|
Ci sarà
dato un figlio?
Il Papa lancia l’allarme all’Occidente dove la
fecondità è diventata un problema.
Se proietti
nel futuro i dati statistici di oggi puoi trovarti delle
sorprese o puoi pronosticare sconvolgimenti che la
storia pensa poi a smentire. Non sarebbe la prima volta
che catastrofi annunciate da fenomeni in corso si siano
rivelate più tardi dei bluff o, perlomeno, si sia
alquanto ridimensionata la prospettata devastazione.
Non sembra così per il nodo della denatalità. Un mondo
non più capace di proiettarsi verso il domani è il
rischio che corre l'Occidente. Il Papa, il giorno prima
della festa della Madonna del Rosario, in udienza
generale, ha definito l'Occidente "spesso incapace di
affidare la propria esistenza al futuro attraverso la
generazione e la tutela di nuove creature che continuino
la civiltà dei popoli e realizzino la salvezza". Un
Occidente dove "la fecondità" è diventata "un problema".
Il Papa non ha usato giri di parole per mostrare la sua
profonda preoccupazione.
E i numeri gli danno ragione. All'interno dell'Europa
dei 25, il tasso di natalità per mille è pari in media
al 10,3 (ossia 10,3 nati per mille abitanti), con una
media di 1,45 figli per donna. Questo indica un ritmo di
ricambio incapace di assicurare non soltanto la crescita,
ma anche solo il mantenimento del livello della
popolazione. E peggio ancora: secondo gli studi al
momento attuale, anche se per qualche motivo la tendenza
dovesse invertirsi e il tasso di fertilità (attualmente
in media al di sotto dell'1,3) dovesse arrivare a quel
2,1 che garantirebbe il livello di "tenuta",
occorrerebbero oltre 75 anni perché la popolazione
italiana, per esempio, (che nel 2050 è inevitabilmente
destinata a scendere al di sotto dei 44 milioni), torni
ai livelli attuali.
Ha ragione il Papa, dunque, quando dice che il futuro
dell'umanità si attua perché la coppia offre al mondo
nuove creature. Sembra naturale una cosa simile. Non lo
è così tanto. Ai figli si è ormai abituati a pensare
come a una questione puramente affettiva e privata. Si
fa un figlio "perché è bello avere un bambino", perché
in due dopo un po' la vita è vuota, per avere un
sostegno un domani. Insomma, per giuste, lodevoli
questioni personali. In una dimensione, però, chiusa su
di sé, sul proprio orizzonte. Raramente, anche al di là
delle risorse economiche, ci si avventura in famiglie
numerose. Il figlio unico basta a riempire il bisogno
affettivo.
Un Occidente, quindi, di chi pensa e calcola i figli in
rapporto alle necessità affettive private e non come
altri da sé, da gettare in avanti, generosamente,
gratuitamente, perché continuino la storia da cui
provengono. La storia di un grande continente, la storia
dell'Europa cristiana.
E tanto meno si ha in mente oggi di avere un figlio "per
realizzare la storia della salvezza". Persone, cioè,
dentro un disegno di Dio, inserite in una trama che va
verso un destino di redenzione perché si è amati.
Il Papa non è nuovo a questi interventi. Lo ha fatto nel
1994 quando tuonò contro le politiche demografiche che
la Conferenza, organizzata dall'ONU al Cairo, intendeva
far passare. Così quest' anno in occasione della
Giornata per la Vita dal titolo: "Senza figli non c'è
futuro".
Una presa di posizione netta è stata anche quella del
Presidente della Repubblica nel messaggio che ha rivolto
alle donne per la Giornata dell' 8 marzo: "Una società
con poche madri e con pochi figli è destinata a
scomparire. E' necessario un sostegno forte e convinto
al ricupero della natalità, essenziale per conservare i
livelli di benessere dei quali godiamo. Le culle vuote
sono il vero, il primo problema della società italiana".
