La rivista italiana

dei Padri Somaschi

 

Luglio/Agosto 2004 - Nº 128

  

Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE

vitasomasca@somaschi.org


Recensioni

A. Nguyen Van Chau

P. Molla e E. Guerriero

G. Corti

V. Andreoli

Autori Vari

 

di Luigi AMIGONI

 

Il miracolo della speranza
Il card. F.-X.Nguyen Van Thuan apostolo di pace

Di contro a tanti che si autoassolvono dicendosi "credenti, poco praticanti", ecco un "cattolico non credente" quale si presentava - in odore di discussione religiosa - Indro Montanelli, il principe del giornalismo italiano, morto a 92 anni nel 2001, scrivendo sul suo "Corriere". "Cardinale del laicismo professato", come dice nella prefazione il suo amico Torelli, eppure vicino a preti e vescovi, legato a persone di fede profonda, ammiratore di papa Wojtyla, Montanelli si riteneva sprovvisto del pacchetto della fede per una inadempienza postale del Padre eterno. E come lasciato in ombra da Dio è voluto morire, senza fede anche "in zona Cesarini", e senza funerali con il latino del canto gregoriano. Tutti (o quasi) i 76 convocati da Torelli a testimoniare sul grande "toscanaccio" immaginano un dopo morte con Montanelli alle prese con Dio, a esigere spiegazioni, a scrutarlo in modo ravvicinato, a ritrarlo con quelle definizioni fulminanti da scrittore combattente. E pronto, tuttavia, in un dialogo senza astuzia e senza prepotenza - quale era l'uomo - a dare conto di avere sempre decifrato l'indecifrabile, sapendo che è indecifrabile, "perché questo è il privilegio, che è anche condanna, di essere uomini, cioè essere pensanti". Se è vero che, su questo versante della vita, pensare non vuol dire sapere, di là conoscere e godere sarà la stessa cosa e la verità cercata il volto di Dio.

di A. Nguyen Van Chau
pp. 320 - San Paolo, 2004


Santa Gianna Beretta Molla

Sono note le obiezioni su una santa che, in definitiva, compie (aprile 1962, a 40 anni) ciò che altre mamme, allora e oggi, sanno fare: sacrificare la vita per la figlia che nasce. A fugare queste perplessità sta il riconoscimento che in lei, (anche medico e aderente all'Azione Cattolica) sono ammirati e venerati altri genitori, capaci di fedeltà e di silenzio ("tessuto solido della nazione italiana", disse il cardinale di Milano nel 1994, anno della beatificazione) e sta il fatto della dichiarazione ufficiale di santità della Chiesa, avvenuta il 16 maggio 2004. Il libro, in tre parti, si sofferma sulle radici familiari della santa ("la Lombardia operosa e cristiana di cui era alla ricerca Giovanni Testori alla fine della vita"), si sostanzia in una lunga intervista al marito (Pietro Molla, oggi novantaduenne) e si conclude informando sulla diffusione della fama e del messaggio di Gianna.

di P. Molla e E. Guerriero
pp 112 - San Paolo, 2004


Amico dei peccatori.
Amicizia e perdono nel Vangelo di Luca

Non è un caso che dei 29 utilizzi del termine "amico", nel Nuovo Testamento, 15 si trovino in Luca. L'amicizia è il risvolto umano della misericordia del Signore, il segno del suo passaggio tra noi. Nell'anno delle domeniche del terzo Vangelo, quello della misericordia, è provvidenziale guardare più da vicino colui che è stato insultato come "amico dei pubblicani e dei peccatori", ricco di quella gratuita generosità che è il marchio di autenticità dell'amicizia. Come spesso succede nel Vangelo il titolo infamante diventa la sigla della professione di fede del credente. Cinque volti in particolare, trasfigurati dal perdono, riflettono la misericordia del Signore: Pietro, Levi, Zaccheo, la donna peccatrice che bagna di lacrime il Signore, il ladrone crocifisso con Gesù..

di G. Corti
pp. 152 - Paoline, 2004


Lettera a un adolescente

A suscitare l'interesse del pubblico per questo libro (più edizioni dall'uscita a inizio d'anno) bastano la rilevanza degli interlocutori ("gli adolescenti del benessere e dell'inutile di oggi") e il prestigio professionale dell'autore (notevole il suo "Capire il dolore", del 2003). Vi si aggiunge il genere della "lettera", scritta, senza paternalismi e senza giovanilismi, per spiegare che l'adolescenza (una metamorfosi che consente di raggiungere una certa stabilita') "è tempo speciale di crescita, con le sue dinamiche, la sua bellezza e i suoi pericoli". Le dinamiche: anzitutto i conflitti con i genitori, lotte necessarie per crescere e tali se non distruttive e non elusive delle indispensabili relazioni affettive. La bellezza: ovvero la scoperta del corpo e il fascino del gruppo dei pari età (nella prima adolescenza); il bisogno di un amore esclusivo e l'accostamento al sacro (nella seconda adolescenza). E poi i pericoli, individuati nella percezione inadeguata del rischio, del "tempo vissuto", della figura dell'eroe momentaneo. Apparentemente senza norme e consigli, la lettera fa appello a una grande generosità degli adolescenti (non sprecare la vita e non gravarla di pesi inutili) e a una grande intelligenza (non rinunciare ai principi generali, non mettere tutto sullo stesso piano, non sperimentare tutto senza valutazioni).

di V. Andreoli
pp. 144 - Rizzoli, 2004


Pietre e marmi antichi

Destinato a corsi universitari, il libro è segnalabile anche a più lieve portata come tentativo riuscito di mettere ordine nella cultura dei materiali "di pietra", spesso liquidati con la fredda indicazione di "marmi". Fornito di apparato figurativo a colori, il volume è pieno di dati e notizie sulle pietre antiche, di informazioni inedite sul loro uso e riuso, nonché sul gusto di collezionare pietre in antico. Soprattutto dall'ultimo dei dieci capitoli si ricava che il genere lapideo costituiva una materia irrinunciabile per affidare, dal quotidiano al trascendente, il desiderio di eternità. La tessitura dei marmi e, soprattutto, il loro colore, avevano una forte capacità simbolica, associata al potere e alle suggestioni tipiche di proprietà taumaturgiche. Per esempio il porfido rosso antico è pietra imperiale per eccellenza e viene poi assunto dalla Chiesa come la pietra più prestigiosa perchè testimonia anche il sacrificio dei martiri. Inoltre il porfido scandisce letteralmente la vita degli imperatori romani e bizantini, tanto da far loro meritare l'ambito titolo di "porfirogeniti". E nelle basiliche di Roma e Costantinopoli scelte per le cerimonie di incoronazione degli imperatori si contavano, per lo scopo, lunghi percorsi con "ruote di porfido rosso", lo stesso che seguiva i sovrani all'ultima dimora, perpetuando così l'uso dei monumentali sarcofagi porfiretici.

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di Autori Vari,
a cura di L. Lazzarini
pp. XII-194 - Cedam, 2004