La rivista italiana

dei Padri Somaschi

 

Luglio/Agosto 2004 - Nº 128

  

Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE

vitasomasca@somaschi.org


Spa.Ra. [Spazio Ragazzi]   spara@somgiovani.net 

a cura di Andrea MARONGIU

 

UNA CATENA DI PREGHIERA

CHE AVVOLGA IL MONDO INTERO

La piccola Aurora, attraverso i suoi genitori Gianni e Alessandra ci ha mandato questa lettera nel quale è racchiuso il suo grande sogno.
La lettera ci ha molto colpito, così abbiamo pensato, con il consenso dei genitori, di pubblicarla su SpaRa.
Questa volta, infatti, ognuno di noi può dare il suo piccolo contributo e insieme possiamo diventare questa “unica grande voce fatta di tantissimi piccoli cuori” che si rivolge a Dio nostro Padre, affinché realizzi questo bellissimo desiderio e Aurora, insieme al suo fratellino Samuele, possa finalmente correre, giocare e saltare.Chi lo desidera può mettersi in contatto con la famiglia Chirichilli scrivendo a questo indirizzo di posta elettronica: g.chirichilli@tiscali.it Gianni e Alessandra hanno anche loro un sogno: far arrivare la letterina di

     

  Il libro si intitola:       «Maestro insegnami a pregare (se vuoi)» ed è pubblicato dalle Edizioni  Messaggero di Padova.

Costa € 8,78, ha 128 pagine.

«Grazie, Signore, per le mani che mi hai dato...
Grazie, Signore,
perché con queste mani posso fare tante cose...
Grazie, Signore! È così bello muovere le mani...!»

Il Signore ti ha dato un corpo per pregare.
Il corpo è tutto tuo! Quando vuoi lo puoi usare
- dicendo grazie - per pregar
e.

  

   

  

Aurora in tutte le chiese d’Italia e d’Europa, fino ad arrivare  ai santuari di tutto il mondo. Anche noi possiamo contribuire offrendo loro un franco- bollo: per noi non è niente, per loro rappresenta la possibilità di continuare a sognare.  Hanno infatti una grande certezza: che in tanti, pregando con fiducia, possiamo ottenere questo miracolo. Ora Aurora fa parte della nostra famiglia e speriamo di avere presto sue notizie. Vi racconteremo nei prossimi numeri di SpaRa.


Si chiama Ben’s Game. Apparentemente è un videogioco come tutti gli altri. In realtà nasconde un bel segreto. L’ideatore del videogame, infatti, è Ben Duskin, un bambino di 9 anni colpito da piccolo dalla Leucemia. Ben è riuscito a guarire, ma ha pensato di aiu tare tanti altri piccoli che si trovano a dover affrontare la malattia. Come ha fatto Ben? Ha utilizzato una delle armi più potenti che esistano: la fantasia. Così, con il suo skateboard virtuale, ogni bambino si può lanciare in questa avventura.

L’obiettivo finale è quello di distruggere il maggior numero di cellule tumorali, mentre i mostri da abbattere sono gli effetti collaterali della chemioterapia. Il videogame si può scaricare gratuitamente da internet (http://www.makewish.org) ed è realizzato da una grande azienda degli Stati Uniti che ha creato sul computer esattamente quello che Ben aveva nella sua mente. Il risultato è eccellente: un gioco adatto anche ai più piccolini, che possono così affrontare la malattia con un po’ di coraggio e di forza in più. Ben ha voluto che il protagonista del gioco, per quanto mal ridotto, non muoia mai: «Spero che così i bambini leucemici capiscano quello che le medicine fanno al loro corpo e come li aiutano - ha spiegato Ben alla televisione - Devono sapere che, se vogliono fare progressi, non devono arrendersi mai».