La rivista italiana

dei Padri Somaschi

 

Ottobre/Dicembre 2004 - Nº 129

  

Redazione: Via San Girolamo Emiliani, 26 - 16035 RAPALLO-GE

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Recensioni

di Luigi AMIGONI

P. Marini

A. Elkann

A. Riccardi

S. Piccolo Paci

F. Lanfranchini e Pl. Fiorini

 

 

Il quarantesimo della
Sacrosanctum Concilium

Nel momento in cui, in momenti particolari di Chiesa, si parla di liturgia, di eccessi e di ripristino di regole più ferree, si può leggere con particolare utilità questo breve saggio del cerimoniere papale, ovvero (nel linguaggio liturgico aggiornato) del maestro delle celebrazioni pontificie. Si tratta della commemorazione della Costituzione liturgica approvata dal Concilio Vaticano II nel dicembre 1963, variamente ricordata nei suoi 40 anni di attuazione. Mons. Marini parla dei "benefici di 40 anni di cammino" (identificati nel valore sommo della Parola di Dio, nella partecipazione attiva dei fedeli, nella più viva coscienza della cattolicità); e l'affermazione non suona così scontata, visto l'accanimento demolitorio con cui, talora, sono stati discussi i principi essenziali della riforma liturgica. Ulteriore nota di merito del libro è la breve e sostanziosa documentazione dell'apporto dato in campo liturgico -da secoli- dalla "indole peculiare delle celebrazioni pontificie".

di P. Marini
pp. 56
Libreria Ed. Vaticana, 2004


Mitzvà

Anche un ebreo importante può ritardare a un appuntamento con un altro ebreo quotato se ciò dipende da un Mitzva' da compiere. Un buon ebreo vive dei 613 comandi che discendono dalla lettura e interpretazione dei primi 5 libri biblici e che riguardano soprattutto il prossimo, da aiutare o da non danneggiare. È quasi per un'obbedienza a un Mitzva' che Elkann, cresciuto a Torino, giramondo, giornalista e romanziere, testimonia del suo viaggio sentimentale nell'identità ebraica. L'influsso della madre, esempio indimenticabile di donna e di ebrea, e il giorno del Kippur, la festa nazionale del perdono ebraico "in cui si capisce da soli se si è sciolti dai peccati", disegnano il quadro educativo in cui imparare e continuare ad essere ebrei (non una razza ma un popolo; non la figura di una condanna ma una condizione umana di pochi e poche; non nemici da superare o tollerare ma gente diversa da accettare). Non c'è spiegazione razionale della specificità ebraica, come non c'è prova dell'esistenza di Dio. "Noi ebrei ci rivolgiamo a qualcuno con preghiere che per lo più non capiamo; dialoghiamo con uno che non dà segni e non risponde; eppure siamo granitici nella nostra fede. Dio è Dio e questo non si discute".

di A. Elkann
pp. 88
Bompiani, 2004


La pace preventiva
Speranze e ragioni in un mondo di conflitti

Dopo l'oscenità terminologica e concettualmente blasfema della "guerra preventiva" accettata nel vocabolario quotidiano degli ultimi due anni, si è assistito, in aree più ristrette, a un accumulo di positività lessicali controriginati dall'incanto del valore diverso da proporre. E così la pace ha i suoi diritti, la sua industria, i suoi schieramenti e movimenti; può contrastare i suoi oppositori e può addirittura vincere. Riccardi, legato all'esperienza e alle speranze di Sant'Egidio di Roma, introduce l'espressione "pace preventiva" non come programma da dichiarare per politici a caccia di voti; o come ricerca di nuove sedi istituzionali più efficienti delle attuali; o come promessa di privilegi per compensare vantaggi di guerra. Varie sono le premesse che hanno reso maturo questo dono per l'intelligenza cristiana forgiata dalla sapienza antica del Vangelo e che la difendono oggi anche da irrealismi di lettura e da velleitarismi di proposte. Il cristiano sa che il terrorismo è una ulteriore e pericolosa modalità di guerra; che non solo gli stati ma anche piccoli gruppi che spesso condizionano gli stati hanno la possibilità di scatenare guerre e hanno accesso al nucleare; che si diffondono a diversi livelli "guerre civili molecolari" in forme di violenza organizzata come scolo della disperazione di aree di miseria contro anonimi o definiti gruppi di ricchezza e di potere. La pace preventiva dei cristiani (se vuoi la pace: ama i poveri, apri il cuore al Vangelo, insisti nel dialogo rispettoso con tutti, alimenta la fiducia nell'uomo e nei popoli, prega per vincere l'inimicizia) è un patrimonio spirituale e umano che mira a pensieri più condivisi e cerca realizzazioni concrete e che è attivo anche in tempo di guerra.

di A. Riccardi
pp 224
San Paolo, 2004


Le vesti del peccato

AMerita di essere segnalato questo libro della collana (ricca di titoli) "Tra arte e teologia", nata per documentare l'arte religiosa come "Bibbia dei poveri", cioè come teologia spiegata con gli strumenti e i segreti della pittura. Alle difficoltà di alcuni settori di studenti, dalla cultura secolarizzata di oggi, incapaci di individuare le scene dell'Annunciazione, si aggiunge anche quella di molti -e non da oggi- di non saper cogliere i significati simbolici offerti nell'abbigliamento e nella rappresentazione del corpo. L'iconografia sacra non solo ha accumulato qualità estetiche e stilistiche, ma ha anche arricchito e spiegato il complesso sistema dei segni e dei simboli della cultura cristiana con la caratterizzazione dei colori e delle forme degli abiti e delle decorazioni relative a protagonisti e scene bibliche. Non c'è dubbio che l'arte ha ricreato e fissato in "immagini prevalenti" personaggi che nella Bibbia sono “a più dimensioni” o sono appena abbozzati. È il caso sicuro di Eva, Maria di Magdala, Salomè (figlia di Erodiade, la mandante dell'uccisione del Battista).

di S. Piccolo Paci
pp. 84
Ancora, 2004


Alberto Marvelli

Nato a Ferrara nel 1918, ingegnere nel 1941, morto in incidente stradale nel 1946 a Rimini, iscritto all'Azione cattolica, è stato beatificato dal Papa il 5 settembre 2004 a Loreto, durante l'incontro di massa promosso dalla stessa Azione cattolica. La vicenda umana qui descritta è quella di un adolescenza gioiosa e di una giovinezza impegnata, provviste di irruenza e generosità. Davanti alle scelte della vita che interessavano agli affetti, le opzioni politiche, le mete da prefiggersi e gli ideali da raggiungere, Marvelli non si è fatto sconti e in nome dell'amicizia vera e profonda con il Signore e dell'amore verso i poveri ha praticato il Vangelo nella sua immediatezza, ovvero nella forma normale della santità.

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di F. Lanfranchini
e Pl. Fiorini
pp. 114
San Paolo, 2004