Se i
figli non sono soltanto una scelta che riguarda i loro
genitori, ma un bene e una necessità essenziale per
l'intera società, occorre allora che anche la politica
operi in modo organico a favore della famiglia con
misure concrete. Ad esempio, una ripartizione del carico
fiscale che tenga conto del numero dei componenti di una
famiglia in rapporto ai redditi complessivi di essa; una
politica della casa con costi non proibitivi per la
prima casa e abitazioni capaci di accogliere i figli; un
incremento dei nidi di infanzia e scuole materne; una
politica del lavoro femminile che coniughi la
realizzazione della donna e la sua vocazione alla
maternità.
Certamente i figli richiedono e assorbono molto tempo,
molte risorse e molte energie. Ne siamo tutti
consapevoli e tendiamo a comportarci di conseguenza. Ma
è altrettanto vero che i figli sono suscitatori e
moltiplicatori di energie: sollecitano il nostro
coraggio e la nostra generosità, rendono i genitori
veramente adulti e capaci di affrontare la vita. Perciò
operare per il bilancio demografico significa anche far
crescere degli atteggiamenti di fiducia, di voglia di
futuro, di capacità di iniziativa e di responsabilità
che sono, forse, il più fondamentale bisogno della
nostra società.
C'è da augurarsi che anche coloro che hanno le capacità
e la responsabilità di proporre stili di vita e di
forgiare modi di sentire e comportamenti, soprattutto
gli uomini di cultura e gli operatori della
comunicazione, perseguano obiettivi analoghi a quelli
descritti sopra o almeno non lavorino in senso
contrario.
Ý
|
Anno dell’Eucaristia
Il Papa apre in San Pietro l'Anno
dell'Eucaristia, in collegamento con il Congresso
Eucaristico Internazionale: «Di luce ha bisogno il
mondo, nella difficile ricerca di una pace che
appare lontana, all'inizio di un Millennio
sconvolto ed umiliato dalla violenza, dal
terrorismo e dalla guerra. L'Eucaristia è luce!»
|
del mondo intero.
Il punto di incontro è Gesù stesso, realmente
presente nella Santissima Eucaristia col suo
mistero di morte e di risurrezione, in cui si
uniscono il cielo e la terra e s'incontrano tra
loro popoli e culture diverse."
Ricordando il tema del Congresso ("L'Eucaristia
luce e vita del nuovo Millennio") il Papa ha
sottolineato: "Di luce ha bisogno il cuore
dell'uomo, appesantito dal peccato, spesso
disorientato e stanco, provato da sofferenze di
ogni genere. Di luce ha bisogno il mondo, nella
difficile ricerca di una pace che appare lontana,
all'inizio di un Millennio sconvolto ed umiliato
dalla violenza, dal terrorismo e dalla guerra.
L'Eucaristia è luce!... Quale aspirazione più
grande della vita? Eppure su questo universale
anelito umano si allungano ombre minacciose:
l'ombra di una cultura che nega il rispetto della
vita in ogni suo stadio; l'ombra di una
indifferenza che consegna innumerevoli persone a
un destino di fame e di sottosviluppo; l'ombra di
una ricerca scientifica posta a volte al servizio
dell'egoismo del più forte. Carissimi Fratelli e
Sorelle, dobbiamo sentirci interpellati dalle
necessità di tanti nostri fratelli. Non possiamo
chiudere il cuore alle loro implorazioni di aiuto."
Il Santo Padre ha
poi evidenziato che in questo Anno particolarmente
|

dedicato
all'Eucaristia la comunità cristiana è invitata "a
prenderne più viva coscienza con una celebrazione
più sentita, con una adorazione prolungata e
fervente, con un maggiore impegno di fraternità e
di servizio agli ultimi. L'Eucaristia è sorgente
ed epifania di comunione. E' principio e progetto
di missione"
Al termine dell'omelia il Papa ha letto una sua
preghiera aperta e conclusa dall'invocazione dei
discepoli di Emmaus, "Signore Gesù: rimani con noi!",
quindi ha annunciato che il prossimo Congresso
Eucaristico Internazionale avrà luogo in Québec
nel 2008.
