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UNA CATENA DI PREGHIERA
CHE AVVOLGA IL MONDO INTERO
La
piccola Aurora, attraverso i suoi genitori Gianni
e Alessandra ci ha mandato questa lettera nel
quale è racchiuso il suo grande sogno.
La lettera ci ha molto colpito, così abbiamo
pensato, con il consenso dei genitori, di
pubblicarla su SpaRa.
Questa volta, infatti, ognuno di noi può dare il
suo piccolo contributo e insieme possiamo
diventare questa “unica grande voce fatta di
tantissimi piccoli cuori” che si rivolge a Dio
nostro Padre, affinché realizzi questo bellissimo
desiderio e Aurora, insieme al suo fratellino
Samuele, possa
finalmente correre, giocare e saltare.Chi lo desidera può mettersi in contatto con la
famiglia Chirichilli scrivendo a questo indirizzo
di posta elettronica:
g.chirichilli@tiscali.it
Gianni e Alessandra hanno anche loro un sogno: far
arrivare la letterina di |
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Il libro si intitola:
«Maestro
insegnami a pregare (se vuoi)»
ed è pubblicato dalle Edizioni Messaggero di
Padova.
Costa
€ 8,78,
ha
128 pagine. |
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«Grazie, Signore, per le mani che mi hai
dato...
Grazie, Signore,
perché con queste mani posso fare tante
cose...
Grazie, Signore! È così bello muovere le mani...!»
Il Signore ti ha
dato un corpo per pregare.
Il corpo è tutto tuo! Quando vuoi lo puoi
usare
- dicendo grazie - per pregare.
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Aurora in tutte le chiese d’Italia e d’Europa,
fino ad arrivare ai santuari di tutto il
mondo. Anche noi possiamo contribuire offrendo
loro un franco- bollo: per noi non è niente, per
loro rappresenta la possibilità di continuare
a sognare. Hanno infatti una grande
certezza: che in tanti, pregando con fiducia,
possiamo ottenere questo miracolo.
Ora Aurora fa parte della nostra famiglia e
speriamo di avere presto sue notizie. Vi
racconteremo nei prossimi numeri di SpaRa. |
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Si chiama Ben’s Game. Apparentemente è un
videogioco come tutti gli altri. In realtà
nasconde un bel segreto. L’ideatore del
videogame, infatti, è Ben Duskin, un bambino
di 9 anni colpito da piccolo dalla Leucemia.
Ben è riuscito a guarire, ma ha pensato di aiu
tare tanti altri piccoli che si trovano a
dover affrontare la malattia. Come ha fatto
Ben? Ha utilizzato una delle armi più potenti
che esistano: la fantasia. Così, con il suo
skateboard virtuale, ogni bambino si può
lanciare in questa avventura. |
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L’obiettivo finale è quello di distruggere
il maggior numero di cellule tumorali, mentre
i mostri da abbattere sono gli effetti
collaterali della chemioterapia. Il videogame
si può scaricare gratuitamente da internet (http://www.makewish.org)
ed è realizzato da una grande azienda degli
Stati Uniti che ha creato sul computer
esattamente quello che Ben aveva nella sua
mente. Il risultato è eccellente: un gioco
adatto anche ai più piccolini, che possono
così affrontare la malattia con un po’ di
coraggio e di forza in più. Ben ha voluto che
il protagonista del gioco, per quanto mal
ridotto, non muoia mai: «Spero che così i
bambini leucemici capiscano quello che le
medicine fanno al loro corpo e come li aiutano
- ha spiegato Ben alla televisione - Devono
sapere che, se vogliono fare progressi, non
devono arrendersi mai». |
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