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Il quarantesimo della
Sacrosanctum Concilium
Nel momento in cui, in momenti
particolari di Chiesa, si parla di liturgia, di eccessi
e di ripristino di regole più ferree, si può leggere con
particolare utilità questo breve saggio del cerimoniere
papale, ovvero (nel linguaggio liturgico aggiornato) del
maestro delle celebrazioni pontificie. Si tratta della
commemorazione della Costituzione liturgica approvata
dal Concilio Vaticano II nel dicembre 1963, variamente
ricordata nei suoi 40 anni di attuazione. Mons. Marini
parla dei "benefici di 40 anni di cammino" (identificati
nel valore sommo della Parola di Dio, nella
partecipazione attiva dei fedeli, nella più viva
coscienza della cattolicità); e l'affermazione non suona
così scontata, visto l'accanimento demolitorio con cui,
talora, sono stati discussi i principi essenziali della
riforma liturgica. Ulteriore nota di merito del libro è
la breve e sostanziosa documentazione dell'apporto dato
in campo liturgico -da secoli- dalla "indole peculiare
delle celebrazioni pontificie".
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di P. Marini
pp. 56
Libreria Ed. Vaticana, 2004
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Mitzvà
Anche un ebreo importante può ritardare a un appuntamento con un altro
ebreo quotato se ciò dipende da un Mitzva' da compiere. Un buon ebreo
vive dei 613 comandi che discendono dalla lettura e interpretazione dei
primi 5 libri biblici e che riguardano soprattutto il prossimo, da
aiutare o da non danneggiare. È quasi per un'obbedienza a un Mitzva' che
Elkann, cresciuto a Torino, giramondo, giornalista e romanziere,
testimonia del suo viaggio sentimentale nell'identità ebraica.
L'influsso della madre, esempio indimenticabile di donna e di ebrea, e
il giorno del Kippur, la festa nazionale del perdono ebraico "in cui si
capisce da soli se si è sciolti dai peccati", disegnano il quadro
educativo in cui imparare e continuare ad essere ebrei (non una razza ma
un popolo; non la figura di una condanna ma una condizione umana di
pochi e poche; non nemici da superare o tollerare ma gente diversa da
accettare). Non c'è spiegazione razionale della specificità ebraica,
come non c'è prova dell'esistenza di Dio. "Noi ebrei ci rivolgiamo a
qualcuno con preghiere che per lo più non capiamo; dialoghiamo con uno
che non dà segni e non risponde; eppure siamo granitici nella nostra
fede. Dio è Dio e questo non si discute".
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di A. Elkann
pp. 88
Bompiani, 2004
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La pace preventiva
Speranze e ragioni in un mondo
di conflitti
Dopo l'oscenità terminologica e concettualmente blasfema della "guerra
preventiva" accettata nel vocabolario quotidiano degli ultimi due anni,
si è assistito, in aree più ristrette, a un accumulo di positività
lessicali controriginati dall'incanto del valore diverso da proporre. E
così la pace ha i suoi diritti, la sua industria, i suoi schieramenti e
movimenti; può contrastare i suoi oppositori e può addirittura vincere.
Riccardi, legato all'esperienza e alle speranze di Sant'Egidio di Roma,
introduce l'espressione "pace preventiva" non come programma da
dichiarare per politici a caccia di voti; o come ricerca di nuove sedi
istituzionali più efficienti delle attuali; o come promessa di privilegi
per compensare vantaggi di guerra. Varie sono le premesse che hanno reso
maturo questo dono per l'intelligenza cristiana forgiata dalla sapienza
antica del Vangelo e che la difendono oggi anche da irrealismi di
lettura e da velleitarismi di proposte. Il cristiano sa che il
terrorismo è una ulteriore e pericolosa modalità di guerra; che non solo
gli stati ma anche piccoli gruppi che spesso condizionano gli stati
hanno la possibilità di scatenare guerre e hanno accesso al nucleare;
che si diffondono a diversi livelli "guerre civili molecolari" in forme
di violenza organizzata come scolo della disperazione di aree di miseria
contro anonimi o definiti gruppi di ricchezza e di potere. La pace
preventiva dei cristiani (se vuoi la pace: ama i poveri, apri il cuore
al Vangelo, insisti nel dialogo rispettoso con tutti, alimenta la
fiducia nell'uomo e nei popoli, prega per vincere l'inimicizia) è un
patrimonio spirituale e umano che mira a pensieri più condivisi e cerca
realizzazioni concrete e che è attivo anche in tempo di guerra.
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di A. Riccardi
pp 224
San Paolo, 2004
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Le vesti del peccato
AMerita di essere segnalato questo libro della collana
(ricca di titoli) "Tra arte e teologia", nata per documentare l'arte
religiosa come "Bibbia dei poveri", cioè come teologia spiegata con gli
strumenti e i segreti della pittura. Alle difficoltà di alcuni settori
di studenti, dalla cultura secolarizzata di oggi, incapaci di
individuare le scene dell'Annunciazione, si aggiunge anche quella di
molti -e non da oggi- di non saper cogliere i significati simbolici
offerti nell'abbigliamento e nella rappresentazione del corpo.
L'iconografia sacra non solo ha accumulato qualità estetiche e
stilistiche, ma ha anche arricchito e spiegato il complesso sistema dei
segni e dei simboli della cultura cristiana con la caratterizzazione dei
colori e delle forme degli abiti e delle decorazioni relative a
protagonisti e scene bibliche. Non c'è dubbio che l'arte ha ricreato e
fissato in "immagini prevalenti" personaggi che nella Bibbia sono “a più
dimensioni” o sono appena abbozzati. È il caso sicuro di Eva, Maria di
Magdala, Salomè (figlia di Erodiade, la mandante dell'uccisione del
Battista).
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di S. Piccolo Paci
pp. 84
Ancora, 2004
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Alberto Marvelli
Nato a Ferrara nel 1918, ingegnere nel 1941, morto in
incidente stradale nel 1946 a Rimini, iscritto all'Azione cattolica, è
stato beatificato dal Papa il 5 settembre 2004 a Loreto, durante
l'incontro di massa promosso dalla stessa Azione cattolica. La vicenda
umana qui descritta è quella di un adolescenza gioiosa e di una
giovinezza impegnata, provviste di irruenza e generosità. Davanti alle
scelte della vita che interessavano agli affetti, le opzioni politiche,
le mete da prefiggersi e gli ideali da raggiungere, Marvelli non si è
fatto sconti e in nome dell'amicizia vera e profonda con il Signore e
dell'amore verso i poveri ha praticato il Vangelo nella sua
immediatezza, ovvero nella forma normale della santità.

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di F. Lanfranchini
e Pl. Fiorini
pp. 114
San Paolo, 2004
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