme e consigli, la lettera
fa appello a una grande generosità degli adolescenti (non sprecare la
vita e non gravarla di pesi inutili) e a una grande intelligenza (non
rinunciare ai principi generali, non mettere tutto sullo stesso piano,
non sperimentare tutto senza valutazioni).
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di V.
Andreoli
pp. 144 - Rizzoli, 2004
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Pietre e marmi antichi
Destinato a corsi universitari, il libro è segnalabile
anche a più lieve portata come tentativo riuscito di mettere ordine
nella cultura dei materiali "di pietra", spesso liquidati con la fredda
indicazione di "marmi". Fornito di apparato figurativo a colori, il
volume è pieno di dati e notizie sulle pietre antiche, di informazioni
inedite sul loro uso e riuso, nonché sul gusto di collezionare pietre in
antico. Soprattutto dall'ultimo dei dieci capitoli si ricava che il
genere lapideo costituiva una materia irrinunciabile per affidare, dal
quotidiano al trascendente, il desiderio di eternità. La tessitura dei
marmi e, soprattutto, il loro colore, avevano una forte capacità
simbolica, associata al potere e alle suggestioni tipiche di proprietà
taumaturgiche. Per esempio il porfido rosso antico è pietra imperiale
per eccellenza e viene poi assunto dalla Chiesa come la pietra più
prestigiosa perchè testimonia anche il sacrificio dei martiri. Inoltre
il porfido scandisce letteralmente la vita degli imperatori romani e
bizantini, tanto da far loro meritare l'ambito titolo di
"porfirogeniti". E nelle basiliche di Roma e Costantinopoli scelte per
le cerimonie di incoronazione degli imperatori si contavano, per lo
scopo, lunghi percorsi con "ruote di porfido rosso", lo stesso che
seguiva i sovrani all'ultima dimora, perpetuando così l'uso dei
monumentali sarcofagi porfiretici.

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di Autori Vari,
a cura di L. Lazzarini
pp. XII-194 - Cedam, 2004
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