La rivista italiana

dei Padri Somaschi

 

Luglio/Agosto 2004 - Nº 128

  

Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE

vitasomasca@somaschi.org

vita della Chiesa

La riforma scolastica
un po' di chiarezza

dott. Luigi MILONE

http://www.mentesociale.altervista.org/riformascolasticaART.htm

Mini-Vocabolario

della riforma scolastica

p. Franco MOSCONE

 

La riforma scolastica: un po' di chiarezza

Le innovazioni introdotte dall'avvio della Riforma dei Cicli Scolastici, attuata dal Ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, introducono nel sistema formativo italiano molteplici cambiamenti che coinvolgono sia il ruolo dello Stato all'interno della scuola, sia l'autonomia di scelta di ogni singolo discente.

    

Per capire infatti la riforma, bisogna risalire, oltre ad innumerevoli novità promosse dalla Comunità Europea,  alla riforma del Titolo V della Costituzione, modificato dalla Legge Costituzionale n. 3 del 18-10-2001 che attribuisce alle Regioni ed alle Province autonome competenze esclusive in materia di istruzione e formazione professionale.
Tale norma supera la tradizionale distinzione tra “scuola” e “istruzione artigiana e professionale”, proponendo una nuova classificazione dell’offerta formativa, definita sotto due entità:

- L’istruzione
  Corrisponde all’istruzione inferiore (obbligatoria) ed alla componente non professionalizzante dell’istruzione superiore
- L’istruzione e la formazione professionale
  Corrisponde agli Istituti Tecnici, Professionali, ma anche Centri di Formazione Professionale Regionale.

In tal senso, la riforma ridisegna l’intero sistema di offerta formativa, non più basato sulla centralità del concetto di scuola, bensì sul “criterio che sottende il carattere dei percorsi”; si presentano quindi due possibili tipologie di percorsi: il primo è l’istruzione che dovrebbe fornire allo studente una visione culturale generale, da completare con gli studi universitari e di formazione superiore. Un secondo carattere è invece quello “professionalizzante” che dovrebbe dotare gli individui delle competenze necessarie per inserirsi nel mercato del lavoro.  
Tale impostazione trova una base legiferativa attraverso la Legge 53/2003 (“Norme Generali sull’Istruzione e livelli essenziali delle prestazioni in materia di Istruzione e Formazione Professionale”).
Un concetto fondamentale nella Riforma dei Cicli Scolastici è l’introduzione del concetto di diritto e dovere formativo fino ai diciotto anni, promulgato recentemente da un decreto attuativo che supera il concetto di obbligo scolastico e di obbligo formativo. Il diritto-dovere è anche uno dei nodi maggiormente criticati in quanto, in giurisprudenza, il concetto di dovere è più debole in confronto a quello di obbligo; rispetto all’attuale obbligo formativo fino ai quindici anni, questa norma piuttosto che innalzare l’età scolare, permetterebbe una fuoriuscita degli studenti già al termine delle odierne scuole medie.
      

I nuovi Cicli Scolastici
Il nuovo assetto scolastico dovrebbe prevedere:

&  La scuola dell’infanzia, in sostituzione dell’attuale scuola materna

&  Il primo ciclo scolastico, comprendente:

1. la scuola primaria (cinque anni)

2. la scuola secondaria di primo grado (tre anni)

Esso sostituirebbe la scuola elementare e la scuola media, eliminando  gli esami di quinta elementare e mantenendo un unico esame di stato, al termine di tale ciclo.

&  Il secondo ciclo scolastico, comprendente:

1. Il sistema dei licei che prevede un percorso di cinque anni, costituito da due bienni ed un quinto anno dedicato all’approfondimento disciplinare ed un Esame di Stato conclusivo. Con il possesso di diploma di scuola superiore secondaria, si ha l’accesso all’Università e all’Alta Formazione artistica e musicale.

2. Il sistema dell’Istruzione e della Formazione Professionale, alternativo ai licei, prevede una durata minima di tre anni, alla fine dei quali si ottiene una qualifica triennale che da la possibilità di adempiere al diritto/dovere all’obbligo formativo fino ai diciotto anni; frequentando un quarto anno si ottiene un diploma di formazione, riferito alla figura del Tecnico e può prevedere un percorso unico o, come descritto, un cammino progressivo con un anno di formazione oltre la qualifica. Si ha inoltre la possibilità, previa frequenza di un quinto anno scolastico, di sostenere l’Esame di Stato per l’accesso all’Università e all’Alta Formazione artistica e musicale. Allo stesso tempo è possibile cambiare indirizzo e passare da un sistema all’altro (Licei, formazione professionale), con la frequenza di apposite iniziative didattiche.
Gli studenti che abbiano compiuto 15 anni nell’esercizio del diritto/dovere hanno la possibilità  di svolgere la formazione fino ai 18 anni attraverso l’alternanza di studio e lavoro usufruendo della riforma dei contratti di apprendistato. I percorsi di alternanza scuola/lavoro sono progettati, attuati e verificati sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica e formativa sulla base di apposite convenzioni prese con le associazioni di rappresentanza, con le imprese e gli enti pubblici e privati. La riforma dell’apprendistato è una delle norme più criticate in quanto, viene da molti indicata come regolarizzazione dello sfruttamento del lavoro minorile, creando manovalanza a basso costo e lavoratori per nulla formati, ma inquadrati fin da giovane età all’asservimento lavorativo.

&  Istruzione e formazione superiore: che comprende l’università (lauree  e lauree specialistiche) e i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore ( gli  IFTS  introdotti in Italia nel 1999 sono articolati in percorsi che hanno l’obiettivo di far raggiungere ai giovani e agli adulti occupati e non, un livello culturale elevato e una formazione tecnica e professionale approfondita).

Le varie tappe della riforma, i decreti attuativi, e tutta la documentazione necessaria all'approfondimento dell'argomento sono scaricabili all'interno del sito del MIUR (www.miur.it); all'indirizzo http://www.istruzione.it/mpi/progettoscuola/allegati/nuovi_ordin03.pdf, è possibile invece visionare uno schema sintetico della riforma e del nuovo assetto dei cicli scolastici sopra descritto.

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Mini-Vocabolario della riforma scolastica

 

Le nuove parole della scuola italiana

 

 

 

 

P. Franco Moscone crs

Pres. Reg. FIDAE Liguria

    

Educazioni - Già a partire dalla fine degli anni Ottanta il Ministero della Pubblica Istruzione aveva promosso una

serie di campagne o progetti per

promuovere l’attenzione della scuola ad alcune dimensioni della crescita personale degli alunni che solitamente rimanevano trascurate dall’impianto rigidamente disciplinare e intellettuale della scuola italiana: a puro titolo esemplificativo si ricorda l’educazione alla salute, alla pace,

alla democrazia, ai diritti umani, alla legalità, all’ambiente, alla sicurezza, all’alimentazione, alla sessualità, alla mondialità, ecc. Questo impegno “educativo” della scuola (inteso come superamento di una scuola della sola “istruzione”) è poi confluito nell’educa-zione alla convivenza civile della R.M.

Formazione - Sono sostanzialmente due i significati della formazione. Da una parte è il contenitore generico di tutte le azioni compiute dalla scuola per raggiungere i suoi fini formativi, cioè rivolti alla crescita dell’alunno in tutte le sue dimensioni; documenta questo significato il Piano dell’offerta formativa, in cui è raccolta l’intera proposta curricolare ed extracurricolare di una scuola, o l’obbligo formativo, che comprendeva i percorsi svolti in diversi sistemi; in questo senso è da considerare sinonimo di educazione. Dall’altra parte indica il settore della formazione professionale anche se l’aggettivo che la qualifica è spesso omesso; si pensi al sistema educativo di istruzione e di formazione, istituito dalla R.M. è così denominato proprio per la presenza nel secondo ciclo dei due sottosistemi dei licei e dell’istruzione e formazione professionale; in questo senso, quindi, costituisce solo una parte dell’intero processo educativo e mira a far acquisire soprattutto competenze (v.) più o meno direttamente spendibili nel mondo del lavoro.

Laboratorio di recupero e sviluppo degli apprendimenti (LARSA) - Le attività laboratoriali sono quelle che prevedono un’azione concreta (anche, ma non necessariamente, manuale) da parte degli alunni. Nella R.M. si prevede il ricorso a queste forme di didattica attiva per azioni di recupero di apprendimenti non ancora realizzati o per l’approfondimento e lo sviluppo di settori culturali in cui lo studente manifesti particolari propensioni. I LARSA possono rivelarsi utili soprattutto per facilitare i passaggi da un indirizzo all’altro o per attivare particolari modalità di lavoro in alcuni ambiti disciplinari. La dinamica laboratoriale richiede che si superi la dimensione della classe scolastica e che si vadano a costituire gruppi più omogenei per livello o individuale.

Personalizzazione - È l’operazione fondamentale che la scuola intende fare con la R.M., consentendo a studenti e famiglie di costruirsi un percorso scolastico/formativo su misura delle proprie esigenze e capacità. Si distingue dalla individualizzazione perché confida nella responsabilità attiva degli studenti e delle famiglie anziché . attribuire solo all’insegnante il compito di costruire un percorso su misura dell’alunno.

L’operazione si realizza principalmente attraverso i PSP

 

Piano dell’offerta formativa (POF) - È il documento costitutivo dell’identità di

una scuola, introdotto dall’art. 3 del DPR

275/99 come conseguenza dell’autonomia scolastica. Esso raccoglie la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa di ogni scuola ed è elaborato dal Collegio dei docenti sulla base dei criteri formulati dal Consiglio di circolo o di istituto e delle proposte provenienti anche da gruppi informali di genitori e - nella scuola superiore - di studenti. L’approvazione definitiva spetta al Consiglio di circolo o di istituto.

Piano di studio personalizzato (PSP) - È l’oggetto della programmazione delle scuole e si caratterizza per una costruzione personalizzata in stretto rapporto con famiglie e studenti che sono corresponsabili delle scelte operate. Materialmente i PSP sono costituiti dall’insieme delle unità di apprendimento predisposte dagli insegnanti per ciascun alunno o gruppo di alunni.

Portfolio delle competenze - È uno degli strumenti con cui si intendono rinnovare alcune tipiche procedure scolastiche nei documenti attuativi della R.M. Diviso in due parti, rispettivamente dedicate alla valutazione e all’orientamento, raccoglierà i materiali più significativi per documentare il processo di crescita dell’alunno e sarà redatto dal docente tutor (v.) in collaborazione con la famiglia e lo stesso alunno, consentendo così di superare un modello di valutazione finale affidata esclusivamente agli insegnanti e promuovendo un processo di autovalutazione e di confronto costruttivo tra tutti gli attori del processo educativo.

Profilo culturale, educativo e professionale (PECUP) - La centralità dell’alunno è formalmente assicurata dal PECUP, che descrive quali competenze sono richieste allo studente al termine di ciascuno dei due cicli di istruzione e formazione. Di conseguenza, la progettazione didattica deve fare costante riferimento proprio a tale Profilo, per realizzare gli obiettivi in esso raccolti, che non disegnano un modello parziale di alunno ideale ma l’insieme delle prospettive che devono essere curate nella formazione.

Tutor - È il docente che dovrebbe coordinare il lavoro degli altri insegnanti nel team didattico di una classe (ed avere un orario settimanale prevalente nei primi tre anni di scuola primaria), accompagnando personalmente il processo di crescita degli alunni affidatigli e curando in particolare le relazioni con la famiglia e la compilazione del portfolio.

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Alternanza scuola-lavoro - L’art. 4 della riforma Moratti [R.M.](legge 53/03) prevede che, dopo il compimento dei quindici anni, i corsi liceali o del sistema di istruzione e formazione professionale possano essere svolti in alternanza con esperienze lavorative progettate, attuate e valutate dall’istituzione scolastica o formativa in collaborazione con le imprese, per meglio realizzare il percorso formativo e far acquisire agli studenti competenze spendibili nel mercato del lavoro.

Autonomia - L’art. 21 della legge 59/97 ha introdotto nell’ordinamento italiano l’autonomia delle istituzioni scolastiche, successivamente accolta anche nel testo della Costituzione dopo la riforma del suo Titolo V (2001). Ogni istituzione scolastica ha una propria personalità giuridica e gode di autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo, entro i limiti fissati dalla legge. Si supera così la precedente impostazione verticistica della scuola come sistema gerarchico che gestisce la periferia sulla base di decisioni prese centralmente dal Ministero. Il regolamento dell’autonomia è il DPR 275/99.

Curricolo - È il percorso che l’alunno deve compiere per raggiungere gli obiettivi didattici ed educativi che gli vengono proposti. L’adozione di una programmazione curricolare supera la didattica tradizionale basata sullo svolgimento del programma e affida agli insegnanti il compito di progettare l’intero percorso scegliendo liberamente e coerentemente le modalità più efficaci per il raggiungimento di quegli obiettivi. Al curricolo disciplinare, che sintetizza le operazioni previste dall’insegnante per l’apprendimento dell’alunno, si può affiancare per . estensione il curricolo di istituto, che descrive l’offerta formativa della singola scuola sul piano disciplinare, o il curricolo di indirizzo, che descrive le caratteristiche di un determinato indirizzo di studi, fatto di una quota obbligatoria ed una opzionale sulla base di quanto ora consente l’autonomia scolastica.

Diritto-dovere di istruzione e formazione - Il tradizionale obbligo scolastico, già contemplato anche dall’art. 34 della Costituzione per almeno otto anni di scuola, è stato trasformato dalla R.M. in diritto-dovere di istruzione e formazione, reinterpretando in tal senso anche l’obbligo formativo già introdotto dall’art. 68 della legge 144/99. Tale diritto-dovere dura almeno dodici anni o comunque fino al conseguimento di un diploma di qualifica entro i 18 anni di età e può essere soddisfatto, all’interno del secondo ciclo, sia nel sistema di istruzione che in quello di istruzione e formazione professionale.