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L'Anonimo
nella sua "Vita del Clarissimo Signor Girolamo
Miani Gentil Huomo Venetiano" con simpatica
naturalezza ci confida di aver fruito per molto tempo
dell'amicizia del Santo, "…il quale in vita mi
amò,quanto io non era degno, et col quale io
lungamente sono vissuto…". Pochi giorni dopo la morte
del Miani, mette mano a tramandarne la vita
identificandola con le opere cristiane. "Mi
mancherebbe il tempo s'io volessi narrare
particolarmente tutte l'opre sue cristiane. Nelle
quali avendo egli speso tutto quel c'havea…". Sempre
secondo l'Anonimo Dio si era servito della terribile
carestia del 1528 per "…svegliare gl'animi
degl'Italiani immersi nel sonno profondo de' vitii
abominevoli…" e per preparare "… dolce occasione al
suo nuovo soldato d'imitar il suo capitano Cristo
Gesù et di guadagnarsi il cielo."
Girolamo rende conto al nipote, fin nei minimi
particolari, del commercio della lana, che gli lascia,
si veste di panni grossolani e… "eletti alcuni
fanciulli di quelli ch'andavano mendicando, pigliò
una botega appresso San Rocco, ove aperse una tal
scola qual mai fu degno di veder Socrate con tutta la
sua sapienza. Quivi non Platone o Aristotele
insegnavano le scienze loro vane, ma s'insegnava come
per fede in Cristo et per imitatione della santa vita
sua l'huomo si faccia abitacolo dello Spirito Santo,
figliuolo et erede di Dio."
Tocca il cuore l'ammirazione per l'Amico e
l'entusiasmo col quale descrive la scuola "nuova" del
Miani che dovrà rivoluzionare la vita di tanti
piccoli infelici e ridare loro la dignità di persone
e di cristiani. Ma, subito, l'autore ritorna alla
realtà quotidiana: "Haveagli egli condotti alcuni
maestri ch'insegnavano a far brocche di ferro, con la
qual'arte se stesso e i fanciulli suoi essercitava…"
In queste poche righe appare lampante che la casa di
S. Rocco assumeva la fisionomia di una scuola di vita,
dove oltre ai maestri, grande importanza rivestivano
l'esempio del Miani e lo studio della dottrina
cristiana. Nasce l'istituto in concomitanza con la
scuola che non solo insegna a leggere e scrivere, ma
avvia pure al lavoro, alla conoscenza della dottrina
e della pratica cristiana e all'apprendimento di un
mestiere per vivere decorosamente. La cultura cessa
all'improvviso di essere privilegio del clero e dei
nobili per diventare mezzo di innalzamento sociale
dei poveri, degli abbandonati, degli ultimi. Una vera
rivoluzione copernicana!
Da Venezia il Miani
passa a Verona, Brescia, Bergamo, Milano, Somasca,
Como, Pavia e con l'aiuto di collaboratori religiosi
e laici fonda case sull'esempio di san Rocco. Quando
è lontano nelle lettere che scrive ai suoi compagni
raccomanda di vigilare attentamente affinché gli
orfanelli si esercitino nella lettura e nella
scrittura. Bernardin era l'orfanello che doveva
essere marcato a uomo, perché molto svogliato e…
furbo!
Dopo la morte del Fondatore ci fu un momento di
incertezza causata dalla mancanza della "guida" e
dalle inevitabili difficoltà degli inizi. Ma il
desiderio di non disperdere il patrimonio di santità
lasciato dal Miani, e il proposito di seguirne
l'esempio con tutte le forze, spinse i Nostri a
dedicarsi anima e corpo all'educazione cristiana e
culturale di tanti infelici. La competenza e la
passione dei Somaschi con le quali si dedicavano alla
cura dei fanciulli ben presto divenne di dominio
pubblico e da moltissime città d'Italia fu richiesta
la loro opera. Valga per tutte quello che scrive
Gregorio XIII nella Bolla, in data 15 ottobre 1583,
di fondazione del Collegio Gallio di Como: "…e così
essendo noto che ad assumere questo incarico sono
molto idonei i Chierici Regolari della Congregazione
di Somasca, perché l'esperienza ha già provato che
essi sono molto pratici ad allevare, sempre a onore e
frutto della gioventù…" Detto da un Papa… Ma la sua
lunga storia testimonia il prezioso e paziente lavoro
educativo dei Somaschi. È l'unico collegio che
dall'anno della sua fondazione è rimasto aperto
ininterrottamente fino ai nostri giorni e ha formato
e continua a formare numerosi alunni che si sono
distinti e si distinguono nel campo della santità,
della scienza, dell'arte e in ogni professione. Tra
tutti spiccano san Luigi Guanella, il beato G. B.
Scalabrini e il poeta Giovanni Bertani.