(S.L.) - Agenzia
Fides 18/10/2004
http://www.fides.org/ita/news
Ý
|
|
Città del Vaticano
- Nel pomeriggio di domenica 17 ottobre, il
Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto la
Santa Messa all'altare della Confessione della
Basilica Vaticana, in occasione dell'inizio
dell'Anno dell'Eucaristia. Dopo la Santa Messa -
celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario
di Stato, con numerosi altri Cardinali - ha avuto
luogo l'Esposizione e l'Adorazione del Santissimo
Sacramento. Il Papa ha quindi rivolto il suo
discorso ai fedeli presenti in Basilica e,
attraverso il collegamento televisivo, ai
partecipanti al 48° Congresso Eucaristico
Internazionale di Guadalajara (Messico), riuniti
per la Liturgia conclusiva del Congresso.
"Il collegamento
televisivo tra la Basilica di San Pietro, cuore
della cristianità, e Guadalajara, sede del
Congresso, è come
un ponte
gettato tra i
continenti - ha detto il Papa - e fa del nostro
incontro di preghiera una ideale "Statio orbis",
nella quale convergono i credenti
|
|
|
«SUGGERIMENTI»
della Congregazione per il Culto Divino
"L'Eucaristia è il cuore
stesso della vita cristiana"; di qui l'impegno a "ravvivare
in tutte le comunità la celebrazione eucaristica
domenicale" come priorità dell'Anno dell'Eucaristia. È
la raccomandazione preliminare contenuta nel sussidio
della Congregazione per il culto divino e la disciplina
dei sacramenti sollecitato dal Papa e articolato in
cinque capitoli.
Tra i "sentieri aperti" indicati nel sussidio dedicato
all'Anno dell'Eucaristia, l'esortazione a "valorizzare
la 'messa stazionale' presieduta dal vescovo, quale
segno di comunione eucaristica della Chiesa particolare",
e l'incremento dell' "adorazione perpetua del Santissimo".
Un'attenzione particolare ai giovani, che vanno "sollecitati
a porre il tema della XX Giornata mondiale della
Gioventù, 'Siamo venuti per adorarlo', in rapporto con
l'Anno dell'Eucaristia". Di qui la proposta di un
incontro di adorazione eucaristica per giovani a livello
diocesano in prossimità della domenica delle Palme. Ai
parroci la Congregazione vaticana chiede di "riordinare
e dare un assetto stabile ai luoghi della celebrazione e
alla riserva dell'Eucaristia", di "incrementare o
costituire il gruppo liturgico parrocchiale", di
"dedicare particolare attenzione al canto liturgico" e
di "educare allo 'stare in chiesa'" favorendo così "la
partecipazione 'interiore' ed 'esteriore'".
Particolare cura viene raccomandata nel "portare la
comunione ai malati" e nell'accompagnamento spirituale
di chi, "trovandosi in situazioni irregolari, non può
ricevere la comunione eucaristica". Chiamati in causa
anche i santuari, invitati a "condurre i pellegrini ad
un profondo incontro con Cristo" e i monasteri e gli
istituti religiosi per i quali, si legge nel sussidio, "l'Anno
dell'Eucaristia deve risultare uno stimolo in più ad
ancorarsi al cuore della propria vocazione e missione" e
ad interrogarsi sulla propria "testimonianza di vita
eucaristica negli ambienti in cui operano".
L'invito a "dedicare più tempo all'adorazione
eucaristica" coniugando "preghiera e impegno di carità"
è rivolto alle associazioni e ai movimenti. Infine,
l'esortazione a far conoscere l'arte sacra ispirata
all'eucaristia, "tesoro" e "comune eredità del
cristianesimo"
q
Ý
|