Portone del Collegio
Gallio
-Como (particolare) |

Istituto Emiliani - Rapallo |
Nel 1569, non molti anni dopo la morte del Fondatore,
la Compagnia era diffusa in sette regioni d'Italia e
contava già 24 residenze: Veneto (Venezia, Vicenza);
Lombardia (Brescia, Bergamo, Milano, Pavia, Somasca,
Mantova, Cremona); Piemonte (Biella, Vercelli,
Tortona); Liguria (Savona, Genova); Emilia (Ferrara,
Piacenza, Reggio); Marche (Recanati); Lazio (Roma),
di cui diciotto per orfani. Nel medesimo anno furono
cedute a Istituti femminili la cura delle orfane e
delle convertite che la carità del Miani non aveva
minimamente pensato a discriminare. Resta così
affidata ai Somaschi esclusivamente la cura della
gioventù maschile.
Già una disposizione del 1560 prescriveva che "in
tutte le opere li putti di ingegno si ammaestrino nel
leggere a tavola, nella grammatica di Donato e nello
scrivere le feste." Si insegnavano "le lettere e la
grammatica e l'abaco." Il maestro di grammatica
doveva essere un Padre, ma non il Rettore, come
risulta dai "Capitoli sopra il governo delli poveri
orfani di S. Martino di Porta Nuova di Milano del 24
Novembre 1585." Si trattava di una scuola
regolarmente impostata che impegnava tutta la
giornata del Maestro. Gli rimaneva giusto il tempo
per la celebrazione della S. Messa e per ascoltare la
domenica le confessioni (e noi abbiamo scoperto il
tempo pieno!). Che gli orfani studiassero non era
un'eccezione, anzi l'orfanotrofio di Roma rendeva
obbligatoria l'istruzione per tutti. E spesso
accadeva che, accanto agli orfani, fanciulli poveri
venissero ammessi gratuitamente alla scuola. Non
mancava chi, attratto dall'esempio dei Religiosi,
entrasse in Congregazione e dedicasse a sua volta la
vita a beneficio degli orfani.
Fu tanta la stima che i Somaschi si attirarono che
giunsero proposte di allargare il raggio d'azione. I
seminari avevano bisogno di formatori che
applicassero le direttive tridentine e preparassero
alla Chiesa pastori secondo il cuore di Dio. Oltre ai
propri numerosi seminari sparsi in tutta l'Italia
venne affidata ai Somaschi la direzione del Seminario
diocesano di Venezia dal quale uscirono uomini
illustri come Gaspare Gozzi e Ugo Foscolo. Anche i
collegi per i nobili decaduti e no come l'Accademia
dei Nobili alla Giudecca,a Venezia, e il Clementino a
Roma, nonché le Accademie Militari di Torino,
Racconigi e Napoli passarono alla direzione dei
Somaschi. È questo il periodo di maggior splendore,
che va dal 1550 al 1750, in cui i seguaci del Miani
si aprirono indistintamente a tutta la gioventù. È
doveroso ricordare però che gli orfani e i fan-ciulli
poveri non vennero mai trascurati.

Istituto s. Girolamo Emiliani -Corbetta |

Centro di Formazione Professionale -
Albate.Como |
È del 1769 l'elenco delle opere che conta una ventina
di Collegi su sessanta case religiose, compresi i tre
ospedali di Venezia (degli Innocenti, dei Mendicanti
e di S. Giovanni e Paolo). Vi erano rappresentate le
città di Roma, Ferrara, Napoli, Genova, Milano, Como,
Cremona, Trento, Brescia, Bergamo, Vicenza, Padova,
Treviso e Venezia. Ma anche località più umili come
Velletri, Amelia, Camerino, Macerata, Novi Ligure,
Fossano, Vercelli, Casale, Tortona, Alessandria,
Biella, Piacenza, Vigevano, Merate, Rivolta, Somasca,
Salò, Feltre, Cividale.
La rivoluzione francese stroncò senza pietà le
Istituzioni ecclesiastiche, si impossessò dei beni e
ridusse allo stato laicale i loro membri. Il
Congresso di Vienna migliorò la situazione ma, poco
dopo, nel regno di Piemonte e Sardegna la situazione
peggiorò. Il 29 Maggio 1855 fu emanata la famosa "Legge
contro i conventi": veniva ritirata l'approvazione
governativa a tutti gli Ordini religiosi che non
avevano per Regola la cura dei poveri e
l'insegnamento. Seguirono altre leggi del 1866 e 1867
dello stesso stampo. Le perdite furono gravissime. Ma
nel frattempo si notavano i primi segni di ripresa.
Nel 1869, a Spello, cittadina dell'Umbria, si apriva
il Collegio Rosi e più tardi veniva dotato di una
splendida residenza estiva, l'attuale Villa Fidelia.
Nel 1850 l'Amministrazione comunale di Rapallo
affidava l'insegnamento nelle scuole pubbliche ai
Somaschi: nasceva così il Collegio S. Francesco che
tanta parte ebbe ed ha ancora nell'istruzione e
nell'educazione della gioventù del Tigullio. Si era
salvato dalle soppressioni perché il Comune aveva
ceduto alla Congregazione soltanto l'uso dei locali
trattenendone la proprietà.
Il secolo XX segnò la lenta ripresa L'intuito e la
lungimiranza del P. Giovan Battista Moretti portarono
all'acquisto, nel 1890, della chiesa e dei locali
annessi che divennero poi il Collegio Emiliani di
Nervi, istituzione educativa meritatamente famosa e
cara alla città di Genova. Due anni dopo anche la
Svizzera ebbe il suo collegio, Dante Alighieri,
diretto dai Somaschi, poi mutato in Francesco Soave.
Nel 1928 Foligno offrì il Collegio Sgariglia: il bene
operato da questa Istituzione è testimoniato ancora
oggi dall'affetto della cittadinanza, anche se il
Collegio fu chiuso nel 1971. Ma fu anche il secolo
delle aperture all'estero. Centro America e Messico
segnarono l'inizio di una nuova espansione. Il passo
per l'America del Sud fu naturale. Non possiamo
dimenticare i grandi Collegi della Spagna degli anni
'50 e '60 e, infine, le opere nelle Filippine. Poi,
ancora difficoltà fino ai giorni nostri.
Una cosa è certa. Nella scuola non è mai venuta meno
l'attenzione ai più bisognosi. Forse da parte nostra
sta venendo meno quella voglia, logorante, ma
altamente gratificante, di condividere la vita con i
nostri ragazzi...